Per noi missionari di Villaregia è sempre un motivo di gioia condividere le storie.
Ecco l'esperienza missionaria di una giovane di Porto Rico nella Repubblica Dominicana: lei si chiama Jessica Medina.
La mia esperienza nella Repubblica Dominicana è stata molto più di una missione o di un viaggio; è stata un’esperienza di incontro che mi ha permesso di uscire dalla mia realtà, guardare altre vite e lasciarmi trasformare da ogni persona che ho conosciuto.
In quei giorni ho avuto l’opportunità di condividere con diverse comunità, soprattutto con bambini e famiglie, e di partecipare a momenti di missione, accompagnamento e servizio.
Uno dei momenti che mi ha segnato di più è stato avvicinarmi ai bambini di Jínova: stare con loro, ascoltare le loro storie, giocare, sorridere e donare alcuni regali che, anche se potevano sembrare piccoli, per loro significavano tantissimo. Lì ho capito ancora una volta che il valore di un gesto non sta necessariamente in quanto costa, ma nell’amore con cui viene donato.
Ho avuto anche la possibilità di conoscere altre realtà, osservare da vicino le necessità delle comunità e comprendere che molte volte arriviamo pensando di portare qualcosa, quando alla fine siamo noi a ricevere molto di più.
La Repubblica Dominicana mi ha insegnato a guardare con più attenzione, a non dare per scontato ciò che ho e a riconoscere la dignità e la gioia che possono esistere anche in mezzo a situazioni difficili.
Ci sono stati momenti semplici che sono rimasti con me: una conversazione, un sorriso, un abbraccio, lo sguardo di un bambino, una comunità che ci ha aperto le sue porte e persone che, pur non conoscendoci profondamente, ci hanno fatto sentire parte della loro realtà.
Ognuno di questi incontri mi ha ricordato che la missione non consiste solo nell’andare in un luogo e svolgere un compito, ma nel permettere che l’incontro con l’altro ci interroghi, ci muova e ci aiuti a crescere. Ho scoperto anche che servire significa imparare ad ascoltare e a ricevere; perché non si tratta sempre di arrivare con risposte, ma di avere l’umiltà di riconoscere che ogni persona e ogni comunità hanno qualcosa da insegnarci.
Porto con me molti volti e molte storie, ma soprattutto una certezza: il servizio lascia semi. Forse non si arriva mai a conoscere tutto ciò che un piccolo gesto può provocare nella vita di un’altra persona, ma questo non significa che sia stato inutile.
A volte, basta che qualcuno si senta visto, ascoltato, amato o ricordato perché qualcosa dentro di lui cambi. E credo che questa sia stata proprio una delle cose più belle di questa missione: comprendere che non siamo andati solo a fare qualcosa per gli altri, ma a incontrarli nella loro umanità, nella semplicità e nel desiderio genuino di condividere.
Al ritorno a Porto Rico ho sentito che non tornavo esattamente la stessa. Ho portato con me ricordi, apprendimenti e una gratitudine molto più consapevole per le cose quotidiane che spesso do per scontate.
La Repubblica Dominicana mi ha ricordato che uscire da sé stessi implica sempre un’opportunità di crescita e che, quando ci permettiamo di servire con il cuore, lasciamo anche che gli altri trasformino la nostra vita.
Più che un’esperienza che si è conclusa al rientro a casa, sento che è un’esperienza che continua in me, perché ora ogni volto che ho conosciuto fa parte del modo in cui comprendo la missione, il servizio e l’importanza di essere disponibili per l’altro.
Foto di Jessica Medina

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