Continua la testimonianza di fra Paolo Maria Braghini, Frate Minore Cappuccino, al “Go! Franciscan Youth Meet 2026”, evento promosso dai Frati Minori, dai Frati Minori Conventuali e dai Frati Minori Cappuccini che si è tenuto ad Assisi dal 3 al 6 agosto.
Noi di spazio + spadoni ve la stiamo proponendo in più puntate, per accompagnarvi nella lettura e nell’ascolto di una storia che ci mostra, ancora una volta, la fantasia e la misericordia di Dio.
Da Lourdes ad Assisi
Con la mia fidanzata di allora ho trascorso veramente momenti belli, bellissimi, e di questo devo solo ringraziare il Signore. Con lei l’amore tra noi cresceva sempre di più e sentivamo che volevamo sposarci.
Pensavamo di sposarci il 14 settembre del primo anno di università perché anche le condizioni economiche ce lo permettevano. Mio fratello ha costruito la sua famiglia a 18 anni, era un po’ il mio modello. Quindi, dopo il liceo, i genitori di lei ci invitano ad andare a Lourdes proprio per chiedere la benedizione per il nostro futuro matrimonio.
Ho chiesto ai ragazzi «Chi è stato a Lourdes?», e molti hanno alzato la mano. Sono stato molto contento di questo.
Cinque giorni fantastici, vedendo e sentendo gli ammalati e i volontari lì presenti: e poi, i momenti bellissimi con la Madonna… Però, l’ultima notte, prima di ritornare in Italia, non riuscivo a dormire.
Mi giravo a destra e a sinistra, ero inquieto e non capivo perché, fino a che alle tre di notte ho sentito che dovevo tornare da solo davanti alla grotta.
Ho raccontato questo con tanta gioia proprio davanti alla Basilica, dove la Madonna, guardando dall’alto, accoglieva tutti quei giovani.
Il viaggio a Lourdes e la chiamata nella notte
Tornando alla notte davanti alla grotta di Lourdes, lì ho proprio sentito con chiarezza dentro al cuore la voce che diceva: «Lascia tutto e seguimi».
Era la chiamata che il Signore mi faceva da anni e me la faceva sentire in diversi modi.
In quel momento, a 18 anni, io sono scoppiato a piangere come un bambino. E mentre piangevo dicevo: «E Michela? E Michela?». Stavo dicendo di sì, però sentivo che dovevo lasciare il grande amore della mia vita, che era questa ragazza. Però ho ceduto. Ho ceduto.
Poi, nei giorni successivi, l’ho condiviso con Michela; abbiamo cercato, insomma, di andare avanti un po’, poi abbiamo deciso… Anzi, non deciso. Abbiamo semplicemente capito che il Signore ci chiamava ad altro e ci siamo lasciati.
La scelta di seguire il Signore e l’incontro ad Assisi
Io ho avuto un momento di ribellione con Dio, di allontanamento, e poi, grazie al suggerimento della professoressa del liceo, mi sono preso alcuni giorni in montagna — ero appassionato delle montagne, della moto — e lì è stata una svolta: ho cominciato a pregare e ad affidarmi al Signore.
E lì è cominciato questo lasciarmi guidare dal Signore in modo misterioso. Da un viaggio in Grecia è arrivata l’ispirazione di andare ad Assisi, e ad Assisi sono arrivato proprio diciottenne come tanti di voi, appena finita la maturità, a un incontro di giovani.
A quei tempi non c’era il cellulare, non c’era internet, quindi sono arrivato proprio condotto dalla Provvidenza a un incontro di giovani da tutta Italia.
C’era un’immagine di San Francesco con scritto «Signore, cosa vuoi che io faccia?», le parole di Gesù.
E il primo frate che si è presentato ha detto: «Io sono fra Gino, missionario in Amazzonia da 40 anni!». Non avevo mai visto un frate, mi ha invaso una gioia immensa.

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