Mentre ci avviciniamo alla fine di questo mese di settembre 2026, dedicato qui in Perù alla famiglia, alla gioventù e alla Bibbia, facciamoci accompagnare da ciò che il Vangelo di ieri ci dice. È la domanda diretta che Gesù rivolge ai suoi discepoli: «Voi, chi dite che io sia?».
Conosciamo bene la risposta di Pietro, che parla a nome suo e degli altri discepoli. Conosciamo bene la risposta del popolo. Conosciamo bene la risposta data dal Catechismo, così come dai libri di teologia. Possono aiutarci, naturalmente, ma non è abbastanza.
Una domanda intima e personale
La domanda di Gesù diventa più personale, intima e diretta, e per rispondere ad essa è necessario aprire la porta del cuore e lasciare che tu parli per esperienza. Non ci sono risposte corrette o errate; in questo caso, ci sono solo risposte.
Chi è Gesù per te, caro fratello, cara sorella?
Durante il giorno, cerca un piccolo angolo dove tu possa stare solo con te stesso, meglio se in preghiera, e prova a rispondere a questa domanda. La domanda è stata formulata da Gesù senza giri di parole e la tua risposta deve esserlo altrettanto, senza retorica, spontanea e sincera.
Dalla preghiera alle azioni concrete
Dopo aver risposto, valuta se le tue azioni, le tue parole e i tuoi gesti sono coerenti con la risposta che hai dato. Perché sono le azioni concrete che ti definiscono, non le parole teoriche con cui cerchi di convincere gli altri. E infine, coinvolgi la tua famiglia.

Perù


