{"id":20765,"date":"2025-04-18T10:30:49","date_gmt":"2025-04-18T08:30:49","guid":{"rendered":"https:\/\/spaziospadoni.org\/?p=20765"},"modified":"2025-04-18T10:30:49","modified_gmt":"2025-04-18T08:30:49","slug":"croce-croci-una-via-crucis-scritta-in-turchia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/spaziospadoni.org\/it\/croce-croci-una-via-crucis-scritta-in-turchia\/","title":{"rendered":"&#8220;Croce Croci&#8221;, una Via Crucis scritta in Turchia"},"content":{"rendered":"<h2 style=\"font-weight: 400;\">In questo Venerd\u00ec Santo, vi proponiamo una Via Crucis nata in Turchia, scritta da Roberto e Gabriella Ugolini, che per vent&#8217;anni sono stati l\u00ec in missione<\/h2>\n<p><span style=\"color: #ff0000;\"><strong><em>I stazione. <\/em><\/strong><strong><em>Ges\u00f9 viene condannato.<\/em><\/strong><\/span><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><strong><em>ADORAMUS TE, CHRISTE, ET BENEDICIMUS TIBI<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>QUIA PER SANCTAM CRUCEM TUAM REDEMISTI MUNDUM<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>Dal Vangelo secondo Matteo 27, 22-23.26<br \/>\n<\/strong><em>Disse loro Pilato: \u201cChe far\u00f2 dunque di Ges\u00f9 chiamato il Cristo?\u201d. Tutti gli risposero: \u201cSia crocifisso!\u201d. Ed egli aggiunse: \u201cMa che male ha fatto?\u201d. Essi allora urlarono: \u201cSia crocifisso!\u201d.<br \/>\nAllora rilasci\u00f2 loro Barabba e, dopo aver fatto flagellare Ges\u00f9, lo consegn\u00f2 ai soldati perch\u00e9 fosse crocifisso. <\/em><\/p>\n<p><strong>***<\/strong><\/p>\n<p><strong>Volevo vivere una vita dove la fame fosse solo un brutto ricordo, un ricordo da custodire dentro di me per non dimenticare. Per realizzare questo sogno ho deciso di scappare dal mio paese. Mi sono rivolto ai trafficanti di clandestini e cos\u00ec mi sono ritrovato in una piccola barca, eravamo tanti. Dopo alcuni giorni di viaggio, siamo sbarcati nel\u2026primo mondo. Ero dove ho sempre sognato, ma non avevo documenti e non sapevo dove andare. <\/strong><\/p>\n<p><strong>La polizia mi ha trovato e mi hanno processato per direttissima.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Seduto su una panca, aspettando il verdetto del giudice, mi colpisce una domanda cui non so rispondere: perch\u00e9 questo si chiama primo mondo? Noi siamo stati i primi ad essere colonizzati, i primi a subire la schiavit\u00f9, i nostri nonni i primi a morire per malattie \u2018importate\u2019 e noi per primi abbiamo dovuto parlare lingue non nostre\u2026perch\u00e9, allora, il nostro \u00e8 solo il terzo o quarto mondo?<\/strong><\/p>\n<p><strong>Sono stato<em> condannato<\/em>\u2026a tornare nel mio paese dove si muore di guerra, di malattie, di sete e di fame.<\/strong><\/p>\n<p><strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><\/p>\n<p><span style=\"color: #ff0000;\"><strong><em>II stazione. <\/em><\/strong><strong><em>Ges\u00f9 prende la croce sulle spalle.<\/em><\/strong><\/span><\/p>\n<p><strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><strong><em>ADORAMUS TE, CHRISTE, ET BENEDICIMUS TIBI <\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>QUIA PER SANCTAM CRUCEM TUAM REDEMISTI MUNDUM<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong>Dal Vangelo secondo Giovanni, 19,17<\/strong><\/p>\n<p><strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><em>\u201cEssi allora presero Ges\u00f9 ed egli, portando la croce, si avvi\u00f2 verso il luogo del Cranio, detto in ebraico G\u00f2lgota \u201d.<\/em><\/p>\n<p><strong><em>\u00a0<\/em><\/strong>***<\/p>\n<p><strong>Sono mamma di nove figli, l\u2019ultimo \u00e8 nato malato. I dottori mi avevano detto che sarebbe morto presto. Adesso invece ha dodici anni, non cammina, non parla. Io ogni giorno lo <em>prendo<\/em> sulle spalle e lo porto con me nei campi dove vado a lavorare. Zappo, semino, dirigo l\u2019aratro e ogni tanto mi faccio vedere da lui. Gli sorrido, gli pulisco la bocca, lo accarezzo. A modo suo mi risponde, sorridendomi ed emettendo quello strano verso dalla gola, il suo unico modo per dirmi\u2026 grazie.<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"color: #ff0000;\"><strong><em>III stazione. <\/em><\/strong><strong><em>Ges\u00f9 cade per la prima volta.<\/em><\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #ff0000;\"><strong>\u00a0<\/strong><\/span><strong><em>ADORAMUS TE, CHRISTE, ET BENEDICIMUS TIBI <\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>QUIA PER SANCTAM CRUCEM TUAM REDEMISTI MUNDUM<\/em><\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Dalla Lettera ai Filippesi, 2, 6 &#8211; 8<\/strong><\/p>\n<p><em>\u201cCristo Ges\u00f9 <\/em><em>pur essendo di natura divina,<br \/>\nnon consider\u00f2 un tesoro geloso<br \/>\nla sua uguaglianza con Dio;<br \/>\nma spogli\u00f2 s\u00e9 stesso,<br \/>\nassumendo la condizione di servo<br \/>\ne divenendo simile agli uomini;<br \/>\napparso in forma umana,<br \/>\numili\u00f2 s\u00e9 stesso<br \/>\nfacendosi obbediente fino alla morte<br \/>\ne alla morte di croce\u201d.<\/em><\/p>\n<p>***<\/p>\n<p><strong>Vengo da un continente che ha conosciuto la schiavit\u00f9 e le colonizzazioni, sono una ragazza di diciassette anni. Studiavo alla scuola del mio villaggio, poi un giorno ho conosciuto degli stranieri che mi hanno promesso un lavoro in una famiglia, all\u2019estero. Ho accettato e sono partita per cercare di dare sicurezza al mio futuro e a quello della mia famiglia. Quello che mi \u00e8 successo dopo lo potete immaginare. La famiglia non esisteva e mi sono ritrovata a \u2018battere\u2019 sul marciapiede. Dopo la prima notte di \u201clavoro\u201d ho vomitato per ore e ho pianto tutte le mie lacrime. Mio Dio, per la prima volta sono <em>caduta<\/em> in una voragine profonda.<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><span style=\"color: #ff0000;\"><strong><em>IV stazione. <\/em><\/strong><strong><em>Ges\u00f9 incontra sua madre.<\/em><\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #ff0000;\"><strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><\/span><strong><em>ADORAMUS TE, CHRISTE, ET BENEDICIMUS TIBI<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>QUIA PER SANCTAM CRUCEM TUAM REDEMISTI MUNDUM<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>Dal Vangelo secondo Luca 2, 34-35<br \/>\n<\/strong><em>\u201cSimeone li benedisse e parl\u00f2 a Maria, sua madre: \u00abEgli \u00e8 qui per la rovina e la risurrezione di molti in Israele, segno di contraddizione perch\u00e9 siano svelati i pensieri di molti cuori. E anche a te una spada trafigger\u00e0 l&#8217;anima\u00bb\u201d.<\/em><\/p>\n<p><strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><em>***<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><strong>Sono stata a trovare mio figlio in carcere. E\u2019 stato condannato all\u2019ergastolo perch\u00e9 dicono facesse parte di un gruppo che voleva affermare i diritti di ogni uomo alla libert\u00e0 politica e di pensiero. Non dico queste cose perch\u00e9 sono sua madre, ma la polizia ha falsificato tutta una serie di prove in modo da incastrarlo con false accuse. Hanno trovato falsi testimoni (uomini disperati, che speravano con lo spergiuro di ottenere qualche concessione a loro favore). L\u2019ho <em>incontrato<\/em> per un attimo nel parlatorio, le parole sono rimaste serrate in gola, ma abbiamo \u2018parlato\u2019 con le mani, strette le sue nelle mie, e con le lacrime che riempiendomi gli occhi mi facevano vedere mio figlio come attraverso un caleidoscopio: immagine rotta e moltiplicata.<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><span style=\"color: #ff0000;\"><strong><em>V stazione. <\/em><\/strong><strong><em>Simone di Cirene aiuta Ges\u00f9 a portare la Croce.<\/em><\/strong><\/span><\/p>\n<p><strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><strong><em>ADORAMUS TE, CHRISTE, ET BENEDICIMUS TIBI <\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>QUIA PER SANCTAM CRUCEM TUAM REDEMISTI MUNDUM<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>Dal Vangelo secondo Luca 23, 26 &#8211; 32<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><em>\u201cMentre lo conducevano via, presero un certo Simone di Cir\u00e8ne che veniva dalla campagna e gli misero addosso la croce da portare dietro a Ges\u00f9.\u201d<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em>***<\/p>\n<p><strong>Labile \u00e8 il confine tra la morte fisica e una morte cui possiamo condannare altri col nostro comportamento nella vita quotidiana. Non \u00e8 impossibile essere causa di dolore per chi incontriamo sul nostro cammino se saremo troppo occupati ad ignorarli, a non occuparci di loro a disattendere il loro bisogno di ascolto. Il nostro silenzio, il non sguardo, il non ascolto, il nostro non <em>aiutare<\/em> possono creare tanti tipi di morte. Il rumore del nostro silenzio avr\u00e0 sempre una eco molto pi\u00f9 forte e si diffonder\u00e0 molto pi\u00f9 prepotentemente del fruscio di parole attese e non espresse. L\u2019estensione del 5\u00b0 comandamento \u00e8 grande. Ama il prossimo tuo come te stesso ne d\u00e0 certamente la misura. \u00a0<em>Aiutaci <\/em>Signore a non trattenere quelle attenzioni che noi invece abbiamo ricevuto. Amen<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><span style=\"color: #ff0000;\"><strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><strong><em>VI stazione. <\/em><\/strong><strong><em>Veronica asciuga il volto di Ges\u00f9.<\/em><\/strong><\/span><\/p>\n<p><strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><strong><em>ADORAMUS TE, CHRISTE, ET BENEDICIMUS TIBI<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>QUIA PER SANCTAM CRUCEM TUAM REDEMISTI MUNDUM<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><strong><em>Dal libro del Profeta Isaia, 53, 3 \u2013 4<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><em>\u201cDisprezzato e reietto dagli uomini,<\/em><\/p>\n<p><em>uomo dei dolori che ben conosce il patire,<\/em><\/p>\n<p><em>come uno davanti al quale ci si copre la faccia,<\/em><\/p>\n<p><em>era disprezzato e non ne avevamo alcuna stima.<\/em><\/p>\n<p><em>Eppure egli si \u00e8 caricato delle nostre sofferenze,<\/em><\/p>\n<p><em>si \u00e8 addossato i nostri dolori<\/em><\/p>\n<p><em>e noi lo giudicavamo castigato,<\/em><\/p>\n<p><em>percosso da Dio e umiliato\u201d.<\/em><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong>***<\/p>\n<p><strong>Ieri, domenica, ho fatto una bella passeggiata. Sono passato davanti al parco della citt\u00e0 dove hanno messo le giostre. Proprio davanti all\u2019entrata c\u2019era un bambino di circa cinque anni che piangeva disperato. Passava un sacco di gente e tutti lo guardavano. Si era perso. Stavo avvicinandomi per consolarlo e aiutarlo, quando mi sono bloccato al pensiero: e se mi prendono per un pedofilo che adesca bambini? Non sapevo che fare, speravo che qualche altra persona intervenisse. Niente. Poi, non so come, mi sono trovato accanto a lui, l\u2019ho accarezzato, gli ho <em>asciugato<\/em> le lacrime, parlandogli. Sentivo forte dentro di me il desiderio di fare questo gesto per due motivi: prima cosa aiutare quel bambino ma anche sfidare la mia paura, anche se comprensibile in un mondo come quello di oggi, di essere sempre giudicato. <\/strong><\/p>\n<p><strong>E\u2019 tremendo, se si comincia a pensare troppo, l\u2019istinto alla carit\u00e0 e l\u2019azione del cuore muoiono, e anche noi! Bonhoefer dice: Il principio dell\u2019azione non \u00e8 il pensiero ma la disponibilit\u00e0 ad assumersi la responsabilit\u00e0.<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><span style=\"color: #ff0000;\"><strong><em>VII stazione. <\/em><\/strong><strong><em>Ges\u00f9 cade per la seconda volta.<\/em><\/strong><\/span><\/p>\n<p><strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><strong>ADORAMUS TE, CHRISTE, ET BENEDICIMUS TIBI<\/strong><\/p>\n<p><strong>QUIA PER SANCTAM CRUCEM TUAM REDEMISTI MUNDUM<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><strong><em>Dal libro del Profeta Isaia, 53, 5 \u2013 6<\/em><\/strong><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><em>\u201cEgli \u00e8 stato trafitto per i nostri delitti,<\/em><\/p>\n<p><em>schiacciato per le nostre iniquit\u00e0.<\/em><\/p>\n<p><em>Il castigo che ci d\u00e0 salvezza si \u00e8 abbattuto su di lui;<\/em><\/p>\n<p><em>per le sue piaghe noi siamo stati guariti.<\/em><\/p>\n<p><em>Noi tutti eravamo sperduti come un gregge,<\/em><\/p>\n<p><em>ognuno di noi seguiva la sua strada;<\/em><\/p>\n<p><em>il Signore fece ricadere su di lui<\/em><\/p>\n<p><em>l&#8217;iniquit\u00e0 di noi tutti.\u201d<\/em><\/p>\n<p><strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><em>***<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><strong>Quante volte \u00e8 stato detto: \u201cPer questa volta passi, ma che non ci sia una <em>seconda volta<\/em>\u201d. Davanti ad un errore commesso, se lo sbaglio \u00e8 importante, questa frase pu\u00f2 anche essere accettata. Per\u00f2, per la drasticit\u00e0 di queste parole, sarebbe bello se fossero pronunciate con un tono di \u2018correzione fraterna\u2019. L\u2019importante, comunque, \u00e8 vedere come si comporter\u00e0 chi ha pronunciato la frase, affinch\u00e9 chi ha sbagliato trovi, oltre alle parole, anche un sostegno, un\u2019attenzione, un aiuto\u2026fraterno. Ogni giorno troppe persone si trovano a vivere situazioni di difficolt\u00e0, disagio, pressione, cattiveria, tutte situazioni che possono essere causa di un errore. Per la complessit\u00e0 e la profondit\u00e0 del nostro io c\u2019\u00e8 sempre pi\u00f9 bisogno di qualcuno vicino, in questo mondo sempre pi\u00f9 super competitivo. Talvolta non basta neppure essere vicini all\u2019altro perch\u00e9 timidezza, pudore, paura, possono renderci ciechi e muti. Liberiamoci allora dal timore, rischiamo, per non dover poi pensare\u2026 se l\u2019avessi detto, se l\u2019avessi fatto.<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><span style=\"color: #ff0000;\"><strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><strong><em>VIII stazione. <\/em><\/strong><strong><em>Ges\u00f9 incontra le donne di Gerusalemme.<\/em><\/strong><\/span><\/p>\n<p><strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><strong>ADORAMUS TE, CHRISTE, ET BENEDICIMUS TIBI<\/strong><\/p>\n<p><strong>QUIA PER SANCTAM CRUCEM TUAM REDEMISTI MUNDUM<\/strong><\/p>\n<p><strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>Dal Vangelo secondo Luca 23, 27 \u2013 28<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><em>\u201cLo seguiva una gran folla di popolo e di donne che si battevano il petto e facevano lamenti su di lui. Ma Ges\u00f9, voltandosi verso le donne, disse: \u00abFiglie di Gerusalemme, non piangete su di me, ma piangete su voi stesse e sui vostri figli.\u201d<\/em><\/p>\n<p><strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><strong><em>***<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><strong>Mi chiamo Maria, in mezzo alla folla con altre donne stiamo aspettando di <em>incontrare <\/em>Ges\u00f9, forse solo di vederlo passare e se ci riuscir\u00f2, di guardare i suoi occhi mentre si avvicina, trascinandosi per la strada che lo condurr\u00e0 al luogo detto del Golgota dove, uomini, vogliono fare giustizia crocifiggendolo. Darei la mia vita per la sua. Gi\u00e0 l\u2019ho fatto una volta, a Nazareth, quando il mio cuore e tutto il mio essere risposero \u2018S\u00ec\u2019 ad una Voce che mi offriva un Dono, quello di diventare Sua Madre. A quel tempo ero cos\u00ec giovane, non potevo immaginare tante cose, ma ho sentito che dovevo fidarmi e affidarmi a quella Voce. L\u2019ho fatto e oggi sono piena d\u2019Amore, solo d\u2019Amore\u2026<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><span style=\"color: #ff0000;\"><strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><strong><em>IX stazione. <\/em><\/strong><strong><em>Ges\u00f9 cade per la terza volta.<\/em><\/strong><\/span><\/p>\n<p><strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><strong>ADORAMUS TE, CHRISTE, ET BENEDICIMUS TIBI<\/strong><\/p>\n<p><strong>QUIA PER SANCTAM CRUCEM TUAM REDEMISTI MUNDUM<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>Dal libro del Profeta Isaia, 53, 7 \u2013 12<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><em>\u201cMaltrattato, si lasci\u00f2 umiliare<\/em><\/p>\n<p><em>e non apr\u00ec la sua bocca \u2026<\/em><\/p>\n<p><em>egli ha consegnato s\u00e9 stesso alla morte<\/em><\/p>\n<p><em>ed \u00e8 stato annoverato fra gli empi,<\/em><\/p>\n<p><em>mentre egli portava il peccato di molti<\/em><\/p>\n<p><em>e intercedeva per i peccatori.\u201d<\/em><\/p>\n<p><strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><strong>***<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><strong>La strada che porta al ghiacciaio a 5200 m \u00e8 pericolosissima. Ogni giorno i cavatori di ghiaccio la percorrono per andare a lavorare. Stretta, ripida, insidiosa, sempre ricoperta di ghiaccio e neve, sferzata da un vento gelido. Questo \u00e8 il lavoro di chi ogni mattina va a scavare nelle cave di ghiaccio per staccarne dei blocchi da portare e vendere a valle. I pi\u00f9 fortunati hanno un mulo per trasportarlo, chi non pu\u00f2 permetterselo, invece, dopo aver staccato uno di questi blocchi si butta una balla sulla schiena e se lo carica addosso. E\u2019 difficile respirare quell\u2019aria gelida che ti brucia i polmoni, ma per vivere devi respirare e ogni volta che lo fai \u00e8 come avere nel petto una danza di coltelli. Schiacciati dal peso e dalla fatica, uomini e animali hanno un altro nemico: il rischio di <em>cadere<\/em>. <\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><span style=\"color: #ff0000;\"><strong><em>X stazione. <\/em><\/strong><strong><em>Ges\u00f9 viene spogliato delle vesti.<\/em><\/strong><\/span><\/p>\n<p><strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><strong>ADORAMUS TE, CHRISTE, ET BENEDICIMUS TIBI<\/strong><\/p>\n<p><strong>QUIA PER SANCTAM CRUCEM TUAM REDEMISTI MUNDUM<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><strong>Dal Vangelo secondo Giovanni, 19, 23<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><em>\u201cI soldati poi, quando ebbero crocifisso Ges\u00f9, presero le sue vesti e ne fecero quattro parti, una per ciascun soldato, e la tunica. Ora quella tunica era senza cuciture, tessuta tutta d&#8217;un pezzo da cima a fondo\u201d.<\/em><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><strong><em>***<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><strong><em>Spogliaci <\/em><\/strong><strong>Signore di tutte le nostre corazze, di tutte le barriere, di tutte le nostre difese, di tutte le nostre infinite capacit\u00e0 di auto salvezza, del nostro egoismo. <\/strong><\/p>\n<p><strong><em>Spogliaci<\/em><\/strong><strong> per rivestirci del solo tuo abbraccio.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Aiutaci Signore, perch\u00e9 vivere Te che sentiamo essere parte di noi, senso della nostra vita e nostra strada, \u00e8 un sogno bellissimo, ma anche difficile.<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><span style=\"color: #ff0000;\"><strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><strong><em>XI stazione. <\/em><\/strong><strong><em>Ges\u00f9 viene crocifisso.<\/em><\/strong><\/span><\/p>\n<p><strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><strong>ADORAMUS TE, CHRISTE, ET BENEDICIMUS TIBI<\/strong><\/p>\n<p><strong>QUIA PER SANCTAM CRUCEM TUAM REDEMISTI MUNDUM<\/strong><\/p>\n<p><strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong>Dal Vangelo secondo Luca 23, 33 \u2013 34<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><em>Quando giunsero al luogo detto Cranio, l\u00e0 crocifissero lui e i due malfattori, uno a destra e l&#8217;altro a sinistra. 34 Ges\u00f9 diceva: \u00abPadre, perdonali, perch\u00e9 non sanno quello che fanno\u00bb.<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><strong>***<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><strong>Il tempo stringe, Signore, l\u2019incontro con chi vuole ucciderti si avvicina. Tu sai che stai per lasciarci, fisicamente, ma sai anche che abbiamo bisogno di te, di fare \u2018memoria\u2019 di te, sempre. Abbiamo bisogno di averti con noi sempre, in un modo che compensi il bisogno della nostra fisicit\u00e0, la quale richiede anche di poterti \u2018toccare\u2019, \u2018vedere\u2019.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Ecco il dono dell\u2019Eucarestia, tua presenza reale con noi, per sempre.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Passano poche ore, adesso il tuo corpo \u00e8 <em>crocifisso<\/em> su un legno, il tuo sangue cola dalle ferite dei chiodi infilati nella tua carne, dalle abrasioni di quando sei caduto, dalla tua testa coronata di spine, dal colpo di lancia nel tuo costato.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Il primo ostensorio per noi: una croce di legno, insanguinata.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Cristo non ha disdegnato di mostrarsi cos\u00ec. Sostituendo alla caducit\u00e0 dell\u2019apparire, tutta la potenza dell\u2019Essere.<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><span style=\"color: #ff0000;\"><strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><strong><em>XII stazione. <\/em><\/strong><strong><em>Ges\u00f9 muore sulla croce.<\/em><\/strong><\/span><\/p>\n<p><strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><strong>ADORAMUS TE, CHRISTE, ET BENEDICIMUS TIBI<\/strong><\/p>\n<p><strong>QUIA PER SANCTAM CRUCEM TUAM REDEMISTI MUNDUM<\/strong><\/p>\n<p><strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>D<\/em><\/strong><strong><em>al Vangelo secondo Giovanni 19, 30. 33 \u2013 34<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><em>\u201cE dopo aver ricevuto l&#8217;aceto, Ges\u00f9 disse: \u00abTutto \u00e8 compiuto!\u00bb. E, chinato il capo, spir\u00f2.<\/em><\/p>\n<p><em>I soldati venuti per\u00f2 da Ges\u00f9 e vedendo che era gi\u00e0 morto, non gli spezzarono le gambe, ma uno dei soldati gli colp\u00ec il fianco con la lancia e subito ne usc\u00ec sangue e acqua.\u201d<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><em>***<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><strong>\u201cTi preghiamo Signore di aiutarci, come tu hai fatto, ad affidare con fiducia senza limiti il nostro spirito nelle tue mani, consapevoli di non essere in grado di sostenere la presenza di Dio solo in virt\u00f9 della nostra forza.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Chi si aggrappa alla grazia \u00e8 gi\u00e0 assolto\u2026non <em>morir\u00e0<\/em> mai.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Lutero ha parlato dell\u2019amato ultimo giorno scrivendo: \u201cVieni, ultimo giorno, con gioia ti attendiamo perch\u00e9 vedremo il Signore misericordioso, afferreremo la sua mano ed Egli ci amer\u00e0\u201d.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Cos\u2019\u00e8 in definitiva il bene e il male, di cui Cristo ci chiede conto? Il bene non \u00e8 nient\u2019altro che il nostro chiedergli la sua grazia e afferrarla. Il male, nient\u2019altro che la paura e la pretesa di stare da noi stessi dinanzi a Dio, la pretesa di autogiustificarci\u201d.<\/strong><\/p>\n<p>(liberamente tratto da un\u2019omelia di Dietrich Bonhoeffer del 15 nov.1933)<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><span style=\"color: #ff0000;\"><strong>\u00a0<\/strong><strong><em>XIII stazione. <\/em><\/strong><strong><em>Ges\u00f9 \u00e8 deposto dalla croce.<\/em><\/strong><\/span><\/p>\n<p><strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><strong>ADORAMUS TE, CHRISTE, ET BENEDICIMUS TIBI<\/strong><\/p>\n<p><strong>QUIA PER SANCTAM CRUCEM TUAM REDEMISTI MUNDUM<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><strong><em>Dal Vangelo secondo Marco 15, 43 \u2013 46 <\/em><\/strong><\/p>\n<p><em>\u201cGiuseppe d&#8217;Arimat\u00e8a, membro autorevole del sinedrio, che aspettava anche lui il regno di Dio, and\u00f2 coraggiosamente da Pilato per chiedere il corpo di Ges\u00f9. Pilato si meravigli\u00f2 che fosse gi\u00e0 morto e, chiamato il centurione, lo interrog\u00f2 se fosse morto da tempo. Informato dal centurione, concesse la salma a Giuseppe. Egli allora, comprato un lenzuolo, lo cal\u00f2 gi\u00f9 dalla croce e, avvoltolo nel lenzuolo, lo depose in un sepolcro scavato nella roccia&#8230;\u201d<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><em>***<\/em><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><strong>\u201cTutto \u00e8 compiuto\u201d le ultime parole di Ges\u00f9. <\/strong><\/p>\n<p><strong>Inizia adesso un nuovo cammino per l\u2019umanit\u00e0. <\/strong><\/p>\n<p><strong>La misericordia del Padre attende che i suoi figli vivano la misericordia.<\/strong><\/p>\n<p><strong>L\u2019amore di Cristo attende che il nostro amore non venga <em>deposto<\/em>, sotto montagne di buone intenzioni. Attende invece che si viva un amore concreto orientato alla realizzazione del sogno di Dio per la nostra umanit\u00e0\u2026<\/strong><\/p>\n<p><strong>La <em>deposizione<\/em> dalla croce \u00e8 rappresentata nella \u201cPiet\u00e0\u201d di Michelangelo con Maria che sostiene il corpo del figlio abbandonato tra le sue braccia. <\/strong><strong>Questa immagine d\u2019amore ci indica che il desiderio del Padre \u00e8 che, passata tanta violenza, la storia dell\u2019uomo proceda con atti di piet\u00e0 e di amore.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Illumina, Signore, questa nostra umanit\u00e0 smarrita affinch\u00e9 non neghi a nessuno disponibilit\u00e0 e amore, sinonimi di realizzazione del regno, qui e ora.<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><span style=\"color: #ff0000;\"><strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><strong><em>XIV stazione. <\/em><\/strong><strong><em>Ges\u00f9 viene posto nel sepolcro.<\/em><\/strong><\/span><\/p>\n<p><strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><strong>ADORAMUS TE, CHRISTE, ET BENEDICIMUS TIBI<\/strong><\/p>\n<p><strong>QUIA PER SANCTAM CRUCEM TUAM REDEMISTI MUNDUM<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><strong><em>Dal Vangelo secondo Giovanni 19, 38 \u2013 42<\/em><\/strong><\/p>\n<p><em>\u201cGiuseppe d&#8217;Arimat\u00e8a, che era discepolo di Ges\u00f9, ma di nascosto per timore dei Giudei, chiese a Pilato di prendere il corpo di Ges\u00f9. Pilato lo concesse. Allora egli and\u00f2 e prese il corpo di Ges\u00f9. Vi and\u00f2 anche Nicod\u00e8mo, quello che in precedenza era andato da lui di notte, e port\u00f2 una mistura di mirra e di aloe di circa cento libbre. Essi presero allora il corpo di Ges\u00f9, e lo avvolsero in bende insieme con oli aromatici, com&#8217;\u00e8 usanza seppellire per i Giudei. Ora, nel luogo dove era stato crocifisso, vi era un giardino e nel giardino un sepolcro nuovo, nel quale nessuno era stato ancora deposto. L\u00e0 dunque deposero Ges\u00f9\u201d.<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><em>***<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><strong>Il primo ostensorio: una croce. <\/strong><\/p>\n<p><strong>Il primo tabernacolo: un sepolcro scavato nella roccia. <\/strong><\/p>\n<p><strong>Un tabernacolo di pietra per la prima <em>deposizione<\/em>, ma poi\u2026<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u2026poi le parole di Ges\u00f9 pronunciate durante l\u2019ultima cena, \u2018fate questo in memoria di me\u2019 faranno s\u00ec che la concretizzazione umana renda ognuno di noi \u201ctabernacolo vivente\u201d. <\/strong><\/p>\n<p><strong>Ges\u00f9 si affida a noi. Fa di noi una casa per s\u00e8 stesso. Una casa dal cuore di carne.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Ti preghiamo Signore perch\u00e9 questa casa-tabernacolo, custodia del tuo corpo, sia un porto d\u2019amore. Un porto per far attraccare e riposare gli affaticati e gli oppressi, i giusti e i peccatori.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Leonardo Boff scrive: \u201c\u2026e Ges\u00f9 disse: i peccatori sono amati dal Padre. Il loro posto \u00e8 dentro il tabernacolo, accanto all\u2019ostia consacrata. Quello \u00e8 il loro posto, perch\u00e9 possano sperimentare, sentire e vivere la misericordia del Padre.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Questo \u00e8 il volere che Ges\u00f9 ci ha lasciato\u201d.<\/strong><\/p>\n<p><strong>***<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong>Padre nostro<\/p>\n<p>che ami ogni uomo di un Amore infinito,<\/p>\n<p>donaci lo Spirito per poterti bene-dire<\/p>\n<p>donaci lo Spirito per partecipare alla realizzazione del tuo sogno,<\/p>\n<p>per poter vivere la nostra vocazione.<\/p>\n<p>Padre di tutti<\/p>\n<p>fa che non manchi il pane della vita<\/p>\n<p>sulla mensa di ogni uomo.<\/p>\n<p>Padre<\/p>\n<p>guarda con tanta misericordia<\/p>\n<p>come noi doniamo o togliamo al fratello.<\/p>\n<p>Liberaci dalla paura<\/p>\n<p>perch\u00e9 siamo te.<\/p>\n<p>Amen.<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>****************<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><strong>Altissimo, glorioso Dio,<\/strong><\/p>\n<p><strong>illumina le tenebre del cuore mio,<\/strong><\/p>\n<p><strong>e dammi fede retta, speranza certa<\/strong><\/p>\n<p><strong>e carit\u00e0 perfetta, senno e conoscenza,<\/strong><\/p>\n<p><strong>o Signore, affinch\u00e9 adempia<\/strong><\/p>\n<p><strong>il tuo santo e verace comandamento. Amen<\/strong><\/p>\n<p><em>(Preghiera davanti al Crocifisso. San Francesco)<\/em><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<h3>Fonte e immagine<\/h3>\n<ul>\n<li><a href=\"https:\/\/spaziospadoni.org\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">spazio + spadoni<\/a><\/li>\n<\/ul>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In questo Venerd\u00ec Santo, vi proponiamo una Via Crucis nata in Turchia, scritta da Roberto e Gabriella Ugolini, che per vent&#8217;anni sono stati l\u00ec in missione I stazione. Ges\u00f9 viene condannato. \u00a0ADORAMUS TE, CHRISTE, ET BENEDICIMUS TIBI QUIA PER SANCTAM CRUCEM TUAM REDEMISTI MUNDUM \u00a0 Dal Vangelo secondo Matteo 27, 22-23.26 Disse loro Pilato: \u201cChe &#8230; <a title=\"&#8220;Croce Croci&#8221;, una Via Crucis scritta in Turchia\" class=\"read-more\" href=\"https:\/\/spaziospadoni.org\/it\/croce-croci-una-via-crucis-scritta-in-turchia\/\" aria-label=\"Per saperne di pi\u00f9 su &#8220;Croce Croci&#8221;, una Via Crucis scritta in Turchia\">Leggi 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Nel maggio del 2000, sono partiti come fidei donum per la Turchia, dove hanno vissuto per 21 anni. La loro missione si \u00e8 svolta prevalentemente nel remoto Est dell\u2019Anatolia, in un\u2019area a prevalenza curda meta di profughi afghani e iraniani. Al rientro, nel 2021, hanno scelto di trasferirsi a Ragusa, in Sicilia, dove prestano servizio presso un consultorio familiare e affiancano padre Cesare Geroldi. Il loro legame con la Turchia continua: non solo con le visite in estate, ma anche nel continuare a sostenere quella che loro chiamano \u201cla scuolina\u201d, messa su per le bambine e le donne rifugiate. Roberto \u00e8 autore di 3 libri: Dost, Via dello Stupore e Cristalli di Neve, fiocchi di Cotone, alla cui correzione e revisione ha collaborato Gabriella.","url":"https:\/\/spaziospadoni.org\/it\/author\/ugolini_mission\/"}]}},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/spaziospadoni.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/20765","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/spaziospadoni.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/spaziospadoni.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/spaziospadoni.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/66"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/spaziospadoni.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=20765"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/spaziospadoni.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/20765\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/spaziospadoni.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/12836"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/spaziospadoni.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=20765"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/spaziospadoni.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=20765"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/spaziospadoni.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=20765"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}