America, USA | Suor BJ, nessuno muore senza una famiglia

2 Novembre 2026

Redazione
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Suor Barbara Joseph Foley
Suor Barbara Joseph Foley, Superiora delle "Carmelite Sisters of Saint Therese of the Infant Jesus" a Oklahoma City

In Oklahoma, suor Barbara Joseph Foley si prende cura dei defunti senza familiari e delle persone senza dimora. Un’opera di misericordia che restituisce un nome e una dignità anche a chi rischia di essere dimenticato

Ci sono persone che, anche dopo la morte, rischiano di rimanere sole. Nessuno reclama le loro spoglie, nessuno organizza un funerale, nessuno porta un fiore sulla loro tomba. A Oklahoma City, negli Stati Uniti, suor Barbara Joseph Foley, conosciuta come suor BJ, delle “Carmelite Sisters of Saint Therese of the Infant Jesus“, ha deciso di non accettare che questa solitudine continui anche dopo la fine della vita.

Da anni impegnata accanto alle persone povere e senza dimora, attraverso il servizio Sister BJ’s Pantry, la religiosa ha fatto della sepoltura dei defunti senza familiari una nuova forma di vicinanza agli ultimi. Il progetto è nato dalla consapevolezza che molte persone muoiono senza che nessuno si occupi di loro e che le loro ceneri rischiano di rimanere senza una destinazione dignitosa.

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Nel 2022 suor BJ ha promosso una celebrazione annuale dedicata proprio a queste persone. Grazie alle donazioni ha acquistato una cripta presso il Resurrection Memorial Cemetery, con una capacità di circa 300 urne. Un luogo nel quale restituire ai defunti ciò che spesso è mancato loro durante la vita: attenzione, rispetto e una comunità disposta a ricordarli.

Il 2 novembre 2025, in occasione della commemorazione dei defunti, le ceneri di altre 45 persone sono state accompagnate alla sepoltura. Ogni urna riportava il nome del defunto e la celebrazione, presieduta dall’arcivescovo di Oklahoma City, ha affidato ciascuna vita alla preghiera della comunità.

La scelta di suor BJ richiama direttamente una delle opere di misericordia corporali: seppellire i morti. Non si tratta soltanto di garantire una sistemazione alle spoglie, ma di riconoscere che ogni vita conserva un valore e merita rispetto, anche quando non ci sono più familiari o amici a reclamarla.

Nel giorno in cui i cimiteri si riempiono di fiori e le famiglie ricordano i propri cari, questa esperienza invita ad allargare lo sguardo. La preghiera per i defunti non può fermarsi ai nomi che conosciamo: può raggiungere anche chi non ha nessuno che lo ricordi. E insieme alla preghiera per i morti c’è quella per i vivi, per chi attraversa la solitudine, la povertà e l’abbandono.

Perché nessuno dovrebbe essere dimenticato. Né nella vita, né nella morte.

Immagine creata digitalmente da spazio + spadoni

Fonte: Sooner Catholic

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