Che cosa sogna un missionario? In questa nuova rubrica, ce lo racconterà padre Oliviero Ferro, missionario saveriano
Siamo abituati a vedere i missionari e le missionarie come persone “di azione”, concrete, che fanno i fatti. Perché, di fronte alla povertà e a tante situazioni drammatiche, sanno tenere i piedi per terra.
Tuttavia, prima di agire, loro sognano in grande. La loro stessa vocazione è il sogno di Dio che si realizza nel mondo; è il segno di un pensiero che sa darsi le ali per volare lontano e farsi vicino.
Partire, sperare, crescere, imparare, donare…
Sono solo alcuni dei sogni dei missionari. Sono i desideri di infinito che hanno nel cuore, e che traducono in amore, servizio e condivisione nella vita dei fratelli incontrati.
Dai sogni alle opere, appunto.
Tutti nella vita, chi più o chi meno, abbiamo dovuto soffrire per delle ingiustizie e abbiamo fatto fatica a perdonare.
Anche in Africa non è facile. Quante volte, li ho sentiti dire che anche per loro era difficile perdonare, perché l’offesa e il male ricevuto erano troppo grandi. Ma dopo un po’ venivano a dirmi: “Ora, Padre, mi sento meglio. L’ho perdonato”.
Rimanevo a bocca aperta e non sapevo cosa dire. Allora mi sono messo a sognare. Era un sogno strano.
Ero io che andavo da loro e chiedevo di essere perdonato. Ho provato a metterlo in pratica. Ho chiesto loro perdono se non li ho capiti, accettati così come sono, se ho preteso troppo da loro, se ho pensato che erano inferiori a me, se non ho avuto pazienza.
Qualcuno mi ha detto che mi perdonava. Ma ha aggiunto che bisogna dimenticare il passato e camminare insieme.
Solo così il perdono reciproco diventa sorgente di vita nuova.
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