Cari Consorelle e Confratelli delle Misericordie, sono Carlo Miglietta, medico, biblista, laico, marito, papà e nonno (www.buonabibbiaatutti.it). Anche oggi condivido con voi un breve pensiero di meditazione sul Vangelo, con particolare riferimento al tema della misericordia.
La Liturgia ci ripresenta oggi lo stesso brano che abbiamo meditato pochi giorni fa nella Festa dell’Immacolata Concezione della Beata Vergine Maria. Ad essa vi rimando per un’esegesi più puntuale.
Ma non credo sia casuale questa insistenza sulla “Vocazione di Maria”, ripropostaci alla Vigilia di Natale.
La sua Vocazione è infatti prototipo e modello di ogni nostra vocazione.
Innanzitutto ciascuno di noi ha una vocazione. “Dio Padre «ci ha scelti prima della creazione del mondo per essere santi e immacolati di fronte a lui nella carità, predestinandoci a essere per lui figli adottivi mediante Gesù Cristo, secondo il disegno d’amore della sua volontà» (Ef l,4-5). Sono parole che ci permettono di vedere la vita nel suo senso pieno: Dio ci “concepisce” a sua immagine e somiglianza e ci vuole suoi figli: siamo stati creati dall’Amore, per amore e con amore, e siamo fatti per amare. Nel corso della nostra vita, questa chiamata, inscritta dentro le fibre del nostro essere e portatrice del segreto della felicità, ci raggiunge, per l’azione dello Spirito Santo, in maniera sempre nuova, illumina la nostra intelligenza, infonde vigore alla volontà, ci riempie di stupore e fa ardere il nostro cuore… La Chiesa è appunto Ekklesía, termine greco che significa: assemblea di persone chiamate, convocate, per formare la comunità dei discepoli e delle discepole missionari di Gesù Cristo, impegnati a vivere il suo amore tra loro (cfr Gv 13,34; 15,12) e a diffonderlo tra tutti, perché venga il Regno di Dio” (Papa Francesco).
A ciascuno di noi è mandato un Angelo nella nostra vita (Lc 1,26). Una persona, una lettura, un’omelia che ci hanno rivelato la volontà di Dio su di noi. O magari una serie di eventi che ci hanno indotto a quelle scelte per cui noi siamo qui e ora. D’altra parte Gabriele significa “uomo di Dio, da gheber, “uomo”, combinato con El, “Dio”. E il Signore ha certamente messo degli “uomini di Dio” al nostro fianco per indicarci la via. E la vocazione si rinnova ogni giorno: ad ogni età e in ogni circostanza devo saper veder gli Angeli di Dio che mi aiutano a discernere la divina volontà nel mio quotidiano.
La vocazione è per tutti: qui una ragazzina di Israele è chiamata alla più grandi delle vocazioni, quella di essere addirittura Madre di Dio. Membro di un popolo oppresso dai Romani, persona di umili condizioni sociali, e per di più donna, emarginata nella cultura di allora. Nessuno di noi può esimersi dall’essere un chiamato da Dio adducendo la sua debolezza culturale, sociale, la sua malferma salute, l’età avanzata.
La vocazione non è un carico, un dovere pesante o barboso. È fonte di gioia: “Rallégrati (kàire), piena di grazia” (Lc 1,28). Chi segue la chiamata del Signore “avrà già al presente cento volte tanto…, e nel futuro la vita eterna” (Mc 10,30).
E non bisogna avere nessuna paura, perché saremo sempre accompagnati dal Signore: “Il Signore è con te… Non temere!” (Lc 1,28.30). E lo Spirito Santo ci coprirà con la sua ombra e la sua potenza “ (Lc 1,35), e ci farà fare cose che ci parrebbero impossibili: “Nulla è impossibile a Dio!” (Lc 1,37)
E la nostra missione sarà sempre quella di Maria: “dare alla luce Gesù” (Lc 1,31). Dobbiamo portare Gesù al mondo. Dobbiamo raccontare a tutti che egli ci ha conquistato e ha dato un senso alla nostra vita, al nostro nascere e al nostro morire, alle nostre gioie e alle nostre sofferenze, che ci ha portato il perdono di Dio e ci ha regalato il suo Regno. Dobbiamo cantare al mondo la gioia di Dio, annunciare a tutte le genti l’Evangelo, la “Gioiosa Notizia”. Ha detto Papa Francesco: “La missione comune a tutti noi cristiani è quella di testimoniare con gioia, in ogni situazione, con atteggiamenti e parole, ciò che sperimentiamo stando con Gesù e nella sua comunità che è la Chiesa. E si traduce in opere di misericordia materiale e spirituale, in uno stile di vita accogliente e mite, capace di vicinanza, compassione e tenerezza, controcorrente rispetto alla cultura dello scarto e dell’indifferenza”.
Ciascuno di noi, come Maria, dovrà essere “schiavo (dùle) di IHWH” (Lc 1,38), in una dimensione continua di servizio del Signore.
Afferma ancora Papa Francesco: “Nella Chiesa, siamo tutti servitori e servitrici, secondo diverse vocazioni, carismi e ministeri – aggiunge -. La vocazione al dono di sé nell’amore, comune a tutti, si dispiega e si concretizza nella vita dei cristiani laici e laiche, impegnati a costruire la famiglia come piccola «chiesa domestica» e a rinnovare i vari ambienti della società con il lievito del Vangelo; nella testimonianza delle consacrate e dei consacrati, donati tutti a Dio per i fratelli e le sorelle come profezia del Regno di Dio; nei ministri ordinati (diaconi, presbiteri, vescovi) posti al servizio della Parola, della preghiera e della comunione del popolo santo di Dio”.
E dovremo rispondere nella gioia alla chiamata: “Avvenga (“gnoito”) di me” (Lc 1,38), è un ottativo, un tempo che in greco esprime desiderio, adesione entusiasta.
Alla base di tutto, ci sarà vivere “secondo la tua Parola”, “katà to rèma tu” (Lc 1,38), mettendo a fondamento di ogni cosa solo la Parola di Dio. “Nel cammino di accoglienza della Parola di Dio, ci accompagna la Madre del Signore, riconosciuta come beata perché ha creduto nell’adempimento di ciò che il Signore le aveva detto (cfr Lc 1,45). La beatitudine di Maria precede tutte le beatitudini pronunciate da Gesù per i poveri, gli afflitti, i miti, i pacificatori e coloro che sono perseguitati, perché è la condizione necessaria per qualsiasi altra beatitudine. Nessun povero è beato perché povero; lo diventa se, come Maria, crede nell’adempimento della Parola di Dio. Lo ricorda un grande discepolo e maestro della Sacra Scrittura, Sant’Agostino: «Qualcuno in mezzo alla folla, particolarmente preso dall’entusiasmo, esclamò: “Beato il seno che ti ha portato”. E lui: “Beati piuttosto quelli che ascoltano la parola di Dio, e la custodiscono”. Come dire: anche mia madre, che tu chiami beata, è beata appunto perché custodisce la parola di Dio, non perché in lei il Verbo si è fatto carne e abitò fra noi, ma perché custodisce il Verbo stesso di Dio per mezzo del quale è stata fatta, e che in lei si è fatto carne» (Sul Vang. di Giov., 10, 3)” (Papa Francesco, Aperuit illis, n. 15).
Buona Misericordia a tutti!
Chi volesse leggere un’esegesi più completa del testo, o qualche approfondimento, me li chieda a migliettacarlo@gmail.com.
Vangelo di Domenica 24 Dicembre: Luca 1, 26-38
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Cari Consorelle e Confratelli delle Misericordie, sono Carlo Miglietta, medico, biblista, laico, marito, papà e nonno (www.buonabibbiaatutti.it). Anche oggi condivido con voi un breve pensiero di meditazione sul Vangelo, con particolare riferimento al tema della misericordia.
La Liturgia ci ripresenta oggi lo stesso brano che abbiamo meditato pochi giorni fa nella Festa dell’Immacolata Concezione della Beata Vergine Maria. Ad essa vi rimando per un’esegesi più puntuale.
Ma non credo sia casuale questa insistenza sulla “Vocazione di Maria”, ripropostaci alla Vigilia di Natale.
La sua Vocazione è infatti prototipo e modello di ogni nostra vocazione.
Innanzitutto ciascuno di noi ha una vocazione. “Dio Padre «ci ha scelti prima della creazione del mondo per essere santi e immacolati di fronte a lui nella carità, predestinandoci a essere per lui figli adottivi mediante Gesù Cristo, secondo il disegno d’amore della sua volontà» (Ef l,4-5). Sono parole che ci permettono di vedere la vita nel suo senso pieno: Dio ci “concepisce” a sua immagine e somiglianza e ci vuole suoi figli: siamo stati creati dall’Amore, per amore e con amore, e siamo fatti per amare. Nel corso della nostra vita, questa chiamata, inscritta dentro le fibre del nostro essere e portatrice del segreto della felicità, ci raggiunge, per l’azione dello Spirito Santo, in maniera sempre nuova, illumina la nostra intelligenza, infonde vigore alla volontà, ci riempie di stupore e fa ardere il nostro cuore… La Chiesa è appunto Ekklesía, termine greco che significa: assemblea di persone chiamate, convocate, per formare la comunità dei discepoli e delle discepole missionari di Gesù Cristo, impegnati a vivere il suo amore tra loro (cfr Gv 13,34; 15,12) e a diffonderlo tra tutti, perché venga il Regno di Dio” (Papa Francesco).
A ciascuno di noi è mandato un Angelo nella nostra vita (Lc 1,26). Una persona, una lettura, un’omelia che ci hanno rivelato la volontà di Dio su di noi. O magari una serie di eventi che ci hanno indotto a quelle scelte per cui noi siamo qui e ora. D’altra parte Gabriele significa “uomo di Dio, da gheber, “uomo”, combinato con El, “Dio”. E il Signore ha certamente messo degli “uomini di Dio” al nostro fianco per indicarci la via. E la vocazione si rinnova ogni giorno: ad ogni età e in ogni circostanza devo saper veder gli Angeli di Dio che mi aiutano a discernere la divina volontà nel mio quotidiano.
La vocazione è per tutti: qui una ragazzina di Israele è chiamata alla più grandi delle vocazioni, quella di essere addirittura Madre di Dio. Membro di un popolo oppresso dai Romani, persona di umili condizioni sociali, e per di più donna, emarginata nella cultura di allora. Nessuno di noi può esimersi dall’essere un chiamato da Dio adducendo la sua debolezza culturale, sociale, la sua malferma salute, l’età avanzata.
La vocazione non è un carico, un dovere pesante o barboso. È fonte di gioia: “Rallégrati (kàire), piena di grazia” (Lc 1,28). Chi segue la chiamata del Signore “avrà già al presente cento volte tanto…, e nel futuro la vita eterna” (Mc 10,30).
E non bisogna avere nessuna paura, perché saremo sempre accompagnati dal Signore: “Il Signore è con te… Non temere!” (Lc 1,28.30). E lo Spirito Santo ci coprirà con la sua ombra e la sua potenza “ (Lc 1,35), e ci farà fare cose che ci parrebbero impossibili: “Nulla è impossibile a Dio!” (Lc 1,37)
E la nostra missione sarà sempre quella di Maria: “dare alla luce Gesù” (Lc 1,31). Dobbiamo portare Gesù al mondo. Dobbiamo raccontare a tutti che egli ci ha conquistato e ha dato un senso alla nostra vita, al nostro nascere e al nostro morire, alle nostre gioie e alle nostre sofferenze, che ci ha portato il perdono di Dio e ci ha regalato il suo Regno. Dobbiamo cantare al mondo la gioia di Dio, annunciare a tutte le genti l’Evangelo, la “Gioiosa Notizia”. Ha detto Papa Francesco: “La missione comune a tutti noi cristiani è quella di testimoniare con gioia, in ogni situazione, con atteggiamenti e parole, ciò che sperimentiamo stando con Gesù e nella sua comunità che è la Chiesa. E si traduce in opere di misericordia materiale e spirituale, in uno stile di vita accogliente e mite, capace di vicinanza, compassione e tenerezza, controcorrente rispetto alla cultura dello scarto e dell’indifferenza”.
Ciascuno di noi, come Maria, dovrà essere “schiavo (dùle) di IHWH” (Lc 1,38), in una dimensione continua di servizio del Signore.
Afferma ancora Papa Francesco: “Nella Chiesa, siamo tutti servitori e servitrici, secondo diverse vocazioni, carismi e ministeri – aggiunge -. La vocazione al dono di sé nell’amore, comune a tutti, si dispiega e si concretizza nella vita dei cristiani laici e laiche, impegnati a costruire la famiglia come piccola «chiesa domestica» e a rinnovare i vari ambienti della società con il lievito del Vangelo; nella testimonianza delle consacrate e dei consacrati, donati tutti a Dio per i fratelli e le sorelle come profezia del Regno di Dio; nei ministri ordinati (diaconi, presbiteri, vescovi) posti al servizio della Parola, della preghiera e della comunione del popolo santo di Dio”.
E dovremo rispondere nella gioia alla chiamata: “Avvenga (“gnoito”) di me” (Lc 1,38), è un ottativo, un tempo che in greco esprime desiderio, adesione entusiasta.
Alla base di tutto, ci sarà vivere “secondo la tua Parola”, “katà to rèma tu” (Lc 1,38), mettendo a fondamento di ogni cosa solo la Parola di Dio. “Nel cammino di accoglienza della Parola di Dio, ci accompagna la Madre del Signore, riconosciuta come beata perché ha creduto nell’adempimento di ciò che il Signore le aveva detto (cfr Lc 1,45). La beatitudine di Maria precede tutte le beatitudini pronunciate da Gesù per i poveri, gli afflitti, i miti, i pacificatori e coloro che sono perseguitati, perché è la condizione necessaria per qualsiasi altra beatitudine. Nessun povero è beato perché povero; lo diventa se, come Maria, crede nell’adempimento della Parola di Dio. Lo ricorda un grande discepolo e maestro della Sacra Scrittura, Sant’Agostino: «Qualcuno in mezzo alla folla, particolarmente preso dall’entusiasmo, esclamò: “Beato il seno che ti ha portato”. E lui: “Beati piuttosto quelli che ascoltano la parola di Dio, e la custodiscono”. Come dire: anche mia madre, che tu chiami beata, è beata appunto perché custodisce la parola di Dio, non perché in lei il Verbo si è fatto carne e abitò fra noi, ma perché custodisce il Verbo stesso di Dio per mezzo del quale è stata fatta, e che in lei si è fatto carne» (Sul Vang. di Giov., 10, 3)” (Papa Francesco, Aperuit illis, n. 15).
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Spazio Spadoni
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Vangelo di domenica 06 aprile V Domenica di Quaresima anno C – Giovanni 8, 1-11
Vangelo di domenica 30 marzo IV Domenica di Quaresima anno C – Luca 15, 1 – 3. 11-32
Vangelo di domenica 23 marzo III Domenica di Quaresima anno C – Luca 13, 1-9
Vangelo di domenica 16 marzo: II Domenica di Quaresima anno C – Luca 9, 28-36
Vangelo di domenica 09 marzo: I Domenica di Quaresima anno C – Luca 4,1-13
Vangelo di domenica 02 marzo: VII Domenica C: Luca 6, 39-45
Vangelo di domenica 23 febbraio: VI Domenica C: Luca 6, 27-38
Vangelo di domenica 16 febbraio: VI Domenica C: Luca 6, 17. 20-26
Vangelo di domenica 09 febbraio: V Domenica C: Luca 5, 1-11
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Vangelo di Domenica 24 Ottobre: Marco 10, 46-52
Vangelo di Domenica 17 Ottobre: Marco 10, 35-45
Vangelo di Domenica 10 Ottobre: Marco 10, 17-31
Vangelo di Domenica 3 Ottobre: Marco 10, 2-16
Vangelo di Domenica 26 Settembre: Marco 9, 38-43.45.47-48
Vangelo di Domenica 19 Settembre: Marco 9, 30-37
Vangelo di Domenica 12 Settembre: Marco 8, 27-35
Vangelo di Domenica 5 Settembre: Marco 7, 31-37
Vangelo di Domenica 29 Agosto: Marco 7, 1-8.14-15.21-23
Vangelo di Domenica 22 Agosto: Giovanni 6, 60-70
Vangelo di Domenica 15 Agosto: Luca 1, 39-56
Vangelo di Domenica 8 Agosto: Giovanni 6, 41-51
Vangelo di Domenica 1 Agosto: Giovanni 6, 24-35
Vangelo di Domenica 25 Luglio: Giovanni 6, 1-15
Vangelo di Domenica 18 Luglio: Marco 6, 30-34
Vangelo di Domenica 11 Luglio: Marco 6, 7-13
Vangelo di Domenica 4 Luglio: Marco 6, 1-6
Vangelo di Martedì 29 Giugno: Matteo 16, 13-19
Vangelo di Domenica 27 Giugno: Marco 5, 21-43
Vangelo di Domenica 20 Giugno: Marco 4, 35-41
Vangelo di Domenica 13 Giugno: Marco 4, 26-34
Vangelo di Domenica 6 Giugno: Marco 14, 12-16.22-26
Vangelo di Martedì 30 Maggio: Matteo 28, 16-20
Vangelo di Domenica 23 Maggio: Luca 24, 35-48
Vangelo di Domenica 16 Maggio: Marco 16, 15-20
Vangelo di Domenica 9 Maggio: Giovanni 15, 9-17
Vangelo di Domenica 2 Maggio: Giovanni 15, 1-8
Vangelo di Domenica 25 Aprile: Giovanni 10, 11-18
Vangelo di Domenica 18 Aprile: Luca 24, 35-48
Vangelo di Domenica 11 Aprile: Giovanni 20, 19-31
Vangelo di Venerdì 2 Aprile: Giovanni 18-19
Vangelo di Giovedì 1 Aprile: Giovanni 13, 1-15
Vangelo di Domenica 28 Marzo: Marco 14-15
Vangelo di Domenica 21 Marzo: Giovanni 12, 20-33
Vangelo di Domenica 14 Marzo: Giovanni 3, 14-21
Vangelo di Domenica 7 Marzo: Giovanni 2, 13-25
Vangelo di Domenica 28 Febbraio: Marco 9, 2-10
Vangelo di Domenica 21 Febbraio: Marco 1, 12-15
Vangelo di Domenica 14 Febbraio: Marco 1, 40-45
Vangelo di Domenica 7 Febbraio: Marco 1, 29-39
Vangelo di Domenica 31 Gennaio: Marco 1, 21-28
Vangelo di Domenica 24 Gennaio: Marco 1, 14-20
Vangelo di Domenica 10 Gennaio: Marco 1, 9-11
Vangelo di Giovedì 7 Gennaio: Giovanni 1, 35-42
Vangelo di Mercoledì 6 Gennaio: Matteo 2, 1-12
Vangelo di Domenica 3 Gennaio: Giovanni 1, 1-18
Vangelo di Venerdì 1 Gennaio: Luca 2, 16-21
Vangelo di Domenica 27 Dicembre: Luca 2, 25-38
Vangelo di Venerdì 25 Dicembre: Luca 2, 1-14
Vangelo di Domenica 20 Dicembre: Luca 1, 26-38
Vangelo di Domenica 13 Dicembre: Giovanni 1, 6-8.19-28
Vangelo di Domenica 6 Dicembre: Marco 1, 1-8
Vangelo di Domenica 29 Novembre: Marco 13, 33-37
Vangelo di Domenica 22 Novembre: Matteo 25, 31-46
Vangelo di Domenica 15 novembre: Matteo 25, 14-30
Vangelo di Domenica 8 Novembre: Matteo 25, 1-13
Vangelo di Domenica 1 Novembre: Luca 6, 17. 20-26/ Matteo 5, 1-12
Vangelo di Domenica 25 Ottobre: Matteo 22, 34-40
Vangelo di Domenica 18 Ottobre: Matteo 22, 15-21
Vangelo di Domenica 10 Ottobre: Matteo 22, 1-14
Vangelo di Domenica 4 Ottobre: Matteo 21, 33-43
Vangelo di Domenica 27 Settembre: Matteo 21, 28-32
Vangelo di Domenica 20 Settembre: Matteo 20, 1-16
Vangelo di Domenica 13 Settembre: Matteo 18, 21-35
Vangelo di Domenica 6 Settembre: Matteo 18, 15-20
Vangelo di Domenica 6 Settembre