Africa, RD Congo | L’anno scolastico riparte nonostante tutto

8 Settembre 2026

Destin Byandike

Destin Byandike

Inizio scuola in Congo
Studenti del Kivu (Repubblica democratica del Congo) il primo giorno di scuola

Nel Nord e nel Sud Kivu, milioni di bambini sono tornati sui banchi di scuola il 1° settembre 2026. Un nuovo anno scolastico tra Ebola, guerra e speranza.

Bukavu, Goma, Butembo. Lunedì 1° settembre 2026, ore 7.30. Sotto la pioggia o sotto la paura, i bambini del Kivu sono tornati a scuola.

Il governo congolese ha confermato l’avvio dell’anno scolastico 2026-2027 in tutto il territorio nazionale, comprese le province minacciate dal conflitto.

Resta in contatto con spazio + spadoni

Iscriviti alla newsletter

Nel Nord Kivu 2, a Butembo, il direttore provinciale Alexis Kahindo Kighombwe lo ha ribadito ai media locali:

«L’Ebola non deve privare i bambini del loro diritto all’istruzione».

Un inizio d’anno scolastico all’insegna del protocollo sanitario

Quest’anno, nel Kivu, il ritorno a scuola ha un sapore particolare. La recrudescenza della malattia da virus Ebola desta preoccupazione.

Nelle scuole cattoliche convenzionate, come quelle di Bunia e Butembo, le misure di prevenzione sono visibili: lavaggio obbligatorio delle mani, controllo della temperatura all’ingresso, attività di sensibilizzazione promosse dall’UNPC e dalla DDC-Svizzera. Ma l’altro virus è la guerra.

Nel Sud Kivu, il direttore provinciale Léon Tosweswe ha confermato la ripresa delle lezioni a Bukavu questo martedì, nonostante i combattimenti segnalati a Fizi e Kalehe tra le FARDC e l’M23, come ci ha riferito nel corso di un’intervista. «Tutti gli insegnanti saranno presenti», ha assicurato.

Sul terreno, tuttavia, l’intersindacale degli insegnanti del Nord Kivu 2 minaccia di non riprendere le attività, denunciando l’insicurezza e l’assenza di una mutua sanitaria per gli insegnanti di Beni e Lubero.

Gli esclusi dalla ripresa: gli sfollati

È l’immagine più forte di questo ritorno a scuola nel Kivu.

A tre settimane dall’inizio delle lezioni, come spiegava già La Prunelle RDC, famiglie sfollate provenienti da Walungu, Kalehe e dalle colline di Bukavu raccontavano di non avere nemmeno i soldi per comprare un quaderno.

«Molti genitori hanno perso il lavoro o i loro campi a causa della crisi. Pensano di riutilizzare le vecchie uniformi».

Così racconta Innocent Majaliwa, coordinatore di un’associazione giovanile di Bukavu.

Nel territorio di Mambasa, alcune scuole sono ancora occupate da persone sfollate che non hanno un altro posto dove andare.

Come si può fare lezione in un’aula trasformata in dormitorio?

È qui che lo Stato cerca di dare una risposta. La ministra dell’Istruzione, Raïssa Malu, ha annunciato l’avvio di 78 mense scolastiche pilota, tre per provincia, e la creazione di gruppi di vigilanza civica.

Un’attenzione particolare, ha sottolineato il presidente della Repubblica, deve essere riservata ai bambini del Nord e del Sud Kivu colpiti dal conflitto.

La scuola come atto di resistenza

Nel Kivu, andare a scuola non è un gesto scontato. È un atto di resistenza. Significa dire che la vita continua, nonostante le armi, nonostante l’Ebola.

Questa ripresa delle lezioni ci ricorda una cosa: l’educazione resta il primo argine contro la miseria e la violenza.

Quando un bambino del Kivu apre il suo quaderno, riapre anche una porta sul futuro.

Ora, spetta alla comunità internazionale, alle organizzazioni umanitarie e alla Chiesa locale non lasciarlo solo davanti al suo quaderno vuoto.

Foto di Destin Byandike

Condividi questo articolo

Le parole possono ispirare, la condivisione può farle arrivare più lontano.

Home » News » Africa, RD Congo | L’anno scolastico riparte nonostante tutto
Opera M Collabora con noi