Africa, Costa d’Avorio | Io pellegrino dove la speranza ricomincia

6 Agosto 2026

Padre Stefano Camerlengo

Padre Stefano Camerlengo

Pellegrino in Costa d'Avorio
Per un missionario, essere pellegrini di speranza è camminare con la gente del luogo.

La missione ti fa sentire sempre più pellegrino in terra abitata, sempre più desideroso di toglierti i sandali perché lì c’è Dio.

«Il pellegrinaggio – come diceva Papa Francesco – è un simbolo della vita, ci fa pensare che la vita è camminare, è un cammino».

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Quando si intraprende un pellegrinaggio non lo si fa solamente per raggiungere una meta. Ma anche per ritrovare sé stessi in un cammino che sana il cuore, perché immagine di un percorso di ricerca di senso e di felicità.

Si esce da sé stessi, dalla routine di ogni giorno, per lasciarsi avvolgere dall’essenziale e da ciò che è propriamente umano.

Il pellegrinaggio è un vero e proprio atto di fede.

Certamente se ne conosce la destinazione, ma mai pienamente il percorso e ciò che in esso può accadere, lasciando spazio al provvisorio, all’imprevedibile e all’ignoto.

Io mi sento pellegrino quando mi accolgono in un Paese che non è il mio oppure se capitano segnali forti che ti toccano dentro e ti cambiano.

Me ne accorgo davanti alla meraviglia del cuore della gente, e ogni volta che vedo qualcosa di grande in mezzo a tanta povertà e polvere, qui a Dianra, in Costa d’Avorio, in un angolo della Terra dimenticato da tutti.

Per il missionario, già solo una messa è un’iniezione di speranza. Celebrare, infatti, è ciò che dà senso alla mia vocazione.

E anche nei giorni feriali, quando i parrocchiani vanno a lavorare nei campi fuori dal villaggio (divenendo anch’essi pellegrini), bastano pochi e semplici incontri, un grazie, un sorriso, per ripartire e fare fronte alle difficoltà.

Perché la speranza ricomincia sempre.

Perché pellegrino è chi si mette in cammino cercando di abbracciare la gente che incontra; è chi lascia gli spazi delle proprie comodità per camminare con Lui verso luoghi sconosciuti e vivere legami significativi.

Grazie tante, uniti e insieme nella preghiera e nella missione.

Foto di Eva Blue su Unsplash

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