Per i giovani burundesi, l’estate – oltre ad essere un tempo di riposo – è un’opportunità di condivisione del proprio tempo libero con chi è svantaggiato, con iniziative rivolte soprattutto ai bambini orfani
Le vacanze estive sono un periodo atteso dai ragazzi con trepidazione, perché finalmente si possono dedicare al riposo, allo svago e alle uscite con gli amici, ma per migliaia di ragazzi delle scuole superiori e delle università del Burundi è un periodo utile per occuparsi degli altri. Avendo più tempo libero, i ragazzi, fra luglio e settembre, alternano la leggerezza delle giornate di svago, con attività di carattere sociale rivolte a persone meno fortunate.
Che cosa spinge i giovani a fare questa scelta?
Non è obbligatorio fare volontariato e i ragazzi non lo considerano un sacrificio, ma una libera scelta che ha radici consolidate nella cultura del Paese.
In Burundi – come del resto in tutta l’Africa – ogni persona si sente parte integrante di una comunità. Questo forte legame con le altre persone della comunità si manifesta nel concetto di fratellanza, con un’attenzione particolare ai più piccoli e a chi è svantaggiato.
I giovani sono consapevoli che avere la possibilità di studiare è un privilegio non concesso a tutti, spesso per motivi economici, per questo sentono l’esigenza di dover restituire qualcosa alla collettività condividendo il proprio tempo libero.
Questo sentimento, oltre a tramandare valori e conoscenze, genera anche una sorta di solidarietà intergenerazionale.
I genitori sono contenti quando i propri figli si impegnano nel volontariato, invece che andare in giro a bighellonare o frequentare cattive compagnie.
A distanza di molti anni, in Burundi, sono ancora visibili le cicatrici dei conflitti interni degli anni ‘90 del secolo scorso; le guerre lasciano uno strascico di povertà che produce ancora oggi un numero elevatissimo di orfani.
I giovani studenti sanno bene che la solidarietà e il sostegno alle persone vulnerabili, insieme allo studio, possono essere validi strumenti per sostenere la società, anche nell’ottica della riconciliazione e della pace futura.
Le attività dei giovani
I ragazzi organizzano raccolte fondi o si tassano per acquistare riso, fagioli, sapone e materiale scolastico da donare a chi è in difficoltà. Gli studenti più grandi si offrono di dare ripetizioni gratuite ai bambini degli orfanotrofi, preparandoli per l’anno scolastico successivo, organizzando anche delle giornate di svago con giochi, canti e balli tradizionali; altri, si dedicano ai più piccoli raccontando loro storie.
Spesso queste attività sono promosse da associazioni e movimenti religiosi: in questo modo anche la fede si traduce in azione sociale, mettendo in pratica i valori del Vangelo o mettendo in pratica le nozioni di solidarietà umana apprese teoricamente a scuola.
Molti giovani partecipano attivamente ai Campi di lavoro e solidarietà che le parrocchie più strutturate, promuovono in favore dei bambini vulnerabili e degli orfani.
Giovani delle scuole superiori in visita a Nice Hope House
Nei giorni scorsi, un gruppo di studenti si è recato a Nice Hope House – la casa di accoglienza per minori in difficoltà che sorge sulla collina di Zege vicino a Gitega. È stata una visita inaspettata che ha colto di sorpresa i 62 bambini e ragazzi che sono attualmente ospiti della struttura la cui costruzione è stata finanziata da 4inzu, l’organizzazione di volontariato fondata da 4 famiglie adottive italiane che, proprio in questi giorni festeggia i 9 anni di attività.
Per i bambini è stata una giornata un po’ diversa dal solito, accompagnando mano nella mano gli studenti nella visita di tutti gli ambienti; qualcuno dei più piccoli ha colto l’occasione per farsi prendere in braccio.
Molti sono stati gli apprezzamenti per il lavoro quotidiano svolto in sinergia con 4inzu e c’è stato anche chi si è commosso per la gioia e l’accoglienza riservata dai bambini e da Leopold, il direttore della struttura.
Anche il pranzo in onore degli ospiti è stato un momento di festa e gioia, condividendo insieme il pasto dei giorni delle occasioni speciali a base di carne, patate, riso e fagioli.
Al termine della giornata, prima di proseguire il loro viaggio, gli studenti hanno devoluto un’offerta al direttore dell’orfanotrofio, per contribuire alle necessità dei bambini di Nice Hope House.
Speranza per il futuro del Burundi
I giovani studenti burundesi trasformano le vacanze estive in un’occasione di riscatto e di condivisione, offrendo anche a noi una lezione universale di solidarietà e resilienza.La loro intraprendenza promette bene per il futuro del Paese, ma è anche la dimostrazione di un motore attivo nel suo presente.
Foto di Francesco Semeraro

Italia



