Direttamente dalla RdC, a pochi minuti dal fischio di inizio della partita con l’Inghilterra, scrive per noi il corrispondente congolese Destin Byandike Kadahanwa
(di Destin Byandike Kadahanwa)
È per noi motivo di orgoglio vedere la Repubblica Democratica del Congo tornare sulla scena sportiva internazionale grazie alla sua partecipazione alla Coppa del Mondo, 52 anni dopo l’ultima sua volta, nel 1974.
Questa partecipazione, che riveste un carattere sportivo, si può vedere da diversi punti di vista:
Dal punto di vista culturale
Come per molti Paesi africani, la partecipazione alla Coppa del Mondo è un’esposizione dei talenti e dei valori culturali del popolo africano. Questo evento permette alla Repubblica Democratica del Congo di dimostrare la resilienza del suo popolo attraverso la mobilitazione dei tifosi che diffondono la cultura congolese.
L’esempio più emblematico è quello dell’artista Lumumba Vea, che partecipa alle partite restando 90 minuti a mano alzata, nella posa di Patrice Lumumba, in segno di grande resistenza. Anche la bandiera e l’inno nazionale, che risuona durante le partite, permettono ai popoli del mondo di conoscere il popolo congolese.
Dal punto di vista politico e diplomatico
Alle popolazioni dell’Est del mio Paese, che ha sopportato e superato numerose crisi di sicurezza – dalla prima guerra mondiale in Africa alla guerra mondiale africana in Congo (1998-2003), con la conseguente guerra a bassa intensità fino al 2025 e i nuovi attacchi ribelli con l’occupazione continua da parte del gruppo armato M23 – i Mondiali ridanno il sorriso.
Durante le partite, l’unità nazionale si fa sentire attraverso una gioia che abbraccia l’intero territorio nazionale, senza distinzione di tendenze politiche né etniche.
Ritengo, inoltre, che questa partecipazione abbia un impatto positivo sull’immagine della RDC e sulla capacità di resilienza del suo popolo. In un’epoca in cui i governanti compiono sforzi diplomatici per il ritorno della pace, ogni gesto volto a far partecipare il Paese alle istituzioni internazionali è un segnale che ridà speranza al popolo congolese.
Speriamo che la partecipazione della RD Congo a questa Coppa non sia un caso isolato; alla luce della situazione attuale e dei traumi subiti dal suo popolo, la misericordia divina sarà dalla parte dei congolesi affinché vadano ancora più lontano con questo evento sportivo.
È l’unica attività al momento che tiene tutti i congolesi uniti e orgogliosi del loro Paese!
Dal punto di vista economico
Pensiamo che l’immagine che sta dando la RDC farà sì che molti investitori prendano conoscenza delle potenzialità di cui il nostro Paese è ricco e del livello di resilienza del suo popolo.
In breve, che vinciamo o meno la Coppa, l’essenziale è già fatto: la partecipazione al Mondiale, dopo 52 anni di esclusione. È una grazia per la nostra generazione. Un bambino nato nel 1974 raggiunge oggi la vecchiaia senza aver visto il suo Paese partecipare alla Coppa del Mondo, ma io e i miei amici abbiamo la grazia di vederlo a 29 anni, un’età attiva!
Continuiamo a sostenere i Leopardi della RDC e tutti i Paesi africani che partecipano a questa Coppa, con la speranza che, se non sarà la RDC, un Paese africano raggiunga la finale. Sarebbe un orgoglio continentale!
Foto di Destin Byandike Kadahanwa
*** Destin Byandike Kadahanwa è un politico congolese, ex candidato deputato, ricercatore nel campo della negoziazione strategica e della cooperazione internazionale.



