Caput Mundi. È il sentimento che mi prende stranamente, dopo un’ennesima visita a Marsiglia. Una vera capitale del Mediterraneo. Situata su un vasto anfiteatro naturale di colline attorno al porto, come la nostra Reggio Calabria, Marsiglia è una città che sa di mare dalla testa ai piedi.
E non solo perché è il porto più grande del Mediterraneo. Non solo per essere stata fondata 2.600 anni fa da marinai greci della Focide, diventando così la città più antica della Francia. Ma anche perché ha sempre conosciuto vere e proprie ondate migratorie, tanto da essere oggi la seconda città della Francia con quasi un milione di abitanti.

Le Rencontres Méditerranéennes (Marsiglia, 18-24 settembre 2023)
Una città mosaico tra le onde della storia
Una città mosaico: greci, armeni, vietnamiti, senegalesi, algerini, marocchini, italiani, spagnoli, comoriani… Con i suoi 250.000 musulmani diventa la città più maghrebina d’Europa.
«Ognuno di noi ha tre vite: una personale, una pubblica e una segreta», scrive Saramago.
Per Marsiglia, segreto è questo sentimento di convivenza, inscritto nei propri cromosomi, per una popolazione da moltissimo tempo mista culturalmente e religiosamente.
Un noto scrittore marsigliese la descrive magnificamente:
«Ecco la storia di Marsiglia. La sua eternità. Un’utopia. L’unica utopia al mondo. Un luogo dove chiunque, qualunque sia il suo colore, poteva scendere da una barca o da un treno, con una valigia in mano, senza un soldo in tasca, confondendosi con il flusso della gente. Una città dove uno, appena messo piede a terra, potrebbe dire: sono qui, è casa mia… Marsiglia appartiene a quelli che ci vivono».
Nel sud della Francia, nella regione della Provenza, il significato dei simboli è particolarmente forte: i simboli si incarnano, prendono forma, vi conquistano l’anima.
I tre simboli: Vieux Port, Notre Dame e il Vélodrome
Emergono, tra l’altro, tre simboli di questa città mediterranea: il Vieux Port, Notre Dame de la Garde e il Vélodrome.
Il Porto Vecchio di Marsiglia è un’icona della città: qui batte il suo cuore. Qui turisti, gente del posto, ristorantini, bancarelle di sapone e di lavanda godono di uno splendido sole mediterraneo anche in pieno inverno, abbandonandosi alla contemplazione. Così come una miriade di barche da diporto o da pesca si stendono davanti ai vostri occhi. I pescatori arrivano la mattina presto con il pesce fresco e allo stesso tempo appaiono i clienti mattinieri. Celebratissima, è una zuppa tradizionale con sette pesci diversi, ricca di tutti i sapori: è la magia della «bouillabaisse».
Un altro simbolo, in alto della città, in un luogo insolito e con panorama mozzafiato, domina la metropoli, le isole e il mare circostante: la basilica Notre Dame de la Garde.
Ricca di una moltitudine di antichi ex voto, cioè piccole imbarcazioni sospese in aria sopra la testa dei fedeli, vi sorprende per lo splendore dei suoi mosaici dorati. All’esterno risplende un monumento ai marinai e ai migranti morti in mare: un faro luminoso di compassione.
Poco distante un altro monumento, tenero e commovente in marmo bianco di Carrara: il volto di Cristo sofferente, caduto sotto la croce, tra le mani di sua madre.
Testimoni di misericordia e ponti tra culture
È il ricordo di migliaia di Missionari partiti nel corso dei secoli da questo stesso porto di Marsiglia. Si imbarcavano coraggiosamente verso l’ignoto, verso l’Oriente o altrove, nel nome del Vangelo. Lo annunciavano con le parole, con lo sguardo, ma spesso con il loro sangue! Testimoni indimenticabili della misericordia di Dio.
Infine, il Vélodrome, splendida e moderna opera architettonica, che da sempre celebra i prodigi di una squadra di calcio conosciuta, ammirata e perfino adorata. È qui che tutta Marsiglia dai mille volti accoglieva Papa Francesco anni fa. Incontrarlo in questo luogo simbolo – affermava il Cardinale di Marsiglia – «è come se il Papa entrasse nella casa di ogni marsigliese».
Infine, questa città mediterranea – come in un gioco di specchi – ci rimanda a noi stessi, alla Chiesa di Reggio Calabria. La multiforme cattolicità della Diocesi, la grande pietas mariana per Maria, Madre di Consolazione, la differente composizione sociale tra migranti e autoctoni, le sue antiche radici bizantine, la fa quasi una Chiesa-ponte tra Est e Ovest, tra Nord e Sud del mondo.
Ed era l’arte di quel saggio scriba del Vangelo, che sapeva trarre dal suo tesoro cose nuove e cose antiche. Senza porsi alcun problema.
Foto di padre Renato Zilio

Francia


