I sogni di un missionario… FATICARE

25 Giugno 2025

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fatica

Che cosa sogna un missionario? In questa nuova rubrica, ce lo racconterà padre Oliviero Ferro, missionario saveriano

Siamo abituati a vedere i missionari e le missionarie come persone “di azione”, concrete, che fanno i fatti. Perché, di fronte alla povertà e a tante situazioni drammatiche, sanno tenere i piedi per terra.

Tuttavia, prima di agire, loro sognano in grande. La loro stessa vocazione è il sogno di Dio che si realizza nel mondo; è il segno di un pensiero che sa darsi le ali per volare lontano e farsi vicino.

Partire, sperare, crescere, imparare, donare…
Sono solo alcuni dei sogni dei missionari. Sono i desideri di infinito che hanno nel cuore, e che traducono in amore, servizio e condivisione nella vita dei fratelli incontrati.

Dai sogni alle opere, appunto.

Forse qualcuno pensa che essere missionario sia solo predicare, fare bei discorsi e cose simili.
Invece, bisogna faticare, fare tante piccole cose ogni giorno. Insomma un po’ quello che si fa in casa. Tanti piccoli lavori che richiedono fantasia e sapersi arrangiare.

Non è che puoi telefonare all’idraulico o al muratore. Devi cercare di fare qualcosa. Poi, se proprio non riesci, andrai nel villaggio a chiedere l’aiuto di qualcuno. I nostri fratelli africani sono veramente ingegnosi e se la sanno cavare in tanti modi.

Non c’è solo la fatica materiale. C’è anche quella che ti ritrovi nella stagione delle piogge, quando devi andare a visitare le comunità dell’interno. Piccolo problema: le strade. Se hai fortuna, sono sassose e quindi un po’ di scosse mettono in ordine le tue ossa. Altrimenti, c’è il fango e allora l’equilibrismo è richiesto e un po’ di fantasia e…fortuna per non restare impantanato.

Ti può anche capitare che arrivi a un ponte e non ci sono più le tavole per passare e ci sono dei tronchi. Allora dovrai fare prova di ingegneria e prendere le misure, altrimenti sono guai.

Ma la fatica più grande è dialogare. È l’incontro di culture diverse, di lingue diverse, di persone diverse, che si devono mettere insieme per trovare delle soluzioni. Ci vuole tempo, pazienza e un po’ di umorismo.

Bene che ti vada, alla sera, ti ritrovi con un discreto mal di testa e la lingua morsicata in più punti. Volevi parlare e ti è stato detto di aspettare. Non sei tu il depositario della verità, ma ognuno ha qualcosa da condividere. Però, alla fine, si è contenti perché si è faticato insieme.

E quando vai a dormire, ti metterai a sognare. Forse la prossima volta farai meno fatica, perché ormai sei già allenato!

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