Sulla Terra, 2,2 miliardi di persone non hanno accesso all’acqua potabile. Urge l’opera di misericordia “dare da bere agli assetati”
(di don Flavio Saleri)
Quanto è importante l’acqua per sopravvivere su questo pianeta?
La risposta a questa domanda la conosciamo tutti: è vitale e da tempo, oramai, dovremmo aver bene presente che è preziosa e non va sprecata, anche se per noi occidentali è un bene garantito.
Ma non ci rendiamo ancora abbastanza conto di come si vive se non se ne ha a sufficienza o non se ne ha affatto. Si vive stentatamente e si lotta ogni giorno per recuperarne un po’.
Spesso, pur di abbeverarsi, si mette a rischio il proprio futuro e quello dei propri cari andando a cercarla per ore e, quando la si trova, se ne prende quanta più possibile senza pensare se sia malsana o inquinata.
Risulta sempre più difficile rendere uguale per tutti l’accesso alle risorse idriche a disposizione, ma è essenziale provare a dare una mano a riempire d’acqua le taniche delle comunità più fragili perché l’acqua è vita, salute, cibo, natura, ed è del mondo intero.
Non perdiamo l’occasione per fare qualcosa di concreto, anche se piccolo, a favore di chi si trova in queste situazioni.
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