Durante il Forum OPERA M di ottobre, il Vescovo Mons. Attanasio ha dedicato un tempo speciale all’affidamento del foulard di spazio + spadoni a presbiteri, catechisti e Abitanti. Un gesto che unisce appartenenza e missione: sentirsi nello spazio, pronti a diffondere le opere di misericordia.
Ci sono gesti che danno continuità alle parole e aiutano a custodirle nella vita quotidiana. Durante il Forum OPERA M a Lichinga, in Mozambico, uno di questi gesti ha trovato uno spazio preciso: dopo il suo intervento di apertura, il Vescovo Mons. Attanasio ha voluto dedicare tempo all’affidamento del foulard di spazio + spadoni ai presbiteri, ai catechisti e agli Abitanti presenti.
La scelta di riservare a questo momento un’attenzione particolare ha dato rilievo al significato del foulard. Il Forum, occasione di incontro e formazione sulle opere di misericordia, ha così accolto anche un segno visibile del cammino da condividere e della responsabilità personale che quel cammino domanda.
Il foulard viene affidato per sentirsi nello spazio e per essere pronti a diffondere le opere di misericordia, fino a inondare il mondo.
In queste parole si raccoglie il senso di un’appartenenza che prende vita attraverso la disponibilità di ciascuno. Sentirsi nello spazio significa riconoscere di avere un posto, di essere accolti e di poter contribuire. Significa abitare una relazione che si alimenta nella preghiera, nell’ascolto, nell’incontro e nelle opere. Per questo, in spazio + spadoni, si parla di Abitanti: persone chiamate a rendere vivo ciò a cui appartengono.
Affidato dal Vescovo, il foulard richiama anche il legame tra questo cammino e la vita della Chiesa locale. Presbiteri, catechisti e Abitanti portano responsabilità ed esperienze diverse, ma sono tutti chiamati a testimoniare la misericordia di Dio nei luoghi che abitano e nelle relazioni che costruiscono.

Un presbitero incontra persone che cercano una parola, un orientamento, il perdono, una presenza capace di accompagnarle. Un catechista aiuta a conoscere il Vangelo e a riconoscerne le conseguenze concrete nella vita.
Ogni Abitante può farsi vicino a una sofferenza, ascoltare una solitudine, condividere il necessario, pregare per qualcuno. Le quattordici opere di misericordia, corporali e spirituali, offrono a questa disponibilità una direzione concreta.
Indossare il foulard diventa allora un richiamo quotidiano: la misericordia attende di prendere forma anche attraverso di me. Nelle mie scelte, nel tempo che metto a disposizione, nell’attenzione con cui guardo una persona, nella capacità di accorgermi di chi resta ai margini.
È qui che il gesto vissuto a Lichinga incontra il cuore della riEvoluzione delle opere di misericordia promossa da OPERA M: ogni persona misericordiata può diventare misericordiosa. La misericordia ricevuta può generare altra misericordia, anche attraverso un’opera diversa da quella di cui si è beneficiato.
Chi riceve un aiuto materiale può offrire ascolto. Chi viene consolato può pregare per un’altra persona. Chi attraversa una situazione di povertà può condividere una parola di speranza, perdonare, accompagnare qualcuno nel dolore. Nessuno è troppo povero per donare misericordia.
Questo passaggio apre un orizzonte decisivo: riconoscere in ogni persona la possibilità di diventare protagonista del bene. La riEvoluzione comincia quando chi riceve misericordia scopre di poterla donare. Da questo riconoscimento nasce un flusso misericordioso che attraversa persone, famiglie e comunità, raggiungendo luoghi e situazioni che spesso non possiamo prevedere.
Anche l’invito a “inondare il mondo” trova qui il suo significato. Comincia dalla persona vicina, dalla visita rimandata, dall’ascolto che richiede pazienza, dal bisogno che domanda una risposta. E cresce quando la misericordia suscita in altri il desiderio e la libertà di compiere un nuovo gesto.
Il tempo che Mons. Attanasio ha voluto dedicare all’affidamento del foulard ha dato visibilità a questa chiamata. Dal Forum di Lichinga, il segno accompagna ora il cammino di chi lo ha ricevuto: nelle comunità, nelle parrocchie, nelle case, nei luoghi della vita quotidiana.
Sentirsi nello spazio + spadoni significa anche questo: sapere di essere parte di un cammino comune e assumere personalmente la gioia di farlo crescere. Il foulard custodisce e rende visibile questa disponibilità, affinché quanto condiviso durante il Forum possa diventare vita e testimonianza.
La misericordia di Dio è all’opera. Sempre.
Foto di spazio + spadoni
Mozambico


