Il Bollettino della Sala Stampa Vaticana ha pubblicato il Messaggio di Papa Leone XIV per la 112ª Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato 2026 che si svolgerà il prossimo 27 settembre 2026 e che avrà come tema “Anche uno solo di questi bambini” (Mt 18,5).
La vulnerabilità dei minori nei flussi migratori
Il messaggio di Papa Leone XIV si concentra quest’anno, in particolare, sulla figura drammatica dei minori migranti e rifugiati, definiti come i soggetti più vulnerabili all’interno dei flussi migratori mondiali.
Milioni di bambini e adolescenti sono costretti a fuggire da guerre, povertà, violenze e disastri, affrontando traumi profondi, sfruttamento, abusi e la tragica separazione dai genitori.
L’accoglienza pastorale e la responsabilità condivisa
Di fronte a questa realtà, il Pontefice richiama le parole di Gesù nel Vangelo, ricordando che accogliere anche un solo bambino significa accogliere il Signore stesso.
Questo impone di superare l’indifferenza e di agire su più livelli, sia a livello personale, riconoscendo la dignità intrinseca di ogni minore al di là delle statistiche, sia a livello ecclesiale, facendo sì che l’accoglienza diventi una pratica pastorale stabile volta all’effettiva integrazione.
Il Papa sottolinea poi come occorra agire anche in ambito interreligioso, ricordando come la vulnerabilità dei piccoli non conosce confini confessionali e ci accomuna in una responsabilità umanitaria e spirituale condivisa.
L’appello alle istituzioni civili e la tutela dei diritti
Nel messaggio, infine, esorta le istituzioni civili affinché rimettano al centro “il principio del superiore interesse del minore”, promuovendo vie legali sicure e ricongiungimenti familiari. Richiamando il suo appello al Parlamento spagnolo dello scorso 8 giugno, sottolinea come sia urgente un cambio di prospettiva: occorre spostare l’asse del dibattito dalla mera gestione dei flussi alla tutela piena e immediata dei diritti umani, adottando «una risposta coordinata, solidale ed efficace, in grado di garantire protezione, accoglienza e reali opportunità di integrazione a chi emigra».

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