A un anno di distanza dalle drammatiche vicende elettorali che hanno scosso la Tanzania, la Chiesa cattolica locale rinnova il proprio impegno per la giustizia sociale e la cura delle ferite collettive.
Attraverso una speciale lettera pastorale, i vescovi del Paese hanno indetto per giovedì 29 ottobre una solenne giornata di preghiera e suffragio, dedicata a tutte le persone che hanno perso la vita, ai feriti e a coloro che risultano ancora dispersi a causa degli scontri post-elettorali.
Una memoria viva per custodire la dignità umana
Gli eventi risalgono alle elezioni generali del 29 ottobre 2025, svoltesi in un clima di forte contrapposizione politica e sociale. Le tensioni originate dall’esclusione di figure di spicco dell’opposizione e le successive manifestazioni popolari sfociarono in duri scontri con le forze dell’ordine. I bilanci ufficiali hanno contato oltre cinquecento vittime, in larghissima parte civili disarmati, oltre a centinaia di feriti e persone arrestate.
Monsignor Wolfgang Pisa, vescovo di Lindi e presidente della Conferenza episcopale della Tanzania, ha intitolato la sua esortazione in lingua swahili «Bwana Awape Amani!», ovvero «Il Signore vi dia la pace!».
Il messaggio prende spunto dalle Sacre Scritture per ricordare che il dolore di chi ha subito violenze ingiuste non può essere cancellato dal silenzio o dall’indifferenza. La memoria delle vittime diventa così un dovere morale per proteggere la dignità umana e costruire un futuro fondato sul rispetto reciproco.
Liturgia e solidarietà nei territori
La Conferenza episcopale ha invitato parrocchie, cappelle e istituti religiosi a celebrare sante messe di suffragio in ogni diocesi. Non si tratta soltanto di un atto di pietà religiosa, ma di una testimonianza tangibile di vicinanza verso le famiglie colpite dal lutto e dall’angoscia della perdita.
Affidare la nazione a Dio significa chiedere la forza di trasformare il rancore in dialogo e la paura in comunione fraterna. La preghiera comunitaria si fa strumento per custodire la speranza, specialmente laddove la divisione politica ha generato fratture profonde all’interno delle comunità civili.
Un cammino verso la verità e la riconciliazione
I presuli tanzaniani avevano già denunciato con fermezza la brutalità degli interventi armati, richiamando tutti i cittadini e le istituzioni alla responsabilità morale. La vera riconciliazione non nasce dall’oblio delle sofferenze, ma dall’ascolto sincero delle vittime, dal ripristino della legalità e dalla liberazione di chi è stato ingiustamente incarcerato.
In questo tempo di memoria e discernimento, l’appello della Chiesa rappresenta un invito a ritrovare il bene comune. Soltanto garantendo spazi di libertà, trasparenza e fraternità sarà possibile sanare le lacerazioni sociali e tracciare percorsi condivisi di pacificazione duratura.
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Fonte: Agenzia Fides
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