Da Salerno, la saveriana suor Agnese Chiletti condivide con noi la testimonianza di Ya Mamah, una donna misericordiosa della Sierra Leone
(di suor Agnese Chiletti)
Si chiama Ya Mamah, è di religione musulmana. Non ha avuto figli. Si prende cura del marito anziano che mantiene col proprio lavoro. È impegnata con noi al Centro di Riabilitazione in Kambia che ospita bambini poliomielitici. È brava nell’assisterli, come fosse la loro madre, e quando dopo pranzo i bimbi fanno un pisolino, lei fedelmente apre la sua stuoia per la preghiera musulmana.
Il Centro è circondato da un pezzetto di terreno. Ya Mamah chiede di poterlo sfruttare per coltivare miglio, così nelle ore libere dal lavoro, curva a 90°, con la sua zappa dissoda il terreno.
Viene il tempo della mietitura e Ya Mamah, curva sulla messe, avanza operosa formando due filari di piccoli covoni. Nel primo, il numero di covoni è regolare, mentre nel secondo se ne trova uno su otto. “Ya Mamah, perché due file di covoni?”.
– Questo è per la famiglia, quello per i poveri.”
Il venerdì, va a pregare alla moschea, come la maggior parte degli abitanti di Kambia. Quel giorno, vicina a Ya Mamah, si inginocchia una donna di condizioni più modeste delle sue. Insieme pregano Allah: “Santo, Misericordioso”… Lei si sfila il braccialetto dal polso e lo deposita sulla stuoia di lei.
Ha una nipote sposata che è ammalata, depressa al punto di rifiutare e abbandonare il bimbo partorito pochi mesi prima. Ya Mamah accoglie quel piccolo e se lo porta sulla schiena tutta la giornata. Braima, così si chiama, piange e strilla tutto il giorno. “Come fai a non stancarti di tenertelo addosso in continuazione?”. – “Se lo mettessi giù, urlerebbe ancora più forte. Forse teme un secondo abbandono”.
Col passare del tempo Braima si calma. La sua fronte sempre aggrottata e le rime della bocca all’ingiù si distendono. Adesso, accetta di essere messo in terra di tanto in tanto e comincia a considerare che ci sono altre persone intorno, altri bimbi e inizia tentativi di socializzazione fino a che, rassicurato dell’amore di Ya Mamah, comincia a interagire e, finalmente, a giocare.
Braima ha completato gli studi nella scuola media, si è sposato ed ha 3 figli.




