Albania | I giovani raccontano a teatro san Francesco

27 Giugno 2026

Una scena dello spettacolo su san Francesco dei giovani in Albania

Fra Matteo Di Seclì, dell’Ordine dei Frati Minori della Provincia di Puglia, ci scrive dall’Albania

(di fra Matteo Di Seclì)

In occasione dell’800° anniversario della morte di san Francesco d’Assisi, i Frati Minori Cappuccini della Delegazione d’Albania hanno scelto di celebrare questa ricorrenza con un’iniziativa capace di unire fede, arte e preghiera e, allo stesso tempo, di evangelizzare. È nata così la rappresentazione teatrale “Seme di Vita Eterna: gli ultimi istanti della vita di Francesco d’Assisi”, ispirata alla lettera dei Ministri Generali della Famiglia Francescana.

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A dare vita allo spettacolo sono stati venti giovani della missione albanese che, con entusiasmo e spirito di servizio, hanno deciso di offrire gratuitamente il proprio tempo e i propri talenti. Nessuno di loro è un attore professionista: sono ragazzi accomunati dal desiderio di testimoniare il Vangelo attraverso il linguaggio del teatro, aiutando il pubblico a riscoprire il significato profondo della vita e della morte del Poverello di Assisi.

La rappresentazione si sviluppa in otto scene, accompagnate da canti ispirati agli scritti di san Francesco, che rendono ancora più intensa l’atmosfera di raccoglimento.

Il racconto si apre con l’arrivo di Donna Jacopa de’ Settesoli, giunta ad Assisi con quanto Francesco aveva desiderato per gli ultimi giorni della sua vita, compreso il dolce che tanto amava. È il segno di un’amicizia fedele che attraversa il tempo.

Seguono momenti di grande forza spirituale. Francesco, ormai provato dalla malattia, chiede di continuare a lodare Dio con il canto, suscitando lo stupore di frate Elia. Per il Santo, infatti, la lode diventa il modo più autentico per affrontare senza paura l’incontro con “Sorella Morte”.

Il medico gli comunica con sincerità la gravità delle sue condizioni, permettendogli di prepararsi con piena consapevolezza al passaggio finale. Contro ogni previsione, Francesco non desidera rimanere nel palazzo del Vescovo, ma chiede di essere riportato alla Porziuncola, il luogo dove aveva avuto origine la sua vocazione.

Durante il viaggio, pur ormai cieco, fa fermare i frati e benedice Assisi e i suoi abitanti, lasciando un ultimo gesto di amore verso la città che lo aveva visto nascere.

Giunto alla Porziuncola, domanda di essere deposto nudo sulla terra, in perfetta fedeltà alla Santa Povertà. Benedice il pane, ascolta il Vangelo e affida ai frati il suo testamento spirituale: vivere nell’amore reciproco sull’esempio di Cristo.

Tra i momenti più commoventi vi è anche il desiderio di santa Chiara di rivedere ancora una volta Francesco prima della sua morte. Dopo aver accolto serenamente “Sorella Morte”, il Santo rende l’anima a Dio circondato dai suoi confratelli.

L’ultima scena accompagna il corpo di Francesco fino a San Damiano, dove Chiara e le sue sorelle, uscendo eccezionalmente dalla clausura, possono salutarlo e venerare le stimmate, segno della sua profonda conformazione a Cristo.

Il sipario si chiude idealmente davanti alla tomba del Santo. Non è il simbolo di una fine, ma il luogo da cui continua a risuonare un messaggio di speranza e di risurrezione. Attraverso la semplicità e la passione di questi giovani albanesi, la figura di san Francesco torna a parlare al cuore degli uomini di oggi, ricordando che la morte, vissuta nella fede, può diventare il seme di una vita che non conosce tramonto.

Foto di fra Matteo Di Seclì

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