Cari Consorelle e Confratelli delle Misericordie, sono Carlo Miglietta, medico, biblista, laico, marito, papà e nonno (www.buonabibbiaatutti.it). Anche oggi condivido con voi un breve pensiero di meditazione sul Vangelo, con particolare riferimento al tema della misericordia.
Una Chiesa guidata dallo Spirito
Luca negli Atti menziona ventun volte “lo Spirito il Santo”, con l’articolo in greco (“tò pnèuma tò àghion”), sedici volte parla dello “Spirito Santo”, senza articolo, nove volte si parla dello “Spirito”, senza aggettivo; due volte si dice: “lo Spirito del Signore” e una volta “lo Spirito di Gesù”. Almeno venti volte si dice che i cristiani sono “pieni di Spirito Santo”. “In poche parole, si ricava l’impressione che l’inizio e l’espansione del movimento cristiano stiano sotto il segno dello Spirito Santo” (R. Fabris).
Il racconto della Pentecoste (At 2,1-40) sottolinea come lo Spirito trasformi una comunità chiusa e pavida in una Chiesa evangelizzatrice, capace di parlare e di essere capita da uomini di tutte le razze. Inoltre la Chiesa diventa la comunità escatologica tutta di profeti promessa ad Israele: “Vi darò un cuore nuovo, e metterò dentro di voi uno Spirito nuovo” (Ez 36,26-27; cfr Is 44,3-4; Gl 3,1-2).
La Chiesa è sempre guidata e retta dallo Spirito: “La Chiesa… cresceva e camminava nel timore del Signore, colma del conforto dello Spirito Santo” (At 9,31 Questa presenza continua dello Spirito permette agli apostoli di affermare di fronte al sinedrio: “Di questi fatti siamo testimoni noi e lo Spirito Santo, che Dio ha dato a coloro che si sottomettono a lui” (At 5,32); o di dire, insieme agli anziani, dopo il primo “Concilio di Gerusalemme”: “Abbiamo deciso, lo Spirito Santo e noi” (At 15,28).
“Il dono dello Spirito per sé non è legato a nessuna struttura o istituzione umana, neppure al rito del battesimo (At 10,44-48)” (R. Fabris). La stessa struttura “gerarchica” della prima Chiesa è opera dello Spirito: Paolo ricorda ai presbiteri di Efeso che “lo Spirito Santo vi ha posti come vescovi a pascere la Chiesa di Dio, che egli si è acquistata con il suo sangue” (At 20,28).
“Nella Chiesa delle origini la presenza dello Spirito santo era una presenza intima alla Chiesa, direttiva, decisionale, che forniva la forza divina necessaria all’evangelizzazione ma che era anche sorgente di prodigi e guarigioni… La Chiesa cristiana delle origini si distingue per il suo cristocentrismo e per il suo pneumatocentrismo, cioè sulla consapevolezza di essere fondata sugli eventi pasquali di Gesù Cristo morto e risorto, e sulla discesa e presenza continuata e attiva dello Spirito Santo, ricevuto dal Risorto… Lo Spirito e il Cristo costituiscono, dunque, i due soggetti trascendenti della Chiesa del Nuovo Testamento, soggetti che la comunità non ha mai perso di vista perché consapevole che se questo accadesse la Chiesa perderebbe la sua stessa identità. È questo veramente un dato basilare dell’ecclesiologia biblica: la consapevolezza della Chiesa neotestamentaria di non appartenere, in maniera radicale, a nessun passato religioso e culturale, ma di procedere direttamente da un’azione molteplice e sconvolgente di Dio, compiuta in Gesù Cristo e nello Spirito Santo” (S. T. Stancati).
Afferma Papa Francesco: “Nel Credo, subito dopo aver professato la fede nello Spirito Santo, diciamo: «Credo la Chiesa una, santa, cattolica e apostolica». C’è un profondo legame tra queste due realtà di fede: è lo Spirito Santo, infatti, che dà vita alla Chiesa, guida i suoi passi. Senza la presenza e l’azione incessante dello Spirito Santo, la Chiesa non potrebbe vivere e non potrebbe realizzare il compito che Gesù risorto le ha affidato di andare e fare discepoli tutti i popoli (cfr Mt 28,18)… Chi è il vero motore dell’evangelizzazione nella nostra vita e nella Chiesa? Paolo VI scriveva con chiarezza: «È lui, lo Spirito Santo che, oggi come agli inizi della Chiesa, opera in ogni evangelizzatore che si lasci possedere e condurre da Lui»… Per evangelizzare, allora, è necessario ancora una volta aprirsi all’orizzonte dello Spirito di Dio, senza avere timore di che cosa ci chieda e dove ci guidi”.
Gesù non ci ha detto tutto
“Gesù (Gv 16,12-15) è consapevole di aver narrato, spiegato (exeghésato: Gv 1,18) Dio ai discepoli…, ma sa anche che avrebbe potuto dire molte cose in più. Gesù sa che c’è una progressiva iniziazione alla conoscenza di Dio, una crescita di questa stessa conoscenza, che non può essere data una volta per tutte. Il discepolo impara a conoscere il Signore ogni giorno della sua vita, «di inizio in inizio, per inizi che non hanno mai fine» (Gregorio di Nissa). La vita del discepolo deve essere vissuta per una comprensione sempre più grande, e tutto ciò che una persona vive (incontri, realtà, ecc.), attraverso l’energia dello Spirito santo apre una via, approfondisce la conoscenza, rivela un senso. Ognuno di noi lo sperimenta: più andiamo avanti nella vita personale e nella risposta alla chiamata del Signore nella storia, più lo conosciamo! Il Vangelo è sempre lo stesso, “Gesù Cristo è lo stesso ieri e oggi e per sempre” (Eb 13,8), non cambia, ma noi lo conosciamo meglio proprio vivendo la nostra storia e la storia del mondo. Per questo Gesù confessa di non aver detto tutto: ha detto l’essenziale riguardo a Dio, quello che basta alla salvezza, ma la conoscenza è infinita. Ora Gesù è nel Regno con il Padre… Nuovi eventi e realtà sono illuminati e compresi proprio grazie alla presenza dello Spirito santo” (E. Bianchi).
Lo Spirito vi guiderà a tutta la verità
La dottrina della Chiesa è quindi in continua evoluzione fino alla fine dei tempi. Questo perché “ogni scriba divenuto discepolo del Regno dei cieli è simile a un padrone di casa che estrae dal suo tesoro cose nuove e cose antiche” (Mt 13,52). Infatti la Chiesa ha ricevuto il dono dello Spirito che la guida in maniera dinamica a una comprensione sempre più piena del mistero di Dio. Lo Spirito ci guida quindi progressivamente, giorno dopo giorno, alla “verità tutta intera” (Gv 16,13).
Una teologia in divenire
“Gesù assicura che «quando verrà lui, lo Spirito della verità… vi annuncerà… le cose future»… Lo Spirito spinge al futuro. Lo Spirito non ripete le cose del passato… Che cosa significa questo? Che la tensione della comunità cristiana ai sempre nuovi bisogni dell’umanità, farà scoprire nuove capacità di risposta. In queste nuove risposte ai bisogni dell’umanità emerge lo Spirito della verità. Questa è la dinamica della vita del cristiano, quindi, sempre teso verso il nuovo, sempre pronto a dare nuove risposte, non le risposte antiche. Non si possono dare ai bisogni di oggi risposte antiche, ma formulare, inventare, creare, nuove risposte per i bisogni dell’umanità” (A. Maggi).
Scriveva Ortensio da Spinetoli: “L’evangelizzazione non è la standardizzazione dei testi neotestamentari, ma la loro rilettura, reinterpretazione, trasposizione alle situazioni nuove in cui l’uomo è chiamato a vivere e alla maturità spirituale a cui è pervenuto. Importa sempre ricordare ciò che Gesù ha detto e fatto, ma ancor più ciò che direbbe e farebbe se, per aiutarlo a risolvere i suoi problemi, si rivolgesse all’uomo di oggi, inquadrato in situazioni sociali e culturali ben diverse dalle sue. E siccome egli non ha più la possibilità di intervenire spetta ai suoi seguaci l’arduo compito di attualizzare nel tempo il suo messaggio. La parola di Dio non è lettera morta ma viva e, come la vita, capace di crescita e di adattamento (Eb 4,12)”.
Buona Misericordia a tutti!
Chi volesse leggere un’esegesi più completa del testo, o qualche approfondimento, me li chieda a migliettacarlo@gmail.com.
Vangelo di Domenica 12 Giugno: Giovanni 16, 12-15
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Cari Consorelle e Confratelli delle Misericordie, sono Carlo Miglietta, medico, biblista, laico, marito, papà e nonno (www.buonabibbiaatutti.it). Anche oggi condivido con voi un breve pensiero di meditazione sul Vangelo, con particolare riferimento al tema della misericordia.
Una Chiesa guidata dallo Spirito
Luca negli Atti menziona ventun volte “lo Spirito il Santo”, con l’articolo in greco (“tò pnèuma tò àghion”), sedici volte parla dello “Spirito Santo”, senza articolo, nove volte si parla dello “Spirito”, senza aggettivo; due volte si dice: “lo Spirito del Signore” e una volta “lo Spirito di Gesù”. Almeno venti volte si dice che i cristiani sono “pieni di Spirito Santo”. “In poche parole, si ricava l’impressione che l’inizio e l’espansione del movimento cristiano stiano sotto il segno dello Spirito Santo” (R. Fabris).
Il racconto della Pentecoste (At 2,1-40) sottolinea come lo Spirito trasformi una comunità chiusa e pavida in una Chiesa evangelizzatrice, capace di parlare e di essere capita da uomini di tutte le razze. Inoltre la Chiesa diventa la comunità escatologica tutta di profeti promessa ad Israele: “Vi darò un cuore nuovo, e metterò dentro di voi uno Spirito nuovo” (Ez 36,26-27; cfr Is 44,3-4; Gl 3,1-2).
La Chiesa è sempre guidata e retta dallo Spirito: “La Chiesa… cresceva e camminava nel timore del Signore, colma del conforto dello Spirito Santo” (At 9,31 Questa presenza continua dello Spirito permette agli apostoli di affermare di fronte al sinedrio: “Di questi fatti siamo testimoni noi e lo Spirito Santo, che Dio ha dato a coloro che si sottomettono a lui” (At 5,32); o di dire, insieme agli anziani, dopo il primo “Concilio di Gerusalemme”: “Abbiamo deciso, lo Spirito Santo e noi” (At 15,28).
“Il dono dello Spirito per sé non è legato a nessuna struttura o istituzione umana, neppure al rito del battesimo (At 10,44-48)” (R. Fabris). La stessa struttura “gerarchica” della prima Chiesa è opera dello Spirito: Paolo ricorda ai presbiteri di Efeso che “lo Spirito Santo vi ha posti come vescovi a pascere la Chiesa di Dio, che egli si è acquistata con il suo sangue” (At 20,28).
“Nella Chiesa delle origini la presenza dello Spirito santo era una presenza intima alla Chiesa, direttiva, decisionale, che forniva la forza divina necessaria all’evangelizzazione ma che era anche sorgente di prodigi e guarigioni… La Chiesa cristiana delle origini si distingue per il suo cristocentrismo e per il suo pneumatocentrismo, cioè sulla consapevolezza di essere fondata sugli eventi pasquali di Gesù Cristo morto e risorto, e sulla discesa e presenza continuata e attiva dello Spirito Santo, ricevuto dal Risorto… Lo Spirito e il Cristo costituiscono, dunque, i due soggetti trascendenti della Chiesa del Nuovo Testamento, soggetti che la comunità non ha mai perso di vista perché consapevole che se questo accadesse la Chiesa perderebbe la sua stessa identità. È questo veramente un dato basilare dell’ecclesiologia biblica: la consapevolezza della Chiesa neotestamentaria di non appartenere, in maniera radicale, a nessun passato religioso e culturale, ma di procedere direttamente da un’azione molteplice e sconvolgente di Dio, compiuta in Gesù Cristo e nello Spirito Santo” (S. T. Stancati).
Afferma Papa Francesco: “Nel Credo, subito dopo aver professato la fede nello Spirito Santo, diciamo: «Credo la Chiesa una, santa, cattolica e apostolica». C’è un profondo legame tra queste due realtà di fede: è lo Spirito Santo, infatti, che dà vita alla Chiesa, guida i suoi passi. Senza la presenza e l’azione incessante dello Spirito Santo, la Chiesa non potrebbe vivere e non potrebbe realizzare il compito che Gesù risorto le ha affidato di andare e fare discepoli tutti i popoli (cfr Mt 28,18)… Chi è il vero motore dell’evangelizzazione nella nostra vita e nella Chiesa? Paolo VI scriveva con chiarezza: «È lui, lo Spirito Santo che, oggi come agli inizi della Chiesa, opera in ogni evangelizzatore che si lasci possedere e condurre da Lui»… Per evangelizzare, allora, è necessario ancora una volta aprirsi all’orizzonte dello Spirito di Dio, senza avere timore di che cosa ci chieda e dove ci guidi”.
Gesù non ci ha detto tutto
“Gesù (Gv 16,12-15) è consapevole di aver narrato, spiegato (exeghésato: Gv 1,18) Dio ai discepoli…, ma sa anche che avrebbe potuto dire molte cose in più. Gesù sa che c’è una progressiva iniziazione alla conoscenza di Dio, una crescita di questa stessa conoscenza, che non può essere data una volta per tutte. Il discepolo impara a conoscere il Signore ogni giorno della sua vita, «di inizio in inizio, per inizi che non hanno mai fine» (Gregorio di Nissa). La vita del discepolo deve essere vissuta per una comprensione sempre più grande, e tutto ciò che una persona vive (incontri, realtà, ecc.), attraverso l’energia dello Spirito santo apre una via, approfondisce la conoscenza, rivela un senso. Ognuno di noi lo sperimenta: più andiamo avanti nella vita personale e nella risposta alla chiamata del Signore nella storia, più lo conosciamo! Il Vangelo è sempre lo stesso, “Gesù Cristo è lo stesso ieri e oggi e per sempre” (Eb 13,8), non cambia, ma noi lo conosciamo meglio proprio vivendo la nostra storia e la storia del mondo. Per questo Gesù confessa di non aver detto tutto: ha detto l’essenziale riguardo a Dio, quello che basta alla salvezza, ma la conoscenza è infinita. Ora Gesù è nel Regno con il Padre… Nuovi eventi e realtà sono illuminati e compresi proprio grazie alla presenza dello Spirito santo” (E. Bianchi).
Lo Spirito vi guiderà a tutta la verità
La dottrina della Chiesa è quindi in continua evoluzione fino alla fine dei tempi. Questo perché “ogni scriba divenuto discepolo del Regno dei cieli è simile a un padrone di casa che estrae dal suo tesoro cose nuove e cose antiche” (Mt 13,52). Infatti la Chiesa ha ricevuto il dono dello Spirito che la guida in maniera dinamica a una comprensione sempre più piena del mistero di Dio. Lo Spirito ci guida quindi progressivamente, giorno dopo giorno, alla “verità tutta intera” (Gv 16,13).
Una teologia in divenire
“Gesù assicura che «quando verrà lui, lo Spirito della verità… vi annuncerà… le cose future»… Lo Spirito spinge al futuro. Lo Spirito non ripete le cose del passato… Che cosa significa questo? Che la tensione della comunità cristiana ai sempre nuovi bisogni dell’umanità, farà scoprire nuove capacità di risposta. In queste nuove risposte ai bisogni dell’umanità emerge lo Spirito della verità. Questa è la dinamica della vita del cristiano, quindi, sempre teso verso il nuovo, sempre pronto a dare nuove risposte, non le risposte antiche. Non si possono dare ai bisogni di oggi risposte antiche, ma formulare, inventare, creare, nuove risposte per i bisogni dell’umanità” (A. Maggi).
Scriveva Ortensio da Spinetoli: “L’evangelizzazione non è la standardizzazione dei testi neotestamentari, ma la loro rilettura, reinterpretazione, trasposizione alle situazioni nuove in cui l’uomo è chiamato a vivere e alla maturità spirituale a cui è pervenuto. Importa sempre ricordare ciò che Gesù ha detto e fatto, ma ancor più ciò che direbbe e farebbe se, per aiutarlo a risolvere i suoi problemi, si rivolgesse all’uomo di oggi, inquadrato in situazioni sociali e culturali ben diverse dalle sue. E siccome egli non ha più la possibilità di intervenire spetta ai suoi seguaci l’arduo compito di attualizzare nel tempo il suo messaggio. La parola di Dio non è lettera morta ma viva e, come la vita, capace di crescita e di adattamento (Eb 4,12)”.
Buona Misericordia a tutti!
Chi volesse leggere un’esegesi più completa del testo, o qualche approfondimento, me li chieda a migliettacarlo@gmail.com.
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Spazio Spadoni
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Vangelo di domenica 06 aprile V Domenica di Quaresima anno C – Giovanni 8, 1-11
Vangelo di domenica 30 marzo IV Domenica di Quaresima anno C – Luca 15, 1 – 3. 11-32
Vangelo di domenica 23 marzo III Domenica di Quaresima anno C – Luca 13, 1-9
Vangelo di domenica 16 marzo: II Domenica di Quaresima anno C – Luca 9, 28-36
Vangelo di domenica 09 marzo: I Domenica di Quaresima anno C – Luca 4,1-13
Vangelo di domenica 02 marzo: VII Domenica C: Luca 6, 39-45
Vangelo di domenica 23 febbraio: VI Domenica C: Luca 6, 27-38
Vangelo di domenica 16 febbraio: VI Domenica C: Luca 6, 17. 20-26
Vangelo di domenica 09 febbraio: V Domenica C: Luca 5, 1-11
Vangelo di domenica 02 febbraio: Presentazione del Signore C: Luca 2, 22-40
Vangelo di domenica 26 gennaio III Domenica C: Luca 1, 1-4; 4, 14-21
Vangelo di domenica 19 gennaio: Giovanni 2,1-11
Vangelo di domenica 12 gennaio: Luca 3,15-22
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Vangelo di domenica 29 dicembre: Luca 2, 41-52
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Vangelo di Domenica 21 luglio: Marco 6, 30-34
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Vangelo di Domenica 30 giugno: Marco 5, 21-43
Vangelo di Domenica 23 giugno: Marco 4, 35-41
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Vangelo di Giovedì 6 Gennaio: Matteo 2, 1-12
Vangelo di Domenica 2 Gennaio: Giovanni 1, 1-18
Vangelo di Sabato 1 Gennaio: Luca 2, 16-21
Vangelo di Domenica 26 Dicembre: Luca 2, 41-52
Vangelo di Sabato 25 Dicembre: Luca 2, 1-14
Vangelo di Domenica 19 Dicembre: Luca 1, 39-45
Vangelo di Domenica 12 Dicembre: Luca 3, 10-18
Vangelo di Mercoledì 8 Dicembre: Luca 1, 26-38
Vangelo di Domenica 5 Dicembre: Luca 3, 1-6
Vangelo di Domenica 28 Novembre: Luca 21, 25-28. 34-36
Vangelo di Domenica 21 Novembre: Giovanni 13, 33-37
Vangelo di Domenica 14 Novembre: Marco 13, 24-32
Vangelo di Domenica 7 Novembre: Marco 12, 38-44
Vangelo di Lunedì 1 Novembre: Luca 6, 17. 20-26/ Matteo 5, 1-12
Vangelo di Domenica 31 Ottobre: Marco 12, 28-34
Vangelo di Domenica 24 Ottobre: Marco 10, 46-52
Vangelo di Domenica 17 Ottobre: Marco 10, 35-45
Vangelo di Domenica 10 Ottobre: Marco 10, 17-31
Vangelo di Domenica 3 Ottobre: Marco 10, 2-16
Vangelo di Domenica 26 Settembre: Marco 9, 38-43.45.47-48
Vangelo di Domenica 19 Settembre: Marco 9, 30-37
Vangelo di Domenica 12 Settembre: Marco 8, 27-35
Vangelo di Domenica 5 Settembre: Marco 7, 31-37
Vangelo di Domenica 29 Agosto: Marco 7, 1-8.14-15.21-23
Vangelo di Domenica 22 Agosto: Giovanni 6, 60-70
Vangelo di Domenica 15 Agosto: Luca 1, 39-56
Vangelo di Domenica 8 Agosto: Giovanni 6, 41-51
Vangelo di Domenica 1 Agosto: Giovanni 6, 24-35
Vangelo di Domenica 25 Luglio: Giovanni 6, 1-15
Vangelo di Domenica 18 Luglio: Marco 6, 30-34
Vangelo di Domenica 11 Luglio: Marco 6, 7-13
Vangelo di Domenica 4 Luglio: Marco 6, 1-6
Vangelo di Martedì 29 Giugno: Matteo 16, 13-19
Vangelo di Domenica 27 Giugno: Marco 5, 21-43
Vangelo di Domenica 20 Giugno: Marco 4, 35-41
Vangelo di Domenica 13 Giugno: Marco 4, 26-34
Vangelo di Domenica 6 Giugno: Marco 14, 12-16.22-26
Vangelo di Martedì 30 Maggio: Matteo 28, 16-20
Vangelo di Domenica 23 Maggio: Luca 24, 35-48
Vangelo di Domenica 16 Maggio: Marco 16, 15-20
Vangelo di Domenica 9 Maggio: Giovanni 15, 9-17
Vangelo di Domenica 2 Maggio: Giovanni 15, 1-8
Vangelo di Domenica 25 Aprile: Giovanni 10, 11-18
Vangelo di Domenica 18 Aprile: Luca 24, 35-48
Vangelo di Domenica 11 Aprile: Giovanni 20, 19-31
Vangelo di Venerdì 2 Aprile: Giovanni 18-19
Vangelo di Giovedì 1 Aprile: Giovanni 13, 1-15
Vangelo di Domenica 28 Marzo: Marco 14-15
Vangelo di Domenica 21 Marzo: Giovanni 12, 20-33
Vangelo di Domenica 14 Marzo: Giovanni 3, 14-21
Vangelo di Domenica 7 Marzo: Giovanni 2, 13-25
Vangelo di Domenica 28 Febbraio: Marco 9, 2-10
Vangelo di Domenica 21 Febbraio: Marco 1, 12-15
Vangelo di Domenica 14 Febbraio: Marco 1, 40-45
Vangelo di Domenica 7 Febbraio: Marco 1, 29-39
Vangelo di Domenica 31 Gennaio: Marco 1, 21-28
Vangelo di Domenica 24 Gennaio: Marco 1, 14-20
Vangelo di Domenica 10 Gennaio: Marco 1, 9-11
Vangelo di Giovedì 7 Gennaio: Giovanni 1, 35-42
Vangelo di Mercoledì 6 Gennaio: Matteo 2, 1-12
Vangelo di Domenica 3 Gennaio: Giovanni 1, 1-18
Vangelo di Venerdì 1 Gennaio: Luca 2, 16-21
Vangelo di Domenica 27 Dicembre: Luca 2, 25-38
Vangelo di Venerdì 25 Dicembre: Luca 2, 1-14
Vangelo di Domenica 20 Dicembre: Luca 1, 26-38
Vangelo di Domenica 13 Dicembre: Giovanni 1, 6-8.19-28
Vangelo di Domenica 6 Dicembre: Marco 1, 1-8
Vangelo di Domenica 29 Novembre: Marco 13, 33-37
Vangelo di Domenica 22 Novembre: Matteo 25, 31-46
Vangelo di Domenica 15 novembre: Matteo 25, 14-30
Vangelo di Domenica 8 Novembre: Matteo 25, 1-13
Vangelo di Domenica 1 Novembre: Luca 6, 17. 20-26/ Matteo 5, 1-12
Vangelo di Domenica 25 Ottobre: Matteo 22, 34-40
Vangelo di Domenica 18 Ottobre: Matteo 22, 15-21
Vangelo di Domenica 10 Ottobre: Matteo 22, 1-14
Vangelo di Domenica 4 Ottobre: Matteo 21, 33-43
Vangelo di Domenica 27 Settembre: Matteo 21, 28-32
Vangelo di Domenica 20 Settembre: Matteo 20, 1-16
Vangelo di Domenica 13 Settembre: Matteo 18, 21-35
Vangelo di Domenica 6 Settembre: Matteo 18, 15-20
Vangelo di Domenica 6 Settembre