{"id":14861,"date":"2024-08-12T00:01:54","date_gmt":"2024-08-11T22:01:54","guid":{"rendered":"https:\/\/mission.spaziospadoni.org\/it\/?p=8223"},"modified":"2024-08-12T00:01:54","modified_gmt":"2024-08-11T22:01:54","slug":"vangelo-di-domenica-18-agosto-giovanni-6-51-58","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/spaziospadoni.org\/it\/vangelo-di-domenica-18-agosto-giovanni-6-51-58\/","title":{"rendered":"Vangelo di domenica 18 agosto: Giovanni 6, 51-58"},"content":{"rendered":"<blockquote>\n<h2 style=\"text-align: center;\">XX Domenica anno B<\/h2>\n<h4>\u201c\u00abIo sono il pane vivo, disceso dal cielo. Se uno mangia di questo pane vivr\u00e0 in eterno e il pane che io dar\u00f2 \u00e8 la mia carne per la vita del mondo\u00bb. Allora i Giudei si misero a discutere tra di loro: \u00abCome pu\u00f2 costui darci la sua carne da mangiare?\u00bb. Ges\u00f9 disse: \u00abIn verit\u00e0, in verit\u00e0 vi dico: se non mangiate la carne del Figlio dell&#8217;uomo e non bevete il suo sangue, non avrete in voi la vita. Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha la vita eterna e io lo risusciter\u00f2 nell&#8217;ultimo giorno. Perch\u00e9 la mia carne \u00e8 vero cibo e il mio sangue vera bevanda. Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue dimora in me e io in lui. Come il Padre, che ha la vita, ha mandato me e io vivo per il Padre, cos\u00ec anche colui che mangia di me vivr\u00e0 per me. Questo \u00e8 il pane disceso dal cielo, non come quello che mangiarono i padri vostri e morirono. Chi mangia questo pane vivr\u00e0 in eterno\u00bb\u201d.<\/h4>\n<h4 style=\"text-align: right;\"><em>Gv 6, 51-58<\/em><\/h4>\n<\/blockquote>\n<div class=\"fusion-text fusion-text-3\">\n<p><em>Cari Consorelle e Confratelli delle Misericordie, \u200bsono Carlo Miglietta, medico, biblista, laico, marito, pap\u00e0 e nonno (www.buonabibbiaatutti.it). <\/em><em>Anche oggi condivido con voi un breve pensiero di meditazione sul Vangelo, con particolare riferimento al tema della misericordia.<\/em><\/p>\n<p><strong>Da: C. MIGLIETTA, L\u2019EUCARESTIA SECONDO LA BIBBIA. Itinerario biblico-spirituale, Gribaudi, Milano, 2005,<\/strong> con presentazione di S. E. Mons. Giacomo Lanzetti<\/p>\n<p>Per capire i testi neotestamentari di istituzione dell&#8217;Eucarestia bisogna avere ben presente quel genere letterario, cos\u00ec frequentemente adoperato nei libri profetici, che \u00e8 il \u201cmimo\u201d. Nel linguaggio dei profeti, infatti, un posto particolarissimo occupano le azioni simboliche: sono pi\u00f9 di trenta, e precedono o accompagnano le esposizioni orali. Proprio per significare che la Parola di Dio non \u00e8 puro \u201cafflatus vocis\u201d, ma fatto che si compie, storia concreta, il profeta, su ordine divino, la incarna in gesti simbolici &#8211; rivelativi. Talora sono vere pantomime, piccole \u201cscenette\u201d, brevi \u201cspot pubblicitari\u201d che devono servire a imprimere bene, nella mente degli astanti, un determinato concetto o una particolare rivelazione.<\/p>\n<h3 style=\"text-align: center;\">\u2026<\/h3>\n<h3>L\u2019Eucarestia \u201cmimo\u201d profetico<\/h3>\n<p><em><strong>Farsi mangiare dagli uomini<\/strong><\/em><\/p>\n<p>Quando Ges\u00f9 istituisce l&#8217;Eucarestia, opera anzitutto un mimo profetico. Quanto compie nell\u2019ultima cena \u00e8 \u201cl\u2019ultima parabola di Ges\u00f9\u201d (J. Jeremias, citato in X. L\u00e9on-Dufour). Porgendo il pane, dice: \u201cQuesto \u00e8 il mio corpo dato per voi\u201d; offrendo il calice: \u201cQuesto \u00e8 il mio sangue, versato per voi\u201d (Lc 22,19-20): il primo significato di questa azione \u00e8 che egli si \u00e8 donato totalmente agli uomini, che la sua vita \u00e8 stata oblazione piena per la vita dei fratelli, che si \u00e8 interamente consumato per essi, e che egli \u00e8 diventato, offrendosi per loro come il pane e il vino, il loro sostegno e la loro sopravvivenza. \u201cDistribuendo il pane, Ges\u00f9 manifesta con le parole che &lt;&lt;si d\u00e0 per&gt;&gt;. Facendo circolare il calice, dichiara che &lt;&lt;versa il suo sangue&gt;&gt;. I due gesti di Ges\u00f9 ne ricevono un valore simbolico: il dono della propria persona a vantaggio dei discepoli, che giunge fino allo spargimento del sangue\u201d (X. L\u00e9on-Dufour). \u201cDavanti ai suoi discepoli Ges\u00f9 fa un mimo della sua morte, rappresentandola davanti a loro; \u00e8 l\u2019atteggiamento di un profeta e di un martire che porta la missione fino al suo compimento, dando alla sua propria morte un significato di amore e di servizio\u201d (A. Marchadour).<\/p>\n<p><em><strong>La volontariet\u00e0 del dono<\/strong><\/em><\/p>\n<p>Due sono le sottolineature che Ges\u00f9 vuole dare al suo gesto. La prima \u00e8 l\u2019assoluta volontariet\u00e0 del suo donarsi: il suo farsi uomo fino alla morte non \u00e8 dato dall\u2019ineluttabilit\u00e0 del caso, ma \u00e8 sua libera scelta d\u2019amore: \u201cLa mia vita, nessuno me la toglie, ma la offro da me stesso, perch\u00e9 ho il potere di offrirla\u201d (Gv 10,18); \u201cOra l\u2019anima mia \u00e8 turbata; e che devo dire? Padre, salvami da quest\u2019ora? Ma per questo sono giunto a quest\u2019ora!\u201d (Gv 12,27). Gli evangelisti sapevano che \u201cil Padre gli aveva dato tutto nelle mani\u201d (Gv 13,3), e apposta rimarcano che Ges\u00f9 prevede il tradimento di Giuda. Tutti i racconti di istituzione eucaristica sono sotto il segno di questa consapevolezza di Ges\u00f9: \u201cIn verit\u00e0 vi dico, uno di voi, colui che mangia con me, mi tradir\u00e0\u201d (Mc 14,18); \u201cLa mano di chi mi tradisce \u00e8 con me, sulla tavola\u201d (Lc 22,21); \u201cColui che ha intinto con me la mano nel piatto, quello mi tradir\u00e0\u201d (Mt 26,23; cfr Gv 13,26). Ges\u00f9 accetta quindi volontariamente fino in fondo la sua condivisione con l\u2019uomo: non si tira indietro, non fugge. Deliberatamente si offre. \u201cPer questo nell\u2019Ultima Cena &lt;&lt;se dat suis manibus&gt;&gt;: la sua Passione sar\u00e0 il Corpo dato e il Sangue versato da lui\u201d (A. Bozzolo).<\/p>\n<p><em><strong>La totalit\u00e0 del dono<\/strong><\/em><\/p>\n<p>Il secondo aspetto del mimo profetico \u00e8 l\u2019assoluta totalit\u00e0 del suo donarsi: Cristo, \u201cavendo amato i suoi che erano nel mondo, li am\u00f2 fino alla fine\u201d (Gv 13,1), fino al supremo compimento dell\u2019amore, che \u00e8 dare la vita per coloro che si amano (cfr Gv 15,13): il pane mangiato e il vino bevuto sono il segno di questo \u201cconsumarsi\u201d per i suoi, farsi tutto per essi.<\/p>\n<p><em><strong>Il comando di imitare Ges\u00f9<\/strong><\/em><\/p>\n<p>Due comandi accompagnano l\u2019azione profetica: il primo \u00e8: \u201cPrendete, mangiate\u2026; bevete\u201d (Mc 14,22; Mt 26,26.28): i discepoli non sono solo oggetto passivo di questa autodonazione del Cristo, ma sono invitati a prenderne parte attiva, a partecipare al suo amore, ad accettare la sua vita come dono, a riempirsi consapevolmente e responsabilmente di lui. Da questo nasce il secondo comando: \u201cFate questo in memoria di me\u201d (Lc 22,19; 1 Cor 11,24): Ges\u00f9 ordina che anche i suoi discepoli si facciano pane e bevanda per gli altri, divengano cibo per tutti, si lascino \u201cmangiare\u201d dai fratelli.<\/p>\n<p><em><strong>L\u2019importanza del mimo eucaristico<\/strong><\/em><\/p>\n<p>Nella lettura biblica del mimo il primo significato \u00e8 quindi l&#8217;invito al dono totale agli altri, sull&#8217;esempio del Maestro. Gli altri significati (la presenza reale di Cristo, il sacrificio della Nuova Alleanza, un segno escatologico&#8230;), ci sono certamente, ma sono a questo secondari e da questo traggono luce e comprensione.<\/p>\n<p>Si noti che, nel mimo eucaristico, \u201cil momento centrale \u00e8 dato non dai due elementi significativi del corpo e del sangue, bens\u00ec dal dono che Dio fa di Ges\u00f9 e che si compie nella sua morte violenta (&lt;&lt;il mio sangue versato&gt;&gt;)\u2026 Vuol dire che i discepoli divengono partecipi dell\u2019autodonazione di Ges\u00f9 nel momento stesso in cui ricevono il pane\u2026 La cena del Signore \u00e8 dunque un\u2019azione &#8211; segno, profetica, cio\u00e8 vera, e non solo simbolica: nel porgere il pane spezzato e il vino rosso, si verifica e si comunica la realt\u00e0 indicata con l\u2019azione \u2013 segno, la partecipazione dei discepoli all\u2019atto del donare la vita che Ges\u00f9 compie donando la propria per i molti\u201d (B. Klappert).<\/p>\n<p><em><strong>\u201cIl pane che io dar\u00f2 \u00e8 la mia carne\u201d<\/strong><\/em><\/p>\n<p>Tutti sono concordi che la prima parte del capitolo 6 di Giovanni pu\u00f2 essere letta in chiave spiritualista, con qualche allusione all&#8217;Eucarestia: ma invece i versetti 51-58 sono da intendersi solo in senso sacramentale?<\/p>\n<p>Il primo significato rivelativo anche di questi versetti \u00e8 certamente l&#8217;adesione a Cristo. Se nella prima parte del capitolo le parole &#8211; chiave erano \u201cvenire a me\u201d e \u201ccredere\u201d (Gv 6,35), ora sono \u201cdare\u201d e \u201cmangiare &#8211; bere\u201d: l\u00e0 si chiedeva fede in Dio che entra nella storia in Ges\u00f9 (incarnazione), qui in Dio che si dona fino al sacrificio di s\u00e8 (redenzione).<\/p>\n<p>Le parole \u201ccarne &#8211; sangue\u201d non indicano semplicemente la persona di Ges\u00f9, ma che egli sta per essere consegnato alla morte. L&#8217;eresia gnostica e docetica, contro i cui influssi gi\u00e0 Giovanni scrive, riteneva impossibile che un Dio potesse patire e morire: Ges\u00f9 di Nazareth avrebbe solo ospitato la divinit\u00e0 dal Battesimo all&#8217;inizio della Passione. Giovanni insiste invece sulla realt\u00e0 dell&#8217;incarnazione, sulla completa identificazione del Cristo divino con l&#8217;uomo Ges\u00f9 di Nazareth, sul fatto che Ges\u00f9 \u00e8 il Cristo venuto \u201cnon in acqua soltanto, ma in acqua e sangue\u201d (1 Gv 5,6): la teofania battesimale \u00e8 inscindibile dalla morte in croce, che per Giovanni \u00e8 il luogo massimo della manifestazione di Dio. Per questo ribadisce la necessit\u00e0 di unirsi non al \u201ccorpo\u201d di Cristo, ma alla sua \u201csarx\u201d, termine che significa \u201ccarne\u201d in senso plastico, anatomico, muscolare: e scandalizza usando il verbo quanto mai concreto \u201ctroghein\u201d (da cui la parola \u201ctrogolo\u201d&#8230;) che non significa tanto \u201cmangiare\u201d quanto \u201cmasticare\u201d, \u201cdivorare\u201d, \u201cbrucare\u201d. Non bisogna edulcorare questo realismo: \u00e8 il realismo dell&#8217;incarnazione.<\/p>\n<p>La celebrazione dell&#8217;Eucarestia, con la sua concretezza sacramentale, \u00e8 segno della vera umanit\u00e0 di Cristo: partecipando ad essa, noi \u201cannunciamo la sua morte, proclamiamo la sua resurrezione, nell&#8217;attesa della sua venuta\u201d. \u201cLa comprensione realistica del pasto sacramentale (mangiare la carne, bere il sangue) non ha niente di magico. Attraverso il pasto Ges\u00f9 stesso si unisce a quelli che lo ricevono (Gv 6,56); essi vivono attraverso di lui ed egli li risusciter\u00e0&#8230; (Gv 6, 54). Il nutrimento sacramentale \u00e8 solo un mezzo per raggiungere una comunione personale con lui\u201d (R. Schnackenburg), vero Dio e vero uomo.<\/p>\n<p>Il testo torna pi\u00f9 volte sul concetto di \u201cultimo giorno\u201d (Gv 6,39.40.44.54). \u201cNell&#8217;ultimo giorno, il grande giorno della Festa\u201d, Ges\u00f9 invita ad abbeverarsi all&#8217;acqua viva che sgorgher\u00e0 dal suo seno, cio\u00e8 dallo Spirito che egli spander\u00e0 alla sua glorificazione (Gv 7,37-39): ci\u00f2 si realizzer\u00e0 nella sua morte, quando egli sar\u00e0 glorificato, effonder\u00e0 il suo Spirito, e dal suo fianco uscir\u00e0 acqua (Gv 19,33-34). Giovanni \u00e8 l&#8217;annunciatore di un&#8217;escatologia che gi\u00e0 si compie nel mistero di Cristo: \u201cChi crede in lui non \u00e8 condannato, ma chi non crede in lui \u00e8 gi\u00e0 stato condannato\u201d (Gv 3,18); \u201cchi crede ha la vita eterna\u201d (Gv 3,36; 6,47.54); nella sua morte una volta per tutte sono stati vinti il satana, la sofferenza e la morte.<\/p>\n<p>Mangiando la sua carne ed il suo sangue, partecipando cio\u00e8 al mistero della sua morte, gi\u00e0 ora abbiamo la vita eterna. In realt\u00e0 questo \u201cgi\u00e0\u201d \u00e8 tale nella fede, perch\u00e8 siamo ancora prigionieri della nostra finitudine creaturale: l&#8217;Eucarestia ci immerge nell&#8217;ottimismo di una vittoria gi\u00e0 realizzata, e al contempo ci \u00e8 pegno della nostra resurrezione futura (Gv 6,54), aprendoci a un \u201cnon ancora\u201d che si realizzer\u00e0 alla nostra morte, quando contempleremo faccia a faccia la gloria di Dio (1 Cor 13,12). L&#8217;Eucarestia, inserendoci nel passato della morte del Signore, ci incardina nel presente di una vita in lui che inabita in noi (Gv 6,56), proiettandoci nella comunione totale con Dio del banchetto messianico futuro.<\/p>\n<h3 style=\"text-align: center;\"><strong>\u2026<\/strong><\/h3>\n<h3>Parola e Segno<\/h3>\n<p>Il rapporto tra Parola ed Eucarestia \u00e8 biblicamente strettissimo. Nei Sinottici, i racconti di istituzione dell\u2019Eucarestia avvengono in un contesto interpretativo verbale da parte di Ges\u00f9: ogni suo gesto \u00e8 accompagnato dalla Parola che lo illumina e lo spiega.<\/p>\n<p>In Giovanni, secondo il suo solito, al miracolo della moltiplicazione del pane al capitolo 6 fa seguito il grande discorso esplicativo sull\u2019Eucarestia, discorso in cui addirittura gli esegeti faticano a comprendere ci\u00f2 che Ges\u00f9 riferisce alla sua Parola e ci\u00f2 che riferisce al suo Corpo. Per alcuni \u201cun discorso eucaristico (6,51-58: Ges\u00f9 vero nutrimento mediante il suo corpo e il suo sangue) sarebbe stato inserito nel racconto \u2013 discorso seguente: ai giudei che reclamano un &lt;&lt;segno &gt;&gt; analogo a quello della manna (vv. 30-31; cfr 1,21+) Ges\u00f9 risponde: &lt;&lt;Con l\u2019insegnamento del Padre che trasmetto agli uomini (cfr 3,11+) sono io il vero pane, assimilabile mediante la fede (vv. 32s)&gt;&gt;\u201c (Bibbia di Gerusalemme). Giovanni fa molti riferimenti all\u2019Antico Testamento, dove spesso la Parola era accostata o paragonata al cibo: \u201cTi ha nutrito con la manna\u2026, per farti capire che l\u2019uomo non vive soltanto di pane, ma che l\u2019uomo vive di quanto esce dalla bocca di Dio\u201d (Dt 8,3); \u201cLa Sapienza\u2026 ha ucciso gli animali, ha preparato il vino e ha imbandito la tavola\u2026 A chi \u00e8 privo di senno essa dice: &lt;&lt;Venite, mangiate il mio pane, bevete il vino che io ho preparato&gt;&gt;\u201d (Pr 8,22-24 e 9,1-6); \u201cLa Sapienza loda se stessa\u2026: &lt;&lt;Come una vite ho prodotto germogli graziosi e i miei fiori, frutti di gloria e di ricchezza. Avvicinatevi a me\u2026, e saziatevi dei miei prodotti\u2026 Quanti si nutrono di me avranno ancora fame, e quanti bevono di me, avranno ancora sete&gt;&gt;\u201d (Sir 24,1.17-21). Quindi Giovanni opera, nel capitolo sesto del suo Vangelo, una continua identificazione tra la Parola e il Corpo di Cristo: \u201cIo sono il pane vivo disceso dal cielo. Se uno mangia di questo pane vivr\u00e0 in eterno e il pane che io dar\u00f2 \u00e8 la mia carne per la vita del mondo\u201d (Gv 6,51).<\/p>\n<p>Sempre Giovanni, che non racconta l\u2019istituzione dell\u2019Eucarestia nell\u2019ultima cena, pone per\u00f2 nel contesto dell\u2019ultimo pasto del Signore il suo pi\u00f9 lungo discorso, che occupa ben quattro capitoli del Vangelo (Gv 13-17), il cosiddetto \u201cdiscorso di addio\u201d, nel genere letterario, abbiamo visto, dei colloqui testamentari.<\/p>\n<p>Parola e Segno quindi si rimandano vicendevolmente. Tutta la Messa \u00e8 liturgia della Parola, Parola che ad un certo punto diventa sacramento. E la stessa Scrittura \u00e8 gi\u00e0 sacramento, perch\u00e9 segno della Parola stessa di Dio. Senza la Parola il sacramento appare muto. E\u2019 il mistero del \u201cVerbo che si \u00e8 fatto carne ed \u00e8 venuto ad abitare in mezzo a noi, e noi abbiamo visto la sua gloria, gloria come di unigenito dal Padre, pieno di grazia e di verit\u00e0\u201d (Gv 1,4).<\/p>\n<p><span style=\"text-transform: initial;\">Buona Misericordia a tutti!<\/span><\/p>\n<p><em style=\"text-transform: initial;\">Chi volesse leggere un\u2019esegesi pi\u00f9 completa del testo, o qualche approfondimento, me li chieda a\u00a0<a href=\"mailto:migliettacarlo@gmail.com\" title=\"migliettacarlo@gmail.com\">migliettacarlo@gmail.com<\/a>.<\/em><\/p>\n<\/div>\n<div class=\"fusion-text fusion-text-4\">\n<div class=\"fusion-row\">\n<section id=\"content\">\n<article id=\"post-3183\" class=\"post post-3183 type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-buona-misericordia-a-tutti\">\n<div class=\"post-content\">\n<div class=\"fusion-fullwidth fullwidth-box fusion-builder-row-3 fusion-flex-container nonhundred-percent-fullwidth non-hundred-percent-height-scrolling\">\n<div class=\"fusion-builder-row fusion-row fusion-flex-align-items-flex-start\">\n<div class=\"fusion-layout-column fusion_builder_column fusion-builder-column-2 fusion_builder_column_1_1 1_1 fusion-flex-column\">\n<div class=\"fusion-column-wrapper fusion-flex-justify-content-flex-start fusion-content-layout-column\">\n<div class=\"fusion-text fusion-text-4\">\n<h3>Fonte dell&#8217;articolo<\/h3>\n<p><a href=\"https:\/\/spaziospadoni.org\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\" title=\"spazio + spadoni\">spazio + spadoni<\/a><\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/article>\n<\/section>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>XX Domenica anno B \u201c\u00abIo sono il pane vivo, disceso dal cielo. 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