Una breve meditazione di mons. Paolo Giulietti, Arcivescovo di Lucca, sulla quinta opera di misericordia corporale, per viverla concretamente nella vita di ogni giorno
“Le opere del cuore” è un opuscolo scritto da mons. Paolo Giulietti in occasione del Giubileo straordinario della misericordia indetto nel 2015, quando lui era ancora vescovo ausiliare di Perugia e Città della Pieve.
Sono trascorsi 10 anni, ma le riflessioni dell’attuale arcivescovo di Lucca, in merito alle opere di misericordia, sono ancora attuali.
L’intento è quello di rileggere queste brevi meditazioni sulle quattordici opere per poi attualizzarle nella vita di ogni giorno: ciò che spazio + spadoni chiama “RiEvoluzione delle opere di misericordia”.
Visitare gli infermi
Nonostante si parli spesso di episodi di “malasanità” ed esistano ancora nel nostro Paese situazioni di carenza di strutture e servizi, questa opera di misericordia va oggi interpretata in chiave personale e relazionale.
Non basta, infatti, assicurare a un malato le terapie migliori, se non si dà risposta anche alle domande che la sofferenza porta con sé: avere accanto qualcuno che ci voglia bene, riuscire a dare un senso a ciò che si sta vivendo, non perdere mai la speranza.
Nel contesto culturale odierno, la capacità di fronteggiare in modo efficace il limite, il dolore e la morte sembrano venire meno: abbiamo molti strumenti terapeutici, ma siamo carenti nella cura della persona e nella gestione del dolore.
“Visitare gli infermi” chiede oggi di offrire relazioni significative, realmente empatiche, entro le quali la persona che soffre possa illuminare di amicizia, di senso e di speranza la propria situazione.
Aiutare a sconfiggere la solitudine e a fronteggiare il male, soprattutto quando si hanno dinanzi persone sole o abbandonate, è il modo odierno di praticare la quinta Opera.
Fonte
- Giulietti, P., Le opere del cuore
Immagine
- Immagine creata digitalmente da spazio + spadoni





