La fede che parla la lingua dei popoli
Nel cuore del Borneo malaysiano, dove i fiumi Tinjar e Tutoh solcano le foreste dello Stato di Sarawak, la fede si fa testimonianza viva attraverso la voce dei suoi figli. L’ordinazione presbiterale di padre Joel Rut Markus rappresenta una pietra miliare per tutta la Chiesa asiatica: è il primo sacerdote appartenente alla comunità indigena dei Berawan, una popolazione di circa settemila persone storicamente organizzata in villaggi comunitari lungo il bacino del fiume Baram.
Una domanda che trasforma la vita
La scintilla della vocazione si accese circa dieci anni fa, quando il giovane Joel ascoltò l’omelia di un missionario olandese, padre Guido Gockel, pronunciata nell’idioma locale iban. Vedere un sacerdote straniero dedicarsi con autentica umiltà all’apprendimento di una lingua tradizionale scosse profondamente la coscienza del ragazzo. Nel suo cuore germogliò una domanda tanto semplice quanto sconvolgente: «Perché non tu? Perché non io?». Quell’interrogativo interiore, nato dall’intuizione di quanto fosse necessario comunicare la speranza rispettando le radici culturali della propria terra, spinse Joel ad accogliere la vocazione al ministero ordinato con coraggio e determinazione.
Il cammino di preparazione ha richiesto quasi un decennio di studio, pazienza e dedizione, articolato tra il College General di Penang e il St. Peter’s College di Kuching. Durante la solenne celebrazione nella chiesa di San Domenico e del Rosario a Taman Tunku, alla presenza di oltre tremila fedeli accorsi da tutta la regione, il vescovo di Miri, monsignor Richard Ng, ha ricordato quanto questo percorso esiga «pazienza, perseveranza e disponibilità ad accogliere la grazia di Dio».
Il presule ha quindi invitato i giovani locali a non esitare di fronte alla chiamata di spendersi generosamente a servizio del bene comune e della missione.
Custodire radici, lingua e futuro comunitario
La comunità Berawan attraversa oggi una fase di profonda trasformazione sociale ed economica.
Tradizionalmente dedito alla coltivazione del riso, alla pesca e alla custodia della foresta pluviale, questo popolo affronta le difficoltà imposte dall’espansione delle colture intensive e dai mutamenti ambientali che minacciano gli equilibri secolari dei fiumi.
In questo contesto, preservare l’eredità linguistica e culturale – rimasta quasi esclusivamente orale fino alla redazione dei primi glossari contemporanei – rappresenta un compito decisivo per non disperdere la memoria collettiva.
L’inizio del ministero pastorale di padre Joel presso la parrocchia della Sacra Famiglia a Lapok assume così un valore profetico. La sua missione testimonia un autentico cammino di inculturazione, capace di intrecciare il rispetto per le tradizioni ancestrali con l’impegno quotidiano verso le persone più vulnerabili.
Quando il servizio fraterno parla la lingua madre di una comunità, si rinnova l’annuncio di speranza e si costruisce una solidarietà condivisa, dimostrando come ogni cultura custodisca risorse preziose per arricchire l’umanità intera.
Immagine creata digitalmente da spazio + spadoni
Fonte: Agenzia Fides
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