Promosso da spazio + spadoni, il Forum diocesano svoltosi a Cuamba il 21 e 22 ottobre ha rappresentato un importante momento di riflessione e rilancio pastorale per la diocesi di Lichinga. Al centro, la necessità di trasformare la misericordia in uno stile di vita e in un impegno concreto per tutta la comunità ecclesiale.
Si è appena concluso, ma il suo significato è destinato ad andare oltre le due giornate di lavoro. Il Forum diocesano sulle opere di misericordia, promosso da spazio + spadoni e svoltosi il 21 e 22 ottobre 2026 a Cuamba, nella diocesi di Lichinga, in Mozambico, ha rappresentato un appuntamento importante per la Chiesa locale e un’occasione significativa per rinnovare la consapevolezza della propria missione evangelizzatrice.
Non un semplice incontro di formazione, ma un invito a ripensare il modo di essere Chiesa, mettendo al centro il legame inscindibile tra annuncio del Vangelo e misericordia. Il riferimento scelto è stato quello delle parole di Gesù: «Siate misericordiosi, come è misericordioso il Padre vostro» (Lc 6,36).
La riflessione ha preso le mosse dalla realtà concreta del territorio diocesano, segnato da povertà, disoccupazione, fame, malattie, abbandono, sfollamenti e violenza. Situazioni che coinvolgono bambini vulnerabili, anziani soli e famiglie ferite e che interrogano direttamente le comunità cristiane.
La domanda posta ai partecipanti è stata particolarmente significativa: quante persone trovano nella Chiesa il volto misericordioso di Cristo?
Le sette opere di misericordia corporali e le sette spirituali sono state rilette non come un elenco di pratiche da conoscere, ma come una responsabilità da vivere. Dar da mangiare a chi ha fame, visitare i malati, accogliere chi è solo, accompagnare chi attraversa momenti difficili, perdonare e pregare: sono gesti nei quali la fede diventa testimonianza concreta. Come ricorda il Vangelo di Matteo, «ogni volta che avete fatto queste cose a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me» (Mt 25,40).
Uno dei punti centrali del Forum ha riguardato la responsabilità delle diverse vocazioni nella missione. Ai sacerdoti è stato chiesto di verificare se la propria pastorale fosse capace di andare oltre la celebrazione dei sacramenti, diventando presenza, ascolto e accompagnamento delle persone.
Ai religiosi e alle religiose è stato ricordato che la misericordia deve essere visibile innanzitutto nella vita delle proprie comunità e nella testimonianza della consacrazione. Ai laici è stato affidato il compito di portare il Vangelo negli ambienti quotidiani: famiglia, scuola, lavoro, quartiere e istituzioni.
Ma il Forum ha proposto anche un passaggio più personale: un esame di coscienza sulle opere di misericordia conosciute e su quelle, invece, trascurate.
Quale gesto di vicinanza è stato rimandato? Quale persona bisognosa non è stata ascoltata? Quale malato non è stato visitato?
Una riflessione che ha invitato ciascuno a riconoscere le proprie responsabilità, senza limitarsi a indicare le mancanze degli altri.
La parabola del buon Samaritano ha offerto l’immagine più efficace di questo cammino: davanti a una persona ferita si può passare oltre oppure fermarsi e prendersene cura. La differenza sta nella compassione, nella capacità di lasciarsi toccare dalla sofferenza altrui e di rispondere.
La conclusione del Forum non ha segnato la fine di un percorso, ma l’inizio di una responsabilità rinnovata. Tra i risultati attesi, una maggiore collaborazione tra sacerdoti, consacrati e laici, una pastorale più vicina alle persone e iniziative concrete per visitare i malati, accompagnare gli anziani, sostenere le famiglie vulnerabili e ascoltare i giovani.
È in questi gesti che potranno maturare i frutti dell’incontro, con ricadute positive sulla vita delle comunità e sull’azione pastorale della diocesi di Lichinga.
Il contributo di spazio + spadoni ha offerto un’occasione per rilanciare una consapevolezza fondamentale: la missione della Chiesa non finisce quando termina la Messa. È dopo l’Eucaristia che comincia una parte essenziale della testimonianza cristiana, quando si esce per incontrare Cristo nelle strade e nelle persone.
Perché non basta annunciare la misericordia: occorre diventare misericordia. Con le mani che servono, i piedi che camminano, gli occhi che vedono e il cuore che si lascia coinvolgere. È questa la Chiesa di cui Lichinga ha bisogno e verso cui il Forum ha invitato a camminare.
Foto della Diocesi di Lichinga
Mozambico


