Africa, Rdc | Dove la guerra continua a colpire i più piccoli

30 Giugno 2026

I bambini in Africa sono le vittime principali delle guerre

Ci sono guerre che occupano le prime pagine dei giornali e altre che, pur continuando a provocare sofferenza, finiscono lentamente nel silenzio. È il caso di Bukavu, grande città dell’est della Repubblica Democratica del Congo, dove migliaia di persone continuano a vivere un’emergenza umanitaria aggravata dall’insicurezza e dagli scontri armati che interessano l’intera regione del Kivu.

Da oltre un anno, Bukavu è diventata uno dei principali punti di raccolta per chi fugge dalle violenze che devastano villaggi e campagne circostanti. L’avanzata dei gruppi armati e il clima di costante instabilità hanno costretto intere famiglie ad abbandonare le proprie case, cercando rifugio in una città già provata da enormi difficoltà economiche e sociali.

L’arrivo continuo di sfollati ha messo sotto pressione ogni servizio essenziale. Il cibo scarseggia, le strutture sanitarie sono sovraffollate e molte famiglie vivono in alloggi di fortuna. A pagare il prezzo più alto sono soprattutto i bambini, particolarmente vulnerabili alla malnutrizione e alle malattie causate dalla mancanza di acqua potabile, cure mediche e condizioni igieniche adeguate.

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Tra le conseguenze più drammatiche c’è l’aumento dei casi di kwashiorkor, una grave forma di malnutrizione infantile dovuta alla carenza di proteine. Si tratta di una patologia che, se non curata tempestivamente, può provocare danni permanenti e mettere seriamente a rischio la vita dei più piccoli. Dietro ogni numero ci sono volti, famiglie e storie di persone che hanno perso tutto nel tentativo di salvarsi dalla guerra.

A raccontare questa realtà a Cuore Amico è suor Tersilla Frison, delle Suore Maestre di Santa Dorotea, impegnata quotidianamente nella missione di Bukavu:

«Il nostro servizio missionario si svolge a Bukavu. Con la guerra di occupazione scoppiata in questa regione lo scorso anno, questa città è diventata la base dei ribelli per le operazioni di guerriglia nei dintorni. L’insicurezza generale delle campagne e colline vicine ha creato un grande afflusso di rifugiati a Bukavu, generando una grave emergenza alimentare e sanitaria. In particolare i bambini sono a rischio di kwashiorkor. I bisogni, purtroppo, non sono solo nutrizionali ma anche sanitari e abitativi. Da sole non possiamo rispondere a tutte queste necessità, ma sappiamo che una goccia, unita a tante altre, può fare tanto bene».

Le parole della religiosa descrivono una situazione in cui l’emergenza non riguarda soltanto il cibo, ma investe ogni aspetto della vita quotidiana. Servono medicinali, cure, rifugi sicuri, sostegno psicologico e opportunità per restituire dignità a chi ha perso tutto.

Per questa ragione, spazio + spadoni desidera dare voce a queste testimonianze: perché raccontano un volto della missione fatto di presenza concreta, ascolto e condivisione.

Perché fare informazione significa non dimenticare chi continua a vivere nel dramma della guerra e riconoscere il valore di chi, ogni giorno, sceglie di restare accanto ai più fragili.

Da questa rete di solidarietà può nascere un futuro diverso. Anche per i bambini e le famiglie di Bukavu.

Foto di Stuart Isaac Harrier su Unsplash

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