{"id":15221,"date":"2024-10-21T00:30:08","date_gmt":"2024-10-20T22:30:08","guid":{"rendered":"https:\/\/mission.spaziospadoni.org\/it\/?p=9091"},"modified":"2024-10-21T00:30:08","modified_gmt":"2024-10-20T22:30:08","slug":"vangelo-di-domenica-27-ottobre-marco-10-46-52","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/spaziospadoni.org\/it\/vangelo-di-domenica-27-ottobre-marco-10-46-52\/","title":{"rendered":"Vangelo di domenica 27 ottobre: Marco 10, 46-52"},"content":{"rendered":"<blockquote>\n<h2 style=\"text-align: center;\">XXX Domenica anno B<\/h2>\n<h4><small>46<\/small> E giunsero a Gerico. E mentre partiva da Gerico insieme ai discepoli e a molta folla, il figlio di Tim\u00e8o, Bartim\u00e8o, cieco, sedeva lungo la strada a mendicare. <small>47<\/small> Costui, al sentire che c\u2019era Ges\u00f9 Nazareno, cominci\u00f2 a gridare e a dire: \u00abFiglio di Davide, Ges\u00f9, abbi piet\u00e0 di me!\u00bb. <small>48<\/small> Molti lo sgridavano per farlo tacere, ma egli gridava pi\u00f9 forte: \u00abFiglio di Davide, abbi piet\u00e0 di me!\u00bb.<\/h4>\n<h4><small>49<\/small> Allora Ges\u00f9 si ferm\u00f2 e disse: \u00abChiamatelo!\u00bb. E chiamarono il cieco dicendogli: \u00abCoraggio! Alzati, ti chiama!\u00bb. <small>50<\/small> Egli, gettato via il mantello, balz\u00f2 in piedi e venne da Ges\u00f9. <small>51<\/small> Allora Ges\u00f9 gli disse: \u00abChe vuoi che io ti faccia?\u00bb. E il cieco a lui: \u00abRabbun\u00ec, che io riabbia la vista!\u00bb. <small>52<\/small> E Ges\u00f9 gli disse: \u00abVa\u2019, la tua fede ti ha salvato\u00bb. E subito riacquist\u00f2 la vista e prese a seguirlo per la strada.<\/h4>\n<h4 style=\"text-align: right;\"><em>Mc <span data-olk-copy-source=\"MessageBody\">10, 46-52<\/span><\/em><\/h4>\n<\/blockquote>\n<div class=\"fusion-text fusion-text-3\">\n<p><em>Cari Consorelle e Confratelli delle Misericordie, \u200bsono Carlo Miglietta, medico, biblista, laico, marito, pap\u00e0 e nonno (www.buonabibbiaatutti.it). <\/em><em>Anche oggi condivido con voi un breve pensiero di meditazione sul Vangelo, con particolare riferimento al tema della misericordia.<\/em><\/p>\n<p><strong>(vedi Mt 20,29-34; Lc 18,35-43)<\/strong><\/p>\n<p>Come la guarigione del cieco di Betsaida precedeva la confessione di Pietro, cos\u00ec la guarigione del cieco di Gerico precede la proclamazione di Ges\u00f9 come Re-Messia da parte delle folle di Gerusalemme.<\/p>\n<p>Il miracolo della guarigione del cieco di Gerico \u00e8 carico di valenze simboliche. Innanzitutto l\u2019episodio si svolge nella citt\u00e0 dove si concluse il cammino di liberazione dalla schiavit\u00f9 d\u2019Egitto alla terra promessa, fortezza inespugnabile che solo un prodigio di Dio (Gs 6) riusc\u00ec a fare cadere nelle mani degli israeliti. E la cecit\u00e0, che fa vivere l\u2019uomo nelle tenebre, \u00e8 un\u2019infermit\u00e0 reale e allegorica.<\/p>\n<h3>Ges\u00f9 luce del mondo<\/h3>\n<p>Nella Bibbia Dio \u00e8 luce. Il salmista prega: \u201cRisplenda su di noi, Signore, la luce del tuo volto\u201d (Sl 4,7). Isaia dice che Dio \u201cfar\u00e0 camminare i ciechi per vie che non conoscono\u2026, trasformer\u00e0 davanti a loro le tenebre in luce\u201d (Is 42,16); \u201cColui che cammina nelle tenebre, senza avere luce, speri nel nome del Signore, si appoggi al suo Dio\u201d (Is 50,10). La grande promessa dei profeti era l\u2019arrivo del Messia che avrebbe illuminato la tenebre: \u201cAlzati, rivestiti di luce, perch\u00e9 viene la tua luce, la gloria del Signore brilla sopra di te\u201d (Is 60,1); all\u2019arrivo del Cristo \u201cil sole non sar\u00e0 pi\u00f9 la tua luce di giorno, n\u00e9 ti illuminer\u00e0 pi\u00f9 chiarore della luna. Ma il Signore sar\u00e0 per te luce eterna, il tuo Dio sar\u00e0 il tuo splendore\u201d (Is 60,19).<\/p>\n<p>Ges\u00f9 \u00e8 annunciato da Simeone nel tempio come \u201cluce per illuminare le genti e gloria del tuo popolo Israele\u201d (Lc 2,32). Giovanni afferma di lui: \u201cVeniva nel mondo la luce vera, quella che illumina ogni uomo\u201d (Gv 1,9). E Ges\u00f9 dice di s\u00e9: \u201cIo sono la luce del mondo; chi segue me, non camminer\u00e0 nelle tenebre, ma avr\u00e0 la luce della vita\u201d (Gv 8,12; cfr 12,46). Presentandosi nella sinagoga di Nazaret, Ges\u00f9 afferma di essere venuto \u201cper annunziare ai poveri un lieto messaggio, per proclamare ai prigionieri la liberazione e ai ciechi la vista, per rimettere in libert\u00e0 gli oppressi\u201d (Lc 4,18). Al Battista che gli chiede se sia lui il Messia, Ges\u00f9 fa rispondere: \u201cAndate e riferite a Giovanni ci\u00f2 che avete visto e udito: i ciechi riacquistano la vista\u201d (Lc 7,22). E alla fine dei tempi \u201cNon vi sar\u00e0 pi\u00f9 notte e non avranno pi\u00f9 bisogno di luce di lampada, n\u00e9 di luce di sole, perch\u00e9 il Signore Dio li illuminer\u00e0\u201d (Ap 22,5).<\/p>\n<h3>La Fede \u00e8 illuminazione<\/h3>\n<p>Paolo, nelle tenebre della cecit\u00e0, ritrover\u00e0 la luce solo dopo che Anania gli avr\u00e0 imposto le mani, conferendogli lo Spirito santo (At 9,1-19). La prima Chiesa chiamer\u00e0 spesso il battesimo \u201cilluminazione\u201d.<\/p>\n<p>Nella guarigione del cieco di Gerico \u00e8 simboleggiato il cammino di fede di ogni uomo: senza la luce di Dio, ciascuno di noi si trova in situazione disperata, \u201ccieco, seduto presso la via, mendicando\u201d (Mc 11,46). Il cieco \u00e8 seduto: non ha la capacit\u00e0 di stare in piedi. Non \u00e8 nemmeno sulla strada, ma fuori della via: non \u00e8 coinvolto nel movimento che porta a Gerusalemme, la citt\u00e0 santa. Non \u00e8 autosufficiente: sta mendicando. E\u2019 la situazione del nostro mondo, inchiodato dai suoi problemi, incapace di trovare un senso alla vita, attanagliato dal buio dell\u2019angoscia e della paura, oppresso dalla miseria e dalla morte; e tutti mendichiamo alla vita una qualche sopravvivenza, stordendoci nel divertimento, nella corsa al denaro, al piacere, al potere, alienandoci in mille frivolezze: ma alla fine ci ritroviamo soli, al margine della strada, nelle tenebre&#8230;<\/p>\n<h3>Il cammino della Fede<\/h3>\n<p>Per fortuna \u201cGes\u00f9 passa di l\u00e0\u201d (Mc 11,47): \u00e8 Dio che prende l\u2019iniziativa, che viene incontro alla nostra miseria, che scende dai suoi cieli a soccorrerci. Dio ode il disperato grido di aiuto dell\u2019uomo e interviene a liberarlo, anche se questi ne intuisce soltanto la presenza.<\/p>\n<p>Notiamo che le folle che \u201ctransitano\u201d con Ges\u00f9 cercano di dissuadere il cieco dal ricorrere a lui, anzi \u201clo rimproveravano perch\u00e9 tacesse\u201d (v. 43): Dio non c\u2019\u00e8, e se c\u2019\u00e8 non pu\u00f2 sentirti, \u00e8 inutile ricorrere a lui&#8230; Sono folle che stanno attorno a Ges\u00f9, ma che forse non lo seguono: solo il cieco guarito si metter\u00e0 alla sequela. Sono i tanti cristiani che vogliono seguire il Signore a modo loro, senza essere disturbati dai poveri, dagli emarginati, dagli oppressi di tutto il mondo che gridano il proprio dolore e la propria rabbia. Sono il prototipo di una Chiesa che \u00e8 spesso\u2026 atea, che non crede alla potenza di Dio, alla sua possibilit\u00e0 di fare miracoli.<\/p>\n<p>A questa folla il cieco d\u00e0 un grande esempio di vera fede. Innanzitutto si mette in ascolto della Parola: \u201cAvendo udito\u201d (v. 47). Il primo passo della Fede \u00e8 l\u2019ascolto. Paolo parler\u00e0 dell\u2019\u201cupako\u00e8 p\u00ecsteos\u201d (Rm 1,5), dell\u2019\u201cobbedienza della fede\u201d, cio\u00e8 quella fede che si identifica con l\u2019obbedienza. Il greco \u201cupako\u00e8\u201d (da \u201cup\u201d, \u201csotto\u201d e \u201cako\u00f9o\u201d, \u201cascolto\u201d), cos\u00ec come il latino \u201cob-audire\u201d (\u201cob\u201d, \u201cverso\u201d; \u201caudire\u201d, \u201csentire\u201d) e l\u2019italiano \u201cudire-obbedire\u201d, richiama l\u2019ascolto. Ascoltare \u00e8 l\u2019atteggiamento attivo della persona (Es 33,11; 1 Sam 3,9; Is 8,9) e del popolo (\u201cShem\u00e0\u201d: Dt 5,1; 6,4; 9,1) dinanzi a Dio che si rivela. \u201cLa fede dipende dall\u2019ascolto (\u00abako\u00e8\u00bb)\u201d (Rm 10,17).<\/p>\n<p>L\u2019annuncio che il cieco riceve \u00e8 che \u201cGes\u00f9, il Nazareno, c\u2019era (\u201cest\u00ecn\u201d)\u201d (v. 47). Solo il Ges\u00f9 storico, il povero falegname che veniva dall\u2019infima Nazaret (Gv 1,46), colui che morir\u00e0 crocifisso come un malfattore, \u00e8 la salvezza unica dell\u2019uomo, la risposta definitiva di Dio, la luce che squarcia le nostre tenebre.<\/p>\n<p>Ma \u00e8 poi necessaria la perseveranza, l\u2019insistenza nella ricerca del Signore, senza lasciarci scoraggiare (\u201cMa egli gridava pi\u00f9 forte\u201d: v. 48). E occorre cercare un rapporto personale, diretto, fiduciario con Dio: il cieco chiama Ges\u00f9 per nome: e \u201cchiunque invocher\u00e0 il nome del Signore sar\u00e0 salvato\u2026 In nessun altro c\u2019\u00e8 salvezza; non vi \u00e8 infatti altro nome dato agli uomini sotto il cielo nel quale \u00e8 stabilito che possiamo essere salvati\u201d (At 2,21-4,12).<\/p>\n<p>Il cieco chiede a Ges\u00f9 il suo amore: \u201cGes\u00f9, figlio di Davide, abbi piet\u00e0 di me!\u201d. E\u2019 la stupenda \u201cpreghiera del cuore\u201d che nell\u2019ortodossia diventer\u00e0 il dolce mantra che, ripetuto ritmato al respiro, diventer\u00e0 la \u201cpreghiera del cuore\u201d di tanti Santi.<\/p>\n<p>\u00c8 un titolo messianico che compare 19 volte nei sinottici, mai in Giovanni, e che connota un messianismo glorioso regale. \u00c8 l\u2019unica volta che tale \u00e8 accennato nel Vangelo di Marco. Ma ormai i tempi sono compiuti: il Figlio dell\u2019uomo sta per soffrire, sar\u00e0 consegnato, ma \u00e8 il Figlio di Davide, il Messia glorioso, che verr\u00e0, come dice il capitolo prossimo, a giudicare tutte le nazioni. Per capire questo mistero del figlio di Davide che sta per essere consegnato e che sta per morire in croce, bisogna che Dio faccia per noi discepoli alcune cose.<\/p>\n<p>Primo: che ci apra gli occhi.<\/p>\n<p>Secondo: che noi ci alziamo, cio\u00e8 che risorgiamo interiormente: il verbo in ebraico indica la risurrezione. Dobbiamo passare da una realt\u00e0 di morte ad una realt\u00e0 di vita.<\/p>\n<p>Terzo: bisogna gettare via il mantello. C\u2019\u00e8 nella Bibbia tutta una teologia del vestito: quando si parla di abiti, che sempre dietro un simbolismo molto importante. Il mantello \u00e8 segno della dignit\u00e0 dell\u2019uomo, \u00e8 segno della potenza dell\u2019uomo: ecco perch\u00e9 il massimo sfregio di Ges\u00f9 sar\u00e0 la spogliazione delle sue vesti che verranno tratte a sorte: \u00e8 Dio che ha rinunciato ad ogni potenza, ad ogni dignit\u00e0. L\u2019uomo che vuol capire il mistero di Cristo non deve solo aprire gli occhi, non deve solo alzarsi in piedi, ma deve buttare via i suoi simboli di potenza, di dignit\u00e0, riconoscersi nudo di fronte Signore, e avere fede in lui solo.<\/p>\n<p>E Ges\u00f9 \u201csi ferma\u201d (v. 49) accanto all\u2019uomo; non lo chiama per\u00f2 direttamente, ma per il tramite della Chiesa (\u201cChiamatelo qua\u201d: v. 49): la Chiesa ha il compito di portare un annuncio di salvezza che non \u00e8 suo, ma che le \u00e8 stato affidato. La Chiesa non dovrebbe mai allontanare gli uomini da Dio, ma sempre portare a lui tutti i malati, i sofferenti, i peccatori, quanti sono \u201cnelle tenebre e nell\u2019ombra della morte\u201d (Lc 1,79). La Chiesa deve essere speranza e liberazione per tutti gli uomini, nessuno escluso.<\/p>\n<p>Ges\u00f9 chiede al cieco: \u201cChe vuoi che io ti faccia?\u201d (v. 51). E\u2019 la stessa domanda che aveva fatto a Giacomo e Giovanni: l\u00e0 gli Apostoli gli chiedono il potere e la gloria, e Ges\u00f9 risponde loro: \u201cVoi non sapete ci\u00f2 che domandate\u201d (Mc 10,36-40). Qui il cieco chiede l\u2019illuminazione, e viene esaudito: \u201cAna-bl\u00e8pho\u201d, che traduciamo in genere: \u201cChe io veda\u201d, significa letteralmente: \u201cChe io guardi in alto\u201d, e ha probabilmente anche valenze teologiche, esprime una ricerca che va al di l\u00e0 della semplice vista fisica.<\/p>\n<p>Ges\u00f9 gli risponde: \u201cLa tua fede ti ha salvato\u201d (v. 52). Notiamo che Ges\u00f9 non ha mai detto a nessuno: \u201cIo ti ho salvato\u201d, bens\u00ec: \u201cLa tua fede ti ha salvato\u201d (cfr Lc 7,50; 17,19; Mc 5,34; 10,52\u2026); \u201cVa\u2019, e sia fatto secondo la tua fede\u201d (Mt 8,13); \u201cDavvero grande \u00e8 la tua fede! Ti sia fatto come desideri\u201d (Mt 15,28). Ges\u00f9 \u00e8 il vero Educatore\u201d: \u201ce-ducare\u201d vuol dire infatti tirare fuori\u201d, \u201cfar affiorare\u201d dall\u2019altro. \u201cNel rispondere a chi incontrava, Ges\u00f9 cercava la fede presente nell\u2019altro, come se volesse risvegliare e far emergere la sua fede. Egli sapeva infatti che la fede \u00e8 un atto personale, che ciascuno deve compiere in libert\u00e0: nessuno pu\u00f2 credere al posto di un altro! Ges\u00f9 sapeva che a volte negli uomini c\u2019\u00e8 l\u2019assenza di fede, atteggiamento che lo stupiva e lo rendeva impotente a operare in loro favore (cfr Mc 6,6); era anche consapevole che ci pu\u00f2 essere una fede non affidabile nel suo Nome, suscitata dal suo compiere segni, miracoli, come annota il quarto vangelo: \u00abMolti, vedendo i segni che faceva, mettevano fede nel suo Nome; ma Ges\u00f9 non metteva fede in loro\u00bb (Gv 2,23-24), perch\u00e9 l\u2019uomo diventa rapidamente religioso, ma \u00e8 lento a credere\u2026 Ges\u00f9 cercava invece in chi incontrava la fede autentica, e quando essa era presente poteva dire: \u00abLa tua fede ti ha salvato\u00bb\u201d (E. Bianchi).<\/p>\n<p>Il cieco guarito \u201csi mise a seguire Ges\u00f9 lungo la via\u201d (v. 52): l\u2019uomo che sperimenta la salvezza e la liberazione, l\u2019uomo che trova in Ges\u00f9 il senso del suo vivere e anche del suo morire, diventa il seguace, il discepolo, che fa della sua vita una lode al Signore e alla sua bont\u00e0. Solo chi ha gustato la dolcezza del Signore pu\u00f2 diventare suo apostolo e testimone. Tante volte il nostro slancio missionario \u00e8 scarso perch\u00e9 abbiamo fatto poca esperienza della sua salvezza, non ci siamo lasciati entusiasmare da Dio, non fremiamo di gioia per lui.<\/p>\n<p>Noi ciechi siamo quindi chiamati prima a sperimentare che solo Ges\u00f9 \u00e8 la luce che vince la tenebra. Che anche noi poi sappiamo seguirlo \u201csubito\u201d (\u201cparakr\u00e8ma\u201d: Lc 18,43), con prontezza ed entusiasmo come il miracolato di Gerico, per non meritare la condanna di quanti \u201channo preferito le tenebre alla luce\u201d (Gv 3,18-21)!<\/p>\n<p><em>Buona Misericordia a tutti!<\/em><\/p>\n<p><em style=\"text-transform: initial;\">Chi volesse leggere un\u2019esegesi pi\u00f9 completa del testo, o qualche approfondimento, me li chieda a\u00a0<a href=\"mailto:migliettacarlo@gmail.com\" title=\"migliettacarlo@gmail.com\">migliettacarlo@gmail.com<\/a>.<\/em><\/p>\n<\/div>\n<div class=\"fusion-text fusion-text-4\">\n<div class=\"fusion-row\">\n<section id=\"content\">\n<article id=\"post-3183\" class=\"post post-3183 type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-buona-misericordia-a-tutti\">\n<div class=\"post-content\">\n<div class=\"fusion-fullwidth fullwidth-box fusion-builder-row-3 fusion-flex-container nonhundred-percent-fullwidth non-hundred-percent-height-scrolling\">\n<div class=\"fusion-builder-row fusion-row fusion-flex-align-items-flex-start\">\n<div class=\"fusion-layout-column fusion_builder_column fusion-builder-column-2 fusion_builder_column_1_1 1_1 fusion-flex-column\">\n<div class=\"fusion-column-wrapper fusion-flex-justify-content-flex-start fusion-content-layout-column\">\n<div class=\"fusion-text fusion-text-4\">\n<h3>Fonte dell&#8217;articolo<\/h3>\n<p><a href=\"https:\/\/spaziospadoni.org\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\" title=\"spazio + spadoni\">spazio + spadoni<\/a><\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/article>\n<\/section>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>XXX Domenica anno B 46 E giunsero a Gerico. 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