C’è una ricchezza silenziosa che abita le nostre case e le nostre comunità: quella dei nostri anziani! Ed oggi vi invito ad aprire gli occhi e il cuore verso di loro, non considerandoli un peso o solo un ricordo del passato, ma un dono vivo per il presente.
La società moderna tende a misurare il valore di una persona sulla base di quello che produce, della sua efficienza e della sua velocità.
Ma così la logica di Dio è sovvertita: agli occhi del Signore, infatti, è la fragilità il luogo dove si manifesta di più la grazia.
“Prendersi cura degli anziani” allora non significa soltanto assicurare loro una assistenza materiale o medica, ma significa donare loro la risorsa più preziosa che abbiamo: il tempo!
Per questo, molte volte significa sedersi e ascoltare storie già sentite, o chissà fare una carezza che rassicura ed emoziona, come anche regalare qualche sguardo pieno di affetto che sembra dire: “Tu per noi sei importante”.
In quelle mani rugose e in quei volti segnati dagli anni è scritta la nostra storia, la nostra fede, la radice stessa di quello che siamo oggi.
Un albero senza radici non può resistere alle tempeste della vita e, allo stesso modo, una comunità che dimentica i suoi anziani perde la sua memoria ed il suo futuro.
Quante volte Gesù ci ha insegnato che ogni volta che ci chiniamo sui deboli stiamo accarezzando la sua stessa carne (l’avete fatto a me…).
L’anziano, che molte volte vive solo e che soffre per il silenzio della sua casa o per l’indifferenza di chi gli passa accanto, è Cristo che ci chiede di non voltarci dall’altra parte.
Penso che il passaparola di oggi sia un invito ad avere uno sguardo tenero e fraterno, capace di sconfiggere la cultura dello scarto con la cultura dell’amore, della cura, del rispetto e della gratitudine.
Scriveva papa Francesco: “I nonni sono l’anello di congiunzione tra le generazioni, per trasmettere ai giovani l’esperienza di vita e di fede. Un popolo che non custodisce i nonni… non ha futuro!”.
Personalmente, queste parole – forse per la mia età già avanzata – mi hanno emozionato molto. Anche perché, come anziano, sento che mi aiuta a saper stare con umiltà al mio posto e scoprire ogni giorno di avere molto tempo in più per… pregare!
Dai: non è bello?
Immagine creata digitalmente da spazio + spadoni

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