{"id":12193,"date":"2025-02-20T01:00:54","date_gmt":"2025-02-20T00:00:54","guid":{"rendered":"https:\/\/mission.spaziospadoni.org\/it\/?p=12193"},"modified":"2025-02-20T01:00:54","modified_gmt":"2025-02-20T00:00:54","slug":"dalla-siria-al-salento-fiori-in-fuga-dalla-guerra","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/spaziospadoni.org\/it\/dalla-siria-al-salento-fiori-in-fuga-dalla-guerra\/","title":{"rendered":"Dalla Siria al Salento | Fiori in fuga dalla guerra"},"content":{"rendered":"<h2>La storia di accoglienza, reciprocit\u00e0 e autonomia di una famiglia siriana che ha trovato rifugio nel Salento<\/h2>\n<h3 dir=\"auto\"><span style=\"color: #999999;\"><em>Articolo di Massimo Buccarello, mediatore interculturale \u00a0nello Sportello persone straniere dell\u2019Ambito Sociale Territoriale di Gagliano del Capo e operatore dello Sportello \u201cNessuno \u00e8 straniero\u201d della Caritas diocesana di Ugento-Santa Maria di Leuca, in provincia di Lecce<\/em><\/span><\/h3>\n<p>Il posto dove sono nato e vivo \u00e8 un pezzo d\u2019Italia estremo, \u00e8 il punto pi\u00f9 a est d\u2019Italia, il tacco dello stivale. Se tiriamo una retta verso nord, questa scorrer\u00e0 pi\u00f9 a est di Berlino, se calcoliamo la distanza tra i nostri paesini vicino Leuca prima da Parigi e poi da Beirut in Libano scopriremo che la distanza \u00e8 la stessa. Siamo levantini; nelle giornate pi\u00f9 limpide dalle nostre coste si vedono le montagne dell\u2019Albania\u00a0 e le isole greche pi\u00f9 vicine.<\/p>\n<p>Anni fa, vidi <em>Caramel<\/em> di Nadine Labaki, un bellissimo film che mi piacque molto e che racconta la quotidianit\u00e0 di alcune donne libanesi che frequentano un salone di bellezza a Beirut. La luce di quelle strade, i muri scrostati, l\u2019afa che avvolge le scene in quelle strade <strong>ricordano l\u2019atmosfera delle nostre piccole citt\u00e0 , il caos, l\u2019umanit\u00e0 di un mondo umanissimo e pieno di Vita.<\/strong><\/p>\n<blockquote>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong><span style=\"color: #ff0000;\">Un mondo lontano eppure simile,<br \/>\n<\/span><\/strong><strong><span style=\"color: #ff0000;\"> la cultura mediterranea della prossimit\u00e0, delle case a corte , della riconoscimento nell\u2019altro.<\/span><\/strong><\/p>\n<\/blockquote>\n<p>Pochi giorni dopo le riprese di quel film, la capitale del Libano fu squarciata dallo scoppio della guerra con Israele. Era il 2006, una delle tante guerre che devastano da decenni quel territorio.<\/p>\n<p>Pochi anni dopo,\u00a0 <strong>nel 2011, inizia un nuovo conflitto che devaster\u00e0 un\u00a0 altro Paese del vicino Medio Oriente, la Siria.<\/strong><\/p>\n<p>Negli anni a venire, milioni di profughi cercheranno rifugio e aiuto in Europa attraverso canali legali o meno legali. Con accoglienze organizzate da governi e associazioni come UNHCR oppure solcando il Mediterraneo o risalendo la rotta balcanica.<\/p>\n<blockquote>\n<p style=\"text-align: center;\"><span style=\"color: #ff0000;\"><strong>Una famiglia colpita da questa guerra ha trovato rifugio nel Salento e questa \u00e8 la sua storia&#8230;<\/strong><\/span><\/p>\n<\/blockquote>\n<p><strong>Sono cittadini siriani\u00a0 e sono arrivati (escluso il piccolo)\u00a0 in Italia sul finire del 2017, in fuga dalla guerra in Siria. Hanno ottenuto lo status di rifugiati politici e il loro arrivo in Italia \u00e8 stato possibile grazie a un progetto di<em> resettlement<\/em> a cui hanno partecipato OIM, UNHCR e Caritas<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Si sono integrati molto bene qui in Italia e, pur con momenti difficili, sono riusciti a raggiungere gli obiettivi che si erano prefissati:<\/p>\n<h3 style=\"text-align: center;\">vivere in pace, lavorare e studiare.<\/h3>\n<p>A. \u00e8 originario di Al-Raqqa, la citt\u00e0 sulle rive dell\u2019Eufrate che negli anni scorsi \u00e8 stata uno dei centri del potere di DAESH, lo stato islamico, ma che ha un\u2019antichissima storia che la lega alla civilt\u00e0 romana e alla grande cultura siriana. All\u2019et\u00e0 di 23 anni si \u00e8 trasferito\u00a0 ad Aleppo per lavorare come imbianchino; dopo qualche anno ha conosciuto M., si sono innamorati e hanno messo su famiglia.<\/p>\n<p>Prospettive di lavoro migliori lo hanno spinto a emigrare verso Beirut in Libano e a tornare ad Aleppo regolarmente dalla moglie e i tre figli che viveva nella citt\u00e0 siriana insieme ad un cognato.<\/p>\n<p><strong>Purtroppo, il divampare della guerra in Siria ha reso impossibile rimanere ad Aleppo, sia perch\u00e9 la citt\u00e0 era sotto la morsa degli schieramenti in campo sia perch\u00e9 la strada utilizzata da A. per tornare dalla famiglia diventava sempre pi\u00f9 pericolosa.<\/strong><\/p>\n<p>Per questo motivo hanno deciso di trasferirsi tutti in\u00a0 Libano, dove hanno vissuto per 6 anni, dal 2012 fino alla fine del 2017, prendendo in affitto una casa nell&#8217;hinterland di Beirut, per poi trasferirsi stabilmente per 4 anni a Jbeil.<\/p>\n<p>Il padre continuava a lavorare come imbianchino e la madre accudiva i figli; le condizioni materiali del nucleo familiare erano buone <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-12213\" src=\"https:\/\/mission.spaziospadoni.org\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/war-Syria-300x189.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"189\" \/>ma i genitori erano molto <strong>preoccupati dell&#8217;istruzione dei loro figli.<\/strong><\/p>\n<p>Infatti, dopo aver chiesto a diverse istituzioni locali quale scuola far loro frequentare, non ricevendo risposte, la madre inizi\u00f2 a chiedere informazioni presso gli uffici dell\u2019UNHCR e della Caritas Libano.<\/p>\n<p>Dopo questi contatti, sono stati inseriti nelle liste del <em>resettlemen<\/em>t, il ricollocamento che UNHCR organizza regolarmente per i rifugiati. Sono stati presi in carico dall\u2019OIM nell\u2019agosto del 2017 e sono arrivati in Italia con volo aereo il 4 dicembre dello stesso anno.<\/p>\n<h4><strong>In Italia, sono stati accolti nel progetto SAI di Tiggiano e hanno iniziato da subito il percorso di integrazione.<\/strong><\/h4>\n<p>Il cruccio principale della madre era l\u2019istruzione per i propri figli ed \u00e8 riuscita ad ottenere, con il supporto del progetto e della comunit\u00e0, l&#8217;iscrizione nelle scuole medie dei due pi\u00f9 piccoli,\u00a0 mentre per il pi\u00f9 grande \u00e8 iniziato un percorso di formazione presso un\u2019officina meccanica della zona.<\/p>\n<p>A., dopo un primo periodo di assestamento, ha trovato lavoro come imbianchino e la moglie si \u00e8 inserita molto bene nella comunit\u00e0 del piccolo paese salentino.<\/p>\n<p>Il progetto \u00e8 durato 17 mesi durante i quali la famiglia ha raggiunto molti degli obiettivi che si erano programmati nel loro percorso verso l\u2019integrazione: il contratto per A., le scuole per i due piccoli, l\u2019integrazione sociale e umana della donna, il lavoro e la partecipazione attiva alle iniziative del Carnevale di Corsano.<\/p>\n<blockquote>\n<p style=\"text-align: center;\"><span style=\"color: #ff0000;\"><strong>La comunit\u00e0 parrocchiale di Tiggiano ha stretto un rapporto molto forte con tutti loro:<br \/>\nla loro empatia, la loro semplicit\u00e0\u00a0 e capacit\u00e0 di inserimento li hanno resi molto graditi a tutto il paese.<\/strong><\/span><\/p>\n<\/blockquote>\n<p>Prova ne \u00e8 il profondo legame che si \u00e8 instaurato fra loro e diverse famiglie del paese e con l\u2019allora parroco Don Lucio Ciardo, oggi direttore della Caritas Diocesana.<\/p>\n<p><strong>Con qualche difficolt\u00e0<\/strong> comprensibile <strong>hanno raggiunto l\u2019autonomia abitativa emancipandosi dagli aiuti dei progetti per rifugiati, e hanno affittato una casa pagandola con risorse proprie<\/strong>.<br \/>\nIn questo passaggio hanno partecipato a molte iniziative formative ed eventi, accelerando sempre pi\u00f9 la loro integrazione; rimanendo legati a tutte le persone con cui hanno stretto amicizia.<\/p>\n<p>Grazie al progetto <strong>Apri<\/strong> di <strong>Caritas italiana<\/strong>, la famiglia ha potuto partecipare a<strong> corsi di formazione, attivit\u00e0 culturali e all\u2019iscrizione alla scuola guida e alla formazione secondaria<\/strong>.<\/p>\n<p>Molti sono stati i momenti di crisi che la famiglia ha attraversato durante i 3 anni in Italia.<strong> Un momento delicato \u00e8 stato quello dell\u2019uscita dal progetto SAI: per questo \u00e8 stato attivato un progetto di supporto ai rifugiati siriani<\/strong> che ha permesso alla famiglia di poter stipulare un contratto di affitto in maniera\u00a0 \u201cquasi&#8221; autonoma.<\/p>\n<p>Molte sono state anche le problematiche legate all\u2019ambiente lavorativo di A. che in alcuni periodi ha dovuto superare delle crisi legate alla<strong> comunicazione o a questioni relative alle regole nel cantiere<\/strong>.<\/p>\n<p>E proprio per questo \u00e8 da lodare l\u2019impegno e la volont\u00e0 di adeguare la sua formazione di base acquisita in un contesto completamente diverso da quello attuale, imparando a rispettare regole di sicurezza che non erano di certo contemplate nei cantieri del suo paese di origine.<\/p>\n<p>Questa sua <strong>capacit\u00e0 di adeguamento<\/strong> a una realt\u00e0 pi\u00f9 complessa \u00e8 avvenuta nonostante la sua difficolt\u00e0 linguistica, che non \u00e8 solo legata alla differente lingua ma al suo essere analfabeta; A. parla arabo e turco ma non sa leggere e scrivere.<\/p>\n<p>Altri momenti difficili sono stati quando\u00a0 la loro famiglia allargata si \u00e8 trovata in difficolt\u00e0: i componenti dei diversi gruppi familiari che abitano in Turchia , in Siria, in Libano hanno rinsaldato subito i loro legami supportandosi a vicenda.<\/p>\n<blockquote>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong><span style=\"color: #ff0000;\">Le lacrime di M.\u00a0 segnano il suo volto ogni volta che si parla di Aleppo:<br \/>\nle foto della sua citt\u00e0 devastata da una guerra orribile, i ricordi delle persone che ci sono state e che ne parlano con lei, il dolore dei suoi cari che ancora vivono in quelle terre martoriate o ne pagano le conseguenze.<\/span><\/strong><\/p>\n<\/blockquote>\n<p>Quello che M. racconta con le lacrime, A. lo ricorda col suo volto duro stringendo gli occhi.<\/p>\n<h3 style=\"text-align: center;\"><strong>La guerra lascia segni indelebili, ferite che non squarciano solo la pelle.<\/strong><\/h3>\n<p>Il superamento di queste crisi di integrazione \u00e8 stato possibile\u00a0 anche per il <strong>carattere aperto<\/strong> e tollerante della famiglia, carattere che ha dimostrato all\u2019esterno delle mura domestiche e anche all\u2019interno.<\/p>\n<p><strong>Grande \u00e8 la collaborazione tra i componenti della famiglia<\/strong> e la madre non \u00e8 mai lasciata sola nella cura della casa.\u00a0 Un bell\u2019esempio di questo ottimo rapporto tra di loro \u00e8 la partecipazione di A. e dei figli alla preparazione delle diverse ricette siriane.<\/p>\n<p>A. \u00e8 molto orgoglioso della cucina del suo Paese e adora offrire le diverse pietanze ai suoi ospiti, e lui e i ragazzi sono sempre al fianco della cuoca M., vera maestra nel preparare le squisite pietanze orientali.<\/p>\n<p>Un giorno d\u2019estate, mi sono trovato di fronte a una scena molto particolare. I<strong>n un piccolo cortile tra le viuzze di Tiggiano, c\u2019erano due<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright wp-image-12209 size-medium\" src=\"https:\/\/mission.spaziospadoni.org\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/peperoni-al-sole-200x300.jpeg\" alt=\"\" width=\"200\" height=\"300\" \/><\/p>\n<p><strong>tavolini, uno accanto all\u2019altro, dove stavano essiccando al sole due creme di colore rosso vivo, due ricette simili ma lontane mille km<\/strong>: la <em>cunserva mara <\/em>salentina di Maria e la <strong>\u00a0<\/strong>\u062f\u0628\u0633\u00a0 \u0627\u0644\u0641\u0644\u0641\u0644 melassa di peperone siriana di M..<\/p>\n<p>La preparazione di queste due ricette \u00e8 molto simile, la differenza \u00e8 nel fatto che la prima utilizza i pomodori, i peperoni e i peperoncini mentre nella seconda non vengono usati i pomodori. In entrambi i casi, il preparato viene lasciato \u201ccucinare\u201d al sole. Questo \u00e8 uno dei tanti esempi di ricette cugine del Mediterraneo .<\/p>\n<p>A fine 2021, <strong>la famiglia ha partecipato al progetto di Welfare di Comunit\u00e0 della fondazione E\u2019 BBENE , vincendo con la proposta <em>\u201cCose buone dal mondo\u201d <\/em>un\u2019idea di catering multietnico<\/strong>. Con la supervisione della <em>Coop Ipad Mediterranean<\/em> una delegazione ha partecipato alle giornate di formazione e selezione del progetto\u00a0 a dicembre 2021. Agli incontri ha partecipato il primogenito della famiglia che ha descritto e raccontato la grande variet\u00e0 di ricette che la famiglia pu\u00f2 offrire per i men\u00f9 del progetto.<\/p>\n<p><strong>Nell\u2019agosto 2022 \u00e8 nato il quartogenito, amatissimo e chiamato in famiglia \u201cl\u2019italiano\u201d.<\/strong><\/p>\n<p>\u201cQuando pu\u00f2 avere la <em>cittadinanscita<\/em> ?\u201d, chiede la madre\u00a0 ogni volta che ci vediamo , sapendo che i tempi sono lunghi e che \u00e8 una prospettiva a lungo termine; una sfida nuova, un seme di speranza.<\/p>\n<p>Dopo mesi di ricerca e trattative \u00e8 stato <strong>stipulato il contratto di acquisto della loro nuova casa<\/strong>; ci\u00f2 \u00e8 stato possibile grazie al sostegno della Caritas Diocesana\u00a0 e della Fondazione de Grisantis che hanno fatto da garanti per il prestito di una parte della somma, usufruendo della convenzione con APS Ricrediti. A novembre 2022 hanno completato il trasloco e si sono trasferiti realizzando il sogno di trovare una casa sicura dove poter iniziare a pensare al loro futuro in Italia.<\/p>\n<blockquote>\n<p style=\"text-align: center;\"><span style=\"color: #ff0000;\"><strong>Il loro cognome, in arabo, significa fiore e mi piace pensare alla loro storia come a quella di un fiore;<br \/>\nl\u2019amore fra di loro e il rispetto per gli altri sono il segreto di questa famiglia,<br \/>\nlegata da un profondissimo e tenerissimo vincolo che ha permesso di superare vicende terribili e dolorose.<\/strong><\/span><\/p>\n<\/blockquote>\n<p style=\"text-align: right;\"><em>(di Massimo Buccarello)<\/em><\/p>\n<h3>Fonte<\/h3>\n<ul>\n<li><a href=\"https:\/\/spaziospadoni.org\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">spazio + spadoni<\/a><\/li>\n<\/ul>\n<h3>Immagini<\/h3>\n<ul>\n<li class=\"Text_text__D8yqX Text_size-h18__X4U_J Text_color-midnight2C343E__iCo4Q spacing_noMargin__F5u9R Text_ellipsis__qoQrF\"><a href=\"https:\/\/www.pexels.com\/it-it\/foto\/natura-petali-fiore-bocciolo-9294121\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Foto 1 di Ahmed Akacha (Pexels)<\/a><\/li>\n<li><a href=\"https:\/\/www.pexels.com\/it-it\/foto\/persona-camminando-rocce-abbandonato-7132568\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Foto 2 di Ahmed Akacha (Pexels)<\/a><\/li>\n<li><a href=\"https:\/\/www.pexels.com\/it-it\/foto\/tessuto-tessile-essiccazione-spezia-5320077\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Foto di Roman Odintsov (Pexels)<\/a><\/li>\n<\/ul>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La storia di accoglienza, reciprocit\u00e0 e autonomia di una famiglia siriana che ha trovato rifugio nel Salento Articolo di Massimo Buccarello, mediatore interculturale \u00a0nello Sportello persone straniere dell\u2019Ambito Sociale Territoriale di Gagliano del Capo e operatore dello Sportello \u201cNessuno \u00e8 straniero\u201d della Caritas diocesana di Ugento-Santa Maria di Leuca, in provincia di Lecce Il 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