{"id":19844,"date":"2025-03-24T00:01:12","date_gmt":"2025-03-23T23:01:12","guid":{"rendered":"https:\/\/mission.spaziospadoni.org\/it\/?p=13083"},"modified":"2025-03-24T00:01:12","modified_gmt":"2025-03-23T23:01:12","slug":"vangelo-di-domenica-30-marzo-iv-domenica-di-quaresima-anno-c-luca-15-1-3-11-32","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/spaziospadoni.org\/it\/vangelo-di-domenica-30-marzo-iv-domenica-di-quaresima-anno-c-luca-15-1-3-11-32\/","title":{"rendered":"Vangelo di domenica 30 marzo IV Domenica di Quaresima anno C &#8211; Luca 15, 1 &#8211; 3. 11-32"},"content":{"rendered":"<blockquote>\n<div id=\"brano\">\n<h4><small>1<\/small>\u00a0Si avvicinavano a lui tutti i pubblicani e i peccatori per ascoltarlo.\u00a0<small>2<\/small>\u00a0I farisei e gli scribi mormoravano: \u00abCostui riceve i peccatori e mangia con loro\u00bb.\u00a0<small>3<\/small>\u00a0Allora egli disse loro questa parabola:<\/h4>\n<h4><small>11<\/small>\u00a0Disse ancora: \u00abUn uomo aveva due figli.\u00a0<small>12<\/small>\u00a0Il pi\u00f9 giovane disse al padre: Padre, dammi la parte del patrimonio che mi spetta. E il padre divise tra loro le sostanze.\u00a0<small>13<\/small>\u00a0Dopo non molti giorni, il figlio pi\u00f9 giovane, raccolte le sue cose, part\u00ec per un paese lontano e l\u00e0 sperper\u00f2 le sue sostanze vivendo da dissoluto.\u00a0<small>14<\/small>\u00a0Quando ebbe speso tutto, in quel paese venne una grande carestia ed egli cominci\u00f2 a trovarsi nel bisogno.\u00a0<small>15<\/small>\u00a0Allora and\u00f2 e si mise a servizio di uno degli abitanti di quella regione, che lo mand\u00f2 nei campi a pascolare i porci.\u00a0<small>16<\/small>\u00a0Avrebbe voluto saziarsi con le carrube che mangiavano i porci; ma nessuno gliene dava.\u00a0<small>17<\/small>\u00a0Allora rientr\u00f2 in se stesso e disse: Quanti salariati in casa di mio padre hanno pane in abbondanza e io qui muoio di fame!\u00a0<small>18<\/small>\u00a0Mi lever\u00f2 e andr\u00f2 da mio padre e gli dir\u00f2: Padre, ho peccato contro il Cielo e contro di te;\u00a0<small>19<\/small>\u00a0non sono pi\u00f9 degno di esser chiamato tuo figlio. Trattami come uno dei tuoi garzoni.\u00a0<small>20<\/small>\u00a0Part\u00ec e si incammin\u00f2 verso suo padre.<br \/>\nQuando era ancora lontano il padre lo vide e commosso gli corse incontro, gli si gett\u00f2 al collo e lo baci\u00f2.\u00a0<small>21<\/small>\u00a0Il figlio gli disse: Padre, ho peccato contro il Cielo e contro di te; non sono pi\u00f9 degno di esser chiamato tuo figlio.\u00a0<small>22<\/small>\u00a0Ma il padre disse ai servi: Presto, portate qui il vestito pi\u00f9 bello e rivestitelo, mettetegli l&#8217;anello al dito e i calzari ai piedi.\u00a0<small>23<\/small>\u00a0Portate il vitello grasso, ammazzatelo, mangiamo e facciamo festa,\u00a0<small>24<\/small>\u00a0perch\u00e9 questo mio figlio era morto ed \u00e8 tornato in vita, era perduto ed \u00e8 stato ritrovato. E cominciarono a far festa.<br \/>\n<small>25<\/small>\u00a0Il figlio maggiore si trovava nei campi. Al ritorno, quando fu vicino a casa, ud\u00ec la musica e le danze;\u00a0<small>26<\/small>\u00a0chiam\u00f2 un servo e gli domand\u00f2 che cosa fosse tutto ci\u00f2.\u00a0<small>27<\/small>\u00a0Il servo gli rispose: \u00c8 tornato tuo fratello e il padre ha fatto ammazzare il vitello grasso, perch\u00e9 lo ha riavuto sano e salvo.\u00a0<small>28<\/small>\u00a0Egli si arrabbi\u00f2, e non voleva entrare. Il padre allora usc\u00ec a pregarlo.\u00a0<small>29<\/small>\u00a0Ma lui rispose a suo padre: Ecco, io ti servo da tanti anni e non ho mai trasgredito un tuo comando, e tu non mi hai dato mai un capretto per far festa con i miei amici.\u00a0<small>30<\/small>\u00a0Ma ora che questo tuo figlio che ha divorato i tuoi averi con le prostitute \u00e8 tornato, per lui hai ammazzato il vitello grasso.\u00a0<small>31<\/small>\u00a0Gli rispose il padre: Figlio, tu sei sempre con me e tutto ci\u00f2 che \u00e8 mio \u00e8 tuo;\u00a0<small>32<\/small> ma bisognava far festa e rallegrarsi, perch\u00e9 questo tuo fratello era morto ed \u00e8 tornato in vita, era perduto ed \u00e8 stato ritrovato\u00bb.<\/h4>\n<\/div>\n<h4 style=\"text-align: right;\"><em>Lc 15, 1 &#8211; 3.11-32<\/em><\/h4>\n<\/blockquote>\n<p><em>Cari Consorelle e Confratelli delle Misericordie, \u200bsono Carlo Miglietta, medico, biblista, laico, marito, pap\u00e0 e nonno (www.buonabibbiaatutti.it). <\/em><em>Anche oggi condivido con voi un breve pensiero di meditazione sul Vangelo, con particolare riferimento al tema della misericordia.<\/em><\/p>\n<h3>Due sole parabole<\/h3>\n<p>In genere si considerano tre parabole distinte: la pecora smarrita, la moneta perduta e infine la cosiddetta parabola del figlio prodigo. In realt\u00e0, a ben analizzare il testo, ci troviamo di fronte a solo due parabole: una, quella del ritrovamento di ci\u00f2 che si era perduto, declinata prima al maschile (il pastore e la pecora) e poi al femminile (la donna e la moneta), l\u2019altra del padre misericordioso. Infatti, anche dal punto di vista sintattico, si legge prima: \u201cGes\u00f9 disse loro questa parabola\u201d (Lc 15,3), a cui segue l\u2019unica narrazione del ritrovamento prima della pecora da parte del pastore e poi della dracma da parte della donna; mentre il racconto del figliol prodigo \u00e8 introdotto poi da un inizio autonomo: \u201cE diceva\u2026\u201d (Lc 15,11).<\/p>\n<h3>Dio \u00e8 gioioso!<\/h3>\n<p>Ha detto Papa Francesco: \u201cLe tre parabole della misericordia: quella della pecora smarrita, quella della moneta perduta, e poi la pi\u00f9 lunga di tutte le parabole, tipica di san Luca, quella del padre e dei due figli, il figlio \u00abprodigo\u00bb e il figlio che si crede \u00abgiusto\u00bb, che si crede santo, tutte e tre queste parabole parlano della gioia di Dio. Dio \u00e8 gioioso. Interessante questo: Dio \u00e8 gioioso! E qual \u00e8 la gioia di Dio? La gioia di Dio \u00e8 perdonare, la gioia di Dio \u00e8 perdonare! \u00c8 la gioia di un pastore che ritrova la sua pecorella; la gioia di una donna che ritrova la sua moneta; \u00e8 la gioia di un padre che riaccoglie a casa il figlio che si era perduto, era come morto ed \u00e8 tornato in vita, \u00e8 tornato a casa. Qui c\u2019\u00e8 tutto il Vangelo! Qui! Qui c\u2019\u00e8 tutto il Vangelo, c\u2019\u00e8 tutto il Cristianesimo!\u201d.<\/p>\n<p>Tutte le tre parabole infatti sottolineano la gioia di Dio per la conversione del peccatore. Al termine della prima si dice: \u201cCi sar\u00e0 pi\u00f9 gioia in cielo per un peccatore convertito, che per novantanove giusti che non hanno bisogno di conversione\u201d (Lc 15,7); alla fine della seconda: \u201cC\u2019\u00e8 gioia davanti agli angeli di Dio per un solo peccatore che si converte\u201d (Lc 15,10); nella terza il Padre comanda: \u201cFacciamo festa, perch\u00e9 questo mio figlio era morto ed \u00e8 tornato in vita, era perduto ed \u00e8 stato ritrovato\u201d (Lc 15,23-24). Anzi, nella conclusione dell\u2019ultimo racconto il Padre afferma con forza: \u201cBisognava (\u00e8dei) far festa!\u201d (Lc 15,32). Il tema della gioia percorre tutto il capitolo 15 di Luca, ricorrendo ben otto volte (Lc 15,5-6.7.9.10.23.24.32).<\/p>\n<p>Il discorso quindi non \u00e8 morale ma teologico: l\u2019attenzione delle parabole non \u00e8 sul pentimento dell\u2019uomo, ma sulla gioia di Dio. Non viene pi\u00f9 presentato un Dio severo e accigliato che attende di punire i cattivi, ma un Dio allegro e festante perch\u00e9 vuole riabbracciare i suoi figli perduti.<\/p>\n<h3>Il paradosso della misericordia<\/h3>\n<p>Ges\u00f9 \u201cdisse loro questa parabola: \u00abChi di voi se ha cento pecore e ne perde una, non lascia le novantanove nel deserto e va dietro a quella perduta, finch\u00e9 non la ritrova?\u00bb\u201d (Lc 15,3-4). Ges\u00f9 si aspettava che gli astanti gli rispondessero: \u201cCerto, anche noi avremmo fatto cos\u00ec\u201d? Ma credo che in realt\u00e0 pochi si sarebbero comportati come il pastore della parabola. Perch\u00e9 rischiare le novantanove pecore per andare alla ricerca di una sola? Una corretta impostazione economica non prevede sempre i possibili \u201cscarti di produzione\u201d? Qui una pecora testarda e disobbediente al pastore, o desiderosa di autonomia, o tentata da chiss\u00e0 quali altri pascoli, o semplicemente distratta, si perde. Il pastore, per andare a cercarla, abbandona allora le altre novantanove pecore che invece erano a lui obbedienti, remissive, contente di stare con lui. Molti commentatori affermano che il pastore le avr\u00e0 lasciate in un ovile sicuro, o affidate a un altro guardiano: ma il testo in realt\u00e0 parla di vero abbandono (katale\u00ecpe: Lc 15,4; aph\u00e8se: Mt 18,12). Il pastore le abbandona \u201csui monti\u201d (Mt 18,12), si legge nel Vangelo di Matteo, o addirittura \u201cnel deserto\u201d (Lc 15,4), ci dice il Vangelo di Luca, esposte cio\u00e8 alla voracit\u00e0 dei lupi e dei leoni, o all\u2019assalto di ladri e briganti.<\/p>\n<p>Anche il finale della parabola \u00e8 al di fuori del nostro modo di pensare (Lc 15,7): come pu\u00f2 Dio essere pi\u00f9 contento di un solo peccatore che ritorna a lui che di novantanove giusti che ogni giorno gli obbediscono con fedelt\u00e0, magari a prezzo di grandi sforzi e sacrifici?<\/p>\n<p>Ma siamo qui di fronte a quello stile del \u201cparadosso\u201d che spesso troviamo soprattutto nei Vangeli: si presenta una situazione talora persino assurda ma per stressare alcuni concetti.<\/p>\n<p>Qui si vuole innanzitutto sottolineare che ciascuno di noi \u00e8 preziosissimo agli occhi di Dio: ciascuno di noi \u00e8 la gioia di Dio (Is 62,5). \u201cIl messaggio della parabola \u00e8 dunque quello dell\u2019esclusivit\u00e0 di ciascuno di noi\u2026: nessuno deve sentirsi escluso dall\u2019attenzione di Dio\u201d (P. Farinella). Ciascuno di noi \u00e8 unico per Dio, \u00e8 oggetto particolare del suo amore. Dio ama ciascuno di noi come se non esistesse nessun altro, e continuamente ci cerca, ci conquista, ci seduce. Per Dio non \u00e8 possibile che qualcuno possa essere lontano dal suo amore; Dio non tollera che qualcuno sia escluso dalla sua misericordia.<\/p>\n<h3>I poveri cercano Dio<\/h3>\n<p>Il secondo racconto, quello della moneta perduta e ritrovata, rimodula le tematiche di quello della pecora smarrita, ma con alcune sottolineature specifiche.<\/p>\n<p>Innanzitutto la protagonista \u00e8 una povera donna. Se la dracma \u00e8 la paga giornaliera di un bracciante agricolo, tutto il \u201ctesoro\u201d di questa donna era il salario di dieci giorni. Mentre il primo racconto ci parlava di un ricco possidente, padrone di cento pecore, questo secondo ci presenta una persona umile, di bassa condizione. \u201cProprio a motivo della sua povert\u00e0 \u00e8 particolarmente interessata e appassionata nella ricerca\u201d (R. Reviglio). A volte sono i poveri i migliori ricercatori del Regno di Dio.<\/p>\n<p>Ma nel racconto c\u2019\u00e8 anche una sottolineatura ecclesiologica: \u201cSe la donna invece di cercare avesse \u00abspazzato\u00bb e buttato le \u00abimmondizie\u00bb fuori casa, non avrebbe pi\u00f9 trovato la moneta; se la comunit\u00e0 non ha pazienza di verificare e attendere la crescita e la piena maturazione (conversione) dei suoi membri, ma li espelle per indegnit\u00e0 o impenitenza, non avverr\u00e0 mai che possa festeggiare la loro conversione, il loro ritorno o ingresso nel regno\u201d (O. Da Spinetoli).<\/p>\n<h3>Il Padre prodigo<\/h3>\n<p>In questa che \u00e8 stata \u00e8 stata definita \u201cla perla delle parabole\u201d, Signore, di \u201cprodigo\u201d ci sei solo Tu. Prodigo di perdono, di misericordia, di tenerezza, di Amore.<\/p>\n<p>Fin dall\u2019inizio, ci sconcerti con il tuo atteggiamento d\u2019amore: quando il tuo secondogenito ti dice che vuole andarsene di casa, rifiuti persino di indagare sui suoi progetti, sulle sue intenzioni. E quando se ne va, non proferisci nessuna minaccia, non lanci nessuna scomunica. Non gli dici il classico: \u201cGuarda che se esci da quella porta\u2026!\u201d: gli lasci aperto il tuo cuore. Il figlio, giunto al fondo della sua abiezione, sar\u00e0 proprio attirato dalla dolcezza della tua casa, anche se spera di potervi rientrare al massimo come servo. E non torner\u00e0 perch\u00e9 pentito, ma per interesse, per pura necessit\u00e0: \u201cIo qui muoio di fame!\u201d (15,17). Penser\u00e0 di usarti e sfruttarti ancora una volta.<\/p>\n<p>Ma tu ogni giorno hai scrutato l\u2019orizzonte sperando nel suo ritorno. Passavi le giornate nella sua attesa. E per questo, \u201cquando era ancora lontano\u201d (15,20), lo hai visto, e ti sei profondamente \u201ccommosso\u201d, ti sei messo a piangere di gioia, e hai cominciato a correre verso di lui (15,20). Per la cultura orientale, chiunque eserciti l\u2019autorit\u00e0, che si metta a correre, perde la sua onorabilit\u00e0 (Sir 19,27; Pr 19,2). Inoltre il figlio \u00e8 un guardiano dei porci, \u00e8 impuro. Ebbene, tu ti getti al suo collo lo stesso. Accetti di perdere la faccia e di diventare immondo tu stesso, pur di trasmettergli la vita.<\/p>\n<p>E quando il figlio comincia a recitare la formula di pentimento che aveva precedentemente elaborato, non lo lasci finire, impazzito di gioia: \u2018\u2018Questo mio figlio era morto, ed \u00e8 risuscitato! Era perduto, ed \u00e8 stato ritrovato!\u201d (Lc 15,24). Ci fai capire che la cosa pi\u00f9 inutile \u00e8 chiederti scusa: mai Ges\u00f9 nei Vangeli invita a chiederti perdono, perch\u00e9 tu mai ti senti offeso. Tu concedi il tuo amore a tutti, indipendentemente dalla nostra condotta.<\/p>\n<p>Poi, o Signore, compi una serie di azioni che ci lasciano davvero stupefatti. Il figlio dissoluto viene anche subito reintegrato in tutti i diritti di prima, con un vero rito di investitura, attraverso tre simboli: la veste, segno di dignit\u00e0, l\u2019anello al dito, cio\u00e8 il sigillo, con cui potr\u00e0 compiere tutti gli atti giuridici e amministrativi, e i calzari, segno di adozione filiale (Dt 25,7-10).<\/p>\n<p>\u00c8 ben comprensibile la reazione del tuo figlio maggiore, il quale vede il restante capitale ora ridiviso in due, e che a lui, sempre ligio al lavoro e all\u2019obbedienza, toccher\u00e0 ormai solo un quarto dei beni iniziali. Ma la Tua logica non \u00e8 quella della giustizia umana: \u00e8 quella dell\u2019amore, del perdono incondizionato, della grazia assoluta.<\/p>\n<p>E sarai modello di Amore anche verso il figlio perbenista e giustizialista. Fai Tu il primo passo, uscendogli incontro; inoltre Tu, che non avevi fatto nessun discorso al figlio minore quando questi se ne voleva andare, ora supplichi, scongiuri (parek\u00e0lei: 15,28) il primogenito perch\u00e9 receda dal suo irrigidimento.<\/p>\n<p>Signore, aiutaci a convertirci: fa\u2019 che passiamo da un\u2019idea di Te come controllore esoso e vendicativo, a quella di un Dio che non giudica nessuno, ma che sempre perdona, scusa, accoglie, ama. Aiutaci a camminare da una religiosit\u00e0 fatta di osservanza a prescrizioni verso una Fede in un Dio Misericordia che gratuitamente salva tutti.<\/p>\n<p>Grazie, o Padre, di essere cos\u00ec meravigliosamente \u201cprodigo\u201d verso di noi!<\/p>\n<p><em>Buona Misericordia a tutti!<\/em><\/p>\n<p><em style=\"text-transform: initial;\">Chi volesse leggere un\u2019esegesi pi\u00f9 completa del testo, o qualche approfondimento, me li chieda a\u00a0<a href=\"mailto:migliettacarlo@gmail.com\">migliettacarlo@gmail.com<\/a>.<\/em><\/p>\n<h3>Fonte dell&#8217;articolo<\/h3>\n<p><a href=\"https:\/\/spaziospadoni.org\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">spazio + spadoni<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>1\u00a0Si avvicinavano a lui tutti i pubblicani e i peccatori per ascoltarlo.\u00a02\u00a0I farisei e gli scribi mormoravano: \u00abCostui riceve i peccatori e mangia con loro\u00bb.\u00a03\u00a0Allora egli disse loro questa parabola: 11\u00a0Disse ancora: \u00abUn uomo aveva due figli.\u00a012\u00a0Il pi\u00f9 giovane disse al padre: Padre, dammi la parte del patrimonio che mi spetta. 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