Nella diocesi di Manzini, in Eswatini, la misericordia non rimane una parola, né un tema da approfondire soltanto nei libri di religione. Diventa formazione, esperienza condivisa. E soprattutto diventa un modo concreto per guardare il mondo e le persone.
È questo il cuore dell’incontro promosso dal vescovo Joseph Louis con i docenti e le ragazze di una scuola superiore della capitale dell’Eswatini. Al centro della formazione ci sono le Opere di Misericordia, chiamate a entrare nella vita quotidiana, nei rapporti, nelle scelte e nella responsabilità educativa.
La misericordia si impara vivendo
Formare alla misericordia significa aiutare le nuove generazioni a riconoscere il bisogno dell’altro e a non rimanere indifferenti. Significa comprendere che ogni persona incontrata porta con sé una storia, una fragilità, una speranza. E che ciascuno può diventare, nel proprio ambiente, strumento di cura e di prossimità.
Per questo la presenza del vescovo Joseph Louis accanto ai docenti e alle studentesse assume un significato particolare. La scuola non è soltanto il luogo dove si trasmettono conoscenze. È anche lo spazio nel quale si costruiscono relazioni, si formano coscienze e si impara a vivere insieme.
Così commenta Luigi Spadoni, il fondatore del Movimento spazio + spadoni:
“Le Opere di Misericordia diventano così una vera proposta educativa: visitare, ascoltare, condividere, consolare, accompagnare, perdonare. Gesti semplici e, nello stesso tempo, capaci di trasformare la realtà quando vengono vissuti con autenticità”.
La gioia che diventa testimonianza
Le immagini dell’incontro raccontano una gioia contagiosa. Volti sorridenti, gesti condivisi, la vitalità delle ragazze e la partecipazione dei docenti esprimono il significato della campagna INONDIAMO!: lasciare che la misericordia possa raggiungere ogni ambiente, ogni comunità, ogni persona.
Inondare non significa travolgere, ma diffondere.
Far arrivare la misericordia là dove spesso prevalgono la solitudine, la paura, l’indifferenza o la rassegnazione. Significa permettere che un gesto di bene generi un altro gesto di bene, come un’onda capace di allargarsi ben oltre il punto da cui è partita.
La misericordia di Dio è sempre all’opera
Da Manzini arriva così una testimonianza semplice e potente: la misericordia di Dio è all’opera. Sempre. Anche quando non fa rumore. Anche quando passa attraverso una scuola, una formazione, una parola condivisa o il sorriso di una ragazza.
La missione comincia spesso proprio da qui: dalla capacità di educare alla cura e dalla scelta di non tenere per sé il bene ricevuto. Docenti e studentesse diventano protagonisti di una stessa storia, quella di una misericordia che non conosce confini e che continua a trasformare le persone e le comunità.
In eSwatini, l’onda è partita. E ora può continuare a crescere. Perché quando la misericordia si mette in movimento, nessuno è escluso: tutti possono diventare parte dell’onda.
Foto di spazio + spadoni
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