{"id":15423,"date":"2024-11-26T01:00:29","date_gmt":"2024-11-26T00:00:29","guid":{"rendered":"https:\/\/mission.spaziospadoni.org\/it\/?p=9111"},"modified":"2024-11-26T01:00:29","modified_gmt":"2024-11-26T00:00:29","slug":"laudato-si","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/spaziospadoni.org\/it\/laudato-si\/","title":{"rendered":"Laudato Si&#8217;"},"content":{"rendered":"<h2>Lettera Enciclica del Santo Padre Francesco sulla cura della casa comune<\/h2>\n<p>L&#8217;Enciclica di Papa Francesco <a href=\"https:\/\/mission.spaziospadoni.org\/it\/laudato-si-una-settimana-di-riflessione-e-preghiera-sullenciclica-di-papa-francesco\/\"><em>Laudato si&#8217;<\/em><\/a> \u00e8 stata pubblicata il 24 maggio 2015. Si compone di sei capitoli e 246 paragrafi. Al termine due preghiere: \u00abUna che pu\u00f2 essere condivisa con quanti credono in Dio creatore e onnipotente e un&#8217;altra affinch\u00e9 noi cristiani sappiamo assumere gli impegni verso il creato che il vangelo di Ges\u00f9 ci propone\u00bb (n. 246). II titolo della Lettera Enciclica &#8220;Laudato s\u00ec&#8221;, \u00e8 l&#8217;inizio del Cantico delle creature di san Francesco, e &#8211; davvero una novit\u00e0- per la prima volta non \u00e8 in latino.<\/p>\n<p>Nel sottotitolo si legge: <em>Sulla cura della casa comune<\/em><\/p>\n<h3>Introduzione<\/h3>\n<p>Nell&#8217;Introduzione, Papa Francesco afferma che \u00abla Terra \u00e8 la casa comune dove tutti noi viviamo, ma anche una sorella con la quale condividiamo l&#8217;esistenza e una madre bella che ci accoglie tra le sue braccia\u00bb (n. 1). E aggiunge: \u00abQuesta sorella oggi protesta per il male che le provochiamo a causa dell&#8217;uso irresponsabile dei beni che Dio ha messo nelle nostre mani\u00bb (n. 2).<\/p>\n<p>Iniziando la sua riflessione, il Papa si riallaccia al pensiero dei suoi predecessori, in particolare all&#8217;insegnamento di Giovanni XXIII, Paolo VI, Giovanni Paolo Il e Benedetto XVI, e ricorda i loro appelli volti ad arginare lo sfruttamento inconsiderato delle risorse della terra e a superare l&#8217;egoismo delle societ\u00e0 consumistiche (n. 6). Papa Francesco, nel corso dell&#8217;Enciclica, fa spesso riferimento anche agli interventi delle varie Conferenze Episcopali, dando cos\u00ec al suo magistero un respiro universale. Ricorda poi come la cura del creato sia impegno di tutti, credenti e non credenti, e accoglie anche la riflessione delle altre confessioni cristiane su questo tema e ne elogia l&#8217;impegno (n. 7). In particolare riferisce il pensiero del patriarca Bartolomeo (nn 8 e 9).<\/p>\n<p>Rievoca poi la figura di san Francesco di Assisi, e sottolinea come il poverello abbia manifestato \u00abun&#8217;attenzione particolare verso la creazione di Dio e verso i pi\u00f9 poveri e abbandonati\u00bb (n. 10), anticipando cos\u00ec una visione &#8220;<strong>integrale<\/strong>&#8221; dell&#8217;ecologia che il Papa svilupper\u00e0 nel proseguo dell&#8217;Enciclica. L&#8217;Introduzione termina affermando che questo documento deve essere considerata parte del magistero sociale della Chiesa (n. 15).<\/p>\n<h3>Capitolo primo: Quello che sta accadendo alla nostra casa<\/h3>\n<p>Nel primo capitolo, dal titolo <em>Quello che sta accadendo alla nostra casa<\/em> (nn 17 &#8211; 61), il Papa si sofferma a considerare da vicino i pericoli che incombono sulla \u00abcasa in cui tutti viviamo\u00bb (n. 17) e lo fa servendosi delle pi\u00f9 recenti acquisizioni scientifiche in materia ambientale. Affronta, in maniera lucida, alcuni temi di grande attualit\u00e0 e di preoccupazione per i pericoli che incombono sull&#8217;ambiente.<\/p>\n<p>Il primo elemento di preoccupazione che il Papa ricorda \u00e8 <strong>l&#8217;inquinamento<\/strong> che provoca i mutamenti climatici: \u00abProblema globale con gravi implicazioni ambientali, sociali, economiche, distributive e politiche\u00bb. Considerando poi che \u00abil clima \u00e8 un bene comune, di tutti e per tutti\u00bb, fa osservare che l&#8217;impatto pi\u00f9 pesante della sua alterazione ricade proprio sui pi\u00f9 poveri (n. 23). Il Papa denuncia con forza come molti che oggi hanno risorse economiche e potere politico spesso mascherino tali problemi, e osserva come la mancanza di reazioni di fronte a questi drammi dei nostri fratelli e sorelle sia \u00abun segno della perdita di quel senso di responsabilit\u00e0 per i nostri simili su cui si fonda ogni societ\u00e0 civile\u00bb (n. 25).<\/p>\n<p>Altro aspetto considerato \u00e8 la questione dell&#8217;acqua potabile, elemento di primaria importanza perch\u00e9 necessario per la vita degli uomini (n. 28). \u00abL&#8217;accesso all&#8217;acqua potabile e sicura \u00e8 un diritto umano essenziale, fondamentale e universale, perch\u00e9 determina la sopravvivenza delle persone\u00bb, cosicch\u00e9, privare i poveri dell&#8217;accesso all&#8217;acqua significa \u00abnegare loro il diritto alla vita radicato nella loro inalienabile dignit\u00e0\u00bb(n. 30).<\/p>\n<p>Parla poi della <strong>perdita della biodiversit\u00e0<\/strong>. \u00abA motivo del degrado ambientale, ogni anno scompaiono migliaia di specie vegetali e animali che non potremo pi\u00f9 conoscere, che i nostri figli non potranno vedere, perse per sempre\u00bb (n.33).<\/p>\n<p>E non si tratta solo di considerare la perdita definitiva di eventuali risorse sfruttabili, ma anche la perdita del valore in s\u00e9 stesse di queste creature: \u00abTutte le creature &#8211; afferma- sono connesse fra loro, di ognuna deve essere riconosciuto il valore con affetto e ammirazione, e tutti noi, esseri creati, abbiamo bisogno l&#8217;uno dell&#8217;altro\u00bb (n. 42).<\/p>\n<p>Il Papa, allargando l&#8217;orizzonte, denuncia poi un altro fenomeno negativo: <strong>il deterioramento della qualit\u00e0 della vita umana e la degradazione sociale.<\/strong> Essendo l&#8217;essere umano una creatura di questo mondo, con diritto a vivere e a essere felice, Papa Francesco invita a non tralasciare di considerare anche gli effetti del degrado ambientale sulla vita delle persone: \u00abA parte i danni che derivano dall&#8217;inquinamento e dal degrado, non si addice ad abitanti di questo pianeta vivere sempre pi\u00f9 sommersi da cemento, asfalto, vetro e metalli, privati di contatto fisico con al natura\u00bb (n. 43). L&#8217;Enciclica denuncia anche le dinamiche del mondo digitale che, quando divengono onnipresenti, \u00abimpediscono di vivere con sapienza, di pensare in profondit\u00e0, di amare con generosit\u00e0\u00bb (n. 47).<\/p>\n<p>Questa <strong>inequit\u00e0<\/strong>, come il Papa chiama il degrado ambienta le, riguarda e \u00abcolpisce non solo gli individui, ma Paesi interi e obbliga a pensare a un&#8217;etica delle relazioni internazionali\u00bb (n. 51), che permetta di saldare quel debito ecologico tra il Nord e il Sud del mondo dovuto a diversi fattori ricordati specificatamente dall&#8217;Enciclica (nn 51 &#8211; 52).<\/p>\n<p>Nell&#8217;ultima parte del primo capitolo, si denuncia la debolezza delle reazioni di fronte ai drammi di tante persone e popolazioni. \u00abNonostante non manchino esempi positivi &#8211; afferma il Papa &#8211; esiste un certo intorpidimento e una spensierata irresponsabilit\u00e0\u00bb (n. 54). Mancano una cultura adeguata e la disponibilit\u00e0 a cambiare stili di vita, produzione e consumo: infatti, la tecnologia, la finanza, la forza dei poteri economici predomina sulla politica e, troppo spesso, la ferrea logica mercantile, nella ricerca di sempre nuove domande, disattende le esigenze dell&#8217;ambiente.<\/p>\n<h3>Capitolo secondo: Il Vangelo della creazione<\/h3>\n<p>Nel secondo capitolo, dal titolo <em>Il Vangelo della creazione<\/em> (nn 62 &#8211; 100), papa Francesco rilegge i racconti biblici e d\u00e0 una visione complessiva della tradizione ebraico-cristiana, spiegando il perch\u00e9 della \u00abtremenda responsabilit\u00e0\u00bb dell&#8217;essere umano nei confronti del creato. Si parte da tale affermazione:<\/p>\n<p>Dio \u00e8 causa della creazione e alla base dell&#8217;opera sua c&#8217;\u00e8 un&#8217;attenzione di amore (n. 65). \u00abI racconti biblici suggeriscono che l&#8217;esistenza umana si basa su tre relazioni fondamentali strettamente connesse: la relazione con Dio, quella con il prossimo e quella con la terra\u00bb (n. 66), che l&#8217;essere umano ha il compito di coltivare e custodire (cfr Gen 2, 15), sapendo che \u00ablo scopo finale delle altre creature non siamo noi\u00bb (n. 67), ma che invece \u00abtutte avanzano, insieme a noi e attraverso di noi, verso la meta comune, che \u00e8 Dio\u00bb (n. 83). Cita poi una bella frase di Giovanni Paolo II: \u00abDio ha scritto un libro stupendo le cui lettere sono la moltitudine di creature presenti nell&#8217;universo\u00bb (n. 85).<\/p>\n<p>Il concetto di Dio creatore induce inoltre alla convinzione che, essendo creati dallo stesso Padre, noi tutti esseri dell&#8217;universo, formiamo una sorta di famiglia universale (n.89), ed \u00e8 proprio da questa convinzione che deriva la destinazione universale dei beni della terra, come insegnato da sempre dalla dottrina sociale della Chiesa: \u00abIl principio della subordinazione della propriet\u00e0 privata alla destinazione universale dei beni e, perci\u00f2, il diritto universale al loro uso, \u00e8 una<strong> regola d&#8217;oro<\/strong> del comportamento sociale\u00bb (n. 93). Chi possiede una parte di beni &#8211; afferma il Papa &#8211; \u00e8 solo per amministrarla a beneficio di tutti, e quando questo non avviene, si mette a rischio la stesa sopravvivenza degli altri (n. 94).<\/p>\n<h3>Capitolo terzo: La radice umana della crisi ecologica<\/h3>\n<p>Nel terzo capitolo, <em>La radice umana della crisi ecologica<\/em> (nn 101-136), il Papa indica le cause profonde del degrado ambientale cui oggi si assiste. In primo luogo la tecnologia, di cui per\u00f2 riconosce anche l&#8217;aspetto positivo per quanto ha contribuito a eliminare innumerevoli mali che affliggono e affliggevano l&#8217;umanit\u00e0 (n. 102). Tuttavia, mette in risalto anche i pericoli derivanti da essa, ricordando come le competenze tecniche diano \u00abun tremendo potere a coloro che detengono la conoscenza e il potere economico\u00bb, che spesso, lasciandosi guidare da logiche di dominio, sfruttano le persone e le stesse popolazioni pi\u00f9 deboli (n. 104). Tale visione o \u00abparadigma tecnocratico\u00bb, come lo chiama il Papa, tende a esercitare il proprio dominio anche sull&#8217;economia e sulla politica, impedendo cos\u00ec una vera crescita umana delle persone e dei popoli (\u043f. 109).<\/p>\n<p>Oltre al \u00abparadigma tecnocratico\u00bb, causa di questi squilibri, il Papa denuncia anche il relativismo pratico che pone s\u00e9 stesso al centro di tutto, dando priorit\u00e0 assoluta ai propri interessi contingenti, divenendo tutto il resto relativo (n. 122).<\/p>\n<p>\u00abDa tale cultura, deriva la logica che porta a sfruttare i bambini, ad abbandonare gli anziani, a ridurre altri in schiavit\u00f9, a sopravvalutare la capacit\u00e0 del mercato di autoregolarsi, a praticare la tratta di esseri umani, il commercio di pelli di animali in via di estinzione e di diamanti insanguinati\u00bb. In definitiva, questa \u00e8 la stessa logica di molte mafie, dei trafficanti di organi, del narcotraffico e dello scarto dei nascituri, perch\u00e9 non corrispondono ai progetti dei genitori. \u00abQuesta \u00e8 anche la logica &#8211; ricorda il Papa &#8211; dell&#8217;<strong>usa e getta<\/strong> che genera ovunque la cosiddetta cultura dello scarto\u00bb (n. 123).<\/p>\n<p>Il Papa accenna anche alla dignit\u00e0 del lavoro e della centralit\u00e0 della persona, richiamando il magistero sociale della <strong>Gaudium et spes<\/strong> e della <strong>Laborem exercens<\/strong> (n. 124 e SS), e spiega che \u00abrinunciare ad investire sulle persone per ottenere un maggior profitto immediato \u00e8 un pessimo affare per la societ\u00e0\u00bb (n. 128).<\/p>\n<p>Riprende poi il dibattito sugli organismi geneticamente modificati (OGM), vegetali o animali, che riconosce come \u00abuna questione di carattere complesso\u00bb (n. 135). Pur ammettendo che in alcune regioni il loro utilizzo abbia prodotto una crescita economica che ha contribuito a risolvere alcuni problemi, tuttavia nell&#8217;uso di tale pratica si riscontrano alcuni aspetti che non devono essere minimizzati, come la \u00abconcentrazione di terre produttive nelle mani di pochi e, di con-seguenza, la scomparsa dei piccoli produttori e dei lavoratori rurali\u00bb (n. 134).<\/p>\n<h3>Capitolo quarto: Un&#8217;ecologia integrale<\/h3>\n<p>Il quarto capitolo s&#8217;intitola: <em>Un&#8217;ecologia integrale<\/em> (nn 137 &#8211; 162). Il Papa allarga la visione alla giustizia e alla poltica. Parla di ecologia delle istituzioni, ben sapendo che \u00aboggi l&#8217;analisi dei problemi ambientali \u00e8 inseparabile dall&#8217;analisi dei contesti umani, familiari, lavorativi, urbani, e dalla rela zione di ciascuna persona con s\u00e9 stessa\u00bb (n.141). Tutto, infatti, \u00e8 in stretta relazione e cos\u00ec anche lo stato di salute delle istituzioni di una societ\u00e0 comporta conseguenze per l&#8217;ambiente e per la qualit\u00e0 della vita umana. Citando l&#8217;Enciclica <strong>Caritas in veritate<\/strong>, ricorda che \u00abogni lesione della solidariet\u00e0 e dell&#8217;amicizia civica provoca danni ambientali\u00bb (n. 142). Non ci sono, quindi, due crisi separate: una ambientale e un&#8217;altra sociale, bens\u00ec una sola e complessa crisi socio-ambientale.<\/p>\n<p>Papa Francesco affronta il tema dell&#8217;ecologia della vita quotidiana, prendendo in esame e stigmatizzando una certa pianificazione urbanistica dove \u00e8 curato il profitto a danno degli spazi vitali che offrano dignit\u00e0 al vivere dell&#8217;uomo (n. 150), e denuncia pure la gravit\u00e0 della \u00abmancanza di alloggi tanto nelle zone rurali quanto nelle grandi citt\u00e0\u00bb, ricordando che \u00abla propriet\u00e0 della casa ha molta importanza per la dignit\u00e0 delle persone e per lo sviluppo delle famiglie\u00bb (n. 152).<\/p>\n<p>Segue poi un importante richiamo: \u00abLa necessaria relazione della vita dell&#8217;essere umano con la legge morale inscritta nella sua propria natura\u00bb, legge morale che fonda la cosiddetta \u00abecologia umana\u00bb e che esige di considerare il proprio corpo come dono di Dio, imparando ad averne cura e a rispettarne i suoi significati (n. 155). Questo lo esige l&#8217;ecologia umana al fine di creare un ambiente che tuteli l&#8217;umana dignit\u00e0. Senza questa necessaria relazione \u00e8 a rischio lo stesso bene comune (n. 156).<\/p>\n<p>Il Papa ricorda poi che questa ecologia integrale \u00e8 inseparabile dalla nozione di bene comune: \u00abSi riscontrano tante inequit\u00e0 &#8211; ricorda il Papa -, e sono sempre pi\u00f9 numerose le persone che vengono scartate, private dei diritti umani fondamentali, per cui impegnarsi per il bene comune significa fare scelte solidali sulla base di una opzione preferenziale per i pi\u00f9 poveri\u00bb (n. 158).<\/p>\n<p>Il quarto capitolo termina richiamando il tema della giustizia tra le generazioni \u00abChe tipo di mondo &#8211; si chiede il Papa &#8211; desideriamo trasmettere a coloro che verranno dopo di noi, ai bambini che stanno crescendo?\u00bb. Parlando di ambiente, il Papa non intende solo quello naturale esterno, ma anche quello interiore, ossia i valori di fondo dell&#8217;esistenza umana: anch&#8217;essi devono essere trasmessi alle generazioni che verranno, e sono proprio questi valori che salvaguarderanno anche l&#8217;ambiente (n. 160).<\/p>\n<h3>Capitolo quinto: Alcune linee di orientamento e di azione<\/h3>\n<p>Il quinto capitolo s&#8217;intitola: <em>Alcune linee di orientamento e di azione<\/em> (nn 163 &#8211; 201). Il Papa offre alcune indicazioni per trovare una via di uscita dalla crisi prodotta dalla cultura dello scarto, dall&#8217;inquinamento e dalla manipolazione disordinata dell&#8217;ambiente e dell&#8217;incuranza per il clima (n. 163). In primo luogo, indica come rimedio la necessit\u00e0 di dialogo e di trasparenza nei processi decisionali e richiama un serio impegno da parte della politica internazionale nei confronti dell&#8217;ambiente e soprattutto un giusto rapporto tra politica ed economia, a tutela e promozione \u00abdella pienezza umana, in modo che la persona venga prima del profitto e dell&#8217;interesse economico\u00bb (n. 195).<\/p>\n<p>Riguardo alla politica internazionale e al suo impegno verso l&#8217;ambiente, il Papa osserva amaramente che purtroppo \u00abi vertici mondiali sull&#8217;ambiente degli ultimi anni non hanno risposto alle aspettative perch\u00e9, per mancanza di decisione politica, non hanno raggiunto accordi ambientali globali realmente significativi ed efficaci\u00bb (n. 166). Mancando questo contributo, l&#8217;iniziativa privata pu\u00f2 fare la differenza, e ricorda che gi\u00e0 oggi, in alcuni luoghi, si stanno sviluppando cooperative per lo sfruttamento delle energie rinnovabili che consentano l&#8217;autosufficienza locale e persino la vendita della produzione in eccesso (n. 179).<\/p>\n<p>Evidentemente la Chiesa non pretende di definire le questioni scientifiche, n\u00e9 di sostituirsi alla politica, ma soltanto di contribuire a un dibattito onesto e trasparente, perch\u00e9 le necessit\u00e0 particolari o le ideologie non ledano il bene comune (n. 188). L&#8217;Enciclica auspica, pertanto, che le Organizzazioni internazionali siano pi\u00f9 forti, e che ci si accordi sui regimi di <strong>governance<\/strong> per tutta la gamma dei cosiddetti beni comuni globali e in primo luogo l&#8217;ambiente che \u00e8 uno di quei beni che i meccanismi del mercato non sono in grado di difendere o di promuovere adeguatamente (n. 175).<\/p>\n<p>Al termine di questo capitolo, Papa Francesco chiede a tutte le religioni di \u00abentrare in un dialogo tra loro orientato alla cura della natura, alla difesa dei poveri, alla costruzione di una rete di rispetto e di fraternit\u00e0\u00bb. Un analogo dialogo \u00abaperto e rispettoso\u00bb \u00e8 auspicato anche tra le istituzioni politiche e tra i diversi movimenti ecologisti, tra i quali purtroppo non mancano le diversit\u00e0 e talvolta anche le lotte ideologiche: \u00abLa gravit\u00e0 della crisi ecologica esige da noi tutti di pensare al bene comune e di andare avanti sulla via del dialogo che richiede pazienza, ascesi e generosit\u00e0, ricordando sempre che la realt\u00e0 \u00e8 superiore all&#8217;idea\u00bb (n. 201).<\/p>\n<h3>Capitolo sesto: Educazione e spiritualit\u00e0 ecologica<\/h3>\n<p>Il sesto capitolo ha come titolo: <em>Educazione e spiritualit\u00e0 ecologica<\/em> (nn 202 &#8211; 246). Con chiarezza papa Francesco chiede di cambiare rotta e \u00abpuntare su un altro stile di vita\u00bb, che apra anche la possibilit\u00e0 di \u00abesercitare una sana pressione su coloro che detengono il potere politico, economico e sociale\u00bb. Ci\u00f2 accade, in particolare, \u00abquando le scelte dei consumatori riescono a modificare il comportamento delle imprese, forzandole a considerare l&#8217;impatto ambientale e i modelli di produzione\u00bb (n. 206).<\/p>\n<p>Per questo nuovo stile di vita si richiede un&#8217;educazione ecologica, chiamata a creare e a facilitare l&#8217;alleanza tra l&#8217;umanit\u00e0 e l&#8217;ambiente, facendo s\u00ec che sorga una \u00abcittadinanza ecologica\u00bb tale da produrre effetti relativi e duraturi. \u00c8 necessario per\u00f2 che la maggior parte dei membri della societ\u00e0 sia educata ad accettare non solo la norma giuridica che intende salvaguardare l&#8217;ambiente, ma anche e soprattutto le motivazioni adeguate che la ispirano: \u00abSolamente partendo dal coltivare solide virt\u00f9 \u00e8 possibile la donazione di s\u00e9 in un impegno ecologico\u00bb (n. 211).<\/p>\n<p>In tale opera sono coinvolti tutti gli ambiti educativi, in primis \u00abla scuola, la famiglia, i mezzi di comunicazione, la catechesi e altri\u00bb. Non si pu\u00f2 sottovalutare l&#8217;importanza di tutti quei percorsi di educazione ambientale capaci di incidere su gesti e abitudini quotidiane, dalla riduzione del consumo di acqua, alla raccolta differenziata dei rifiuti, fino a spegnere le luci inutili. Tutto questo deve essere valorizzato e promosso (n. 213).<\/p>\n<p>\u00abLa spiritualit\u00e0 cristiana &#8211; ricorda il Papa &#8211; propone un modo alternativo di intendere la qualit\u00e0 della vita, e incoraggia uno stile di vita profetico e contemplativo, capace di gioire profondamente senza essere ossessionati dal consumo\u00bb (n. 222).<\/p>\n<p>Di fronte al mondo creato, \u00e8 richiesto di acquisire quell&#8217;atteggiamento del cuore, quello insegnato e praticato da Ges\u00f9, che invitava a guardare la natura con gli occhi stessi del Padre celeste (n. 226). Papa Francesco invita a fare una cosa semplice, ma di grande significato: \u00abRiprendere la preziosa abitudine di fermarsi a ringraziare Dio, prima e dopo i pasti, per tutti i doni che ci da\u00bb (n. 227), come pure a \u00absaper abbracciare il mondo intero nel momento del culto liturgico, dove l&#8217;acqua, l&#8217;olio, il fuoco, e i colori sono assunti con tutta la loro forza simbolica e si incorporano nella lode\u00bb (n. 235), e a \u00abriscoprire il dono grande della domenica con la partecipazione all&#8217;Eucaristia quale segno del primo giorno della nuova creazione, la cui primizia \u00e8 l&#8217;umanit\u00e0 risorta del Signore garanzia della trasfigurazione finale di tutta la creazione\u00bb (n. 237).<\/p>\n<p>Prima delle due preghiere finali, papa Francesco dedica un ultimo pensiero alla Vergine Maria, \u00abDonna vestita di sole, con la luna sotto i piedi e una corona di dodici stelle sul suo capo\u00bb (Ap 12,1), perch\u00e9 ci aiuti a guardare questo mondo con occhi pi\u00f9 sapienti, e invitando tutti a invocarla perch\u00e9, come fece per Ges\u00f9, \u00aboggi e sempre si prenda cura con affetto e dolore materno di questo mondo ferito\u00bb (n. 241).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3>Immagini<\/h3>\n<ul>\n<li>Immagine creata digitalmente <a href=\"https:\/\/spaziospadoni.org\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">spazio+spadoni<\/a><\/li>\n<\/ul>\n<h3>Fonte dell&#8217;articolo<\/h3>\n<ul>\n<li>&#8220;L&#8217;anima del Mondo. Dialoghi sull&#8217;insegnamento sociale della Chiesa&#8221; di Mauro Viani<\/li>\n<\/ul>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Lettera Enciclica del Santo Padre Francesco sulla cura della casa comune L&#8217;Enciclica di Papa Francesco Laudato si&#8217; \u00e8 stata pubblicata il 24 maggio 2015. Si compone di sei capitoli e 246 paragrafi. 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