La risposta tempestiva della comunità cattolica
Dopo la furia del vento e dell’acqua, arrivano gli aiuti. In Cina, nelle province di Hubei e Guangxi, dove tornado e alluvioni hanno lasciato dietro di sé case danneggiate, villaggi isolati e famiglie private dei servizi essenziali, la comunità cattolica ha scelto di non restare a guardare. La risposta è stata concreta, rapida, organizzata.
Aiuti concreti per le famiglie colpite
Attraverso Jinde Charities, organismo caritativo della Chiesa cattolica cinese, sono stati attivati interventi nelle aree maggiormente colpite. Il 15 luglio gli aiuti hanno raggiunto 318 famiglie della città di Ezhou, nella provincia di Hubei, per un valore complessivo di oltre 115 mila yuan. Il giorno successivo, nella comunità di Shilong, nel Guangxi, sono stati distribuiti 700 sacchi di riso e 700 confezioni di olio, beni semplici ma indispensabili per affrontare i giorni successivi alla calamità.
Dalla solidarietà gli strumenti per ricominciare
La solidarietà, però, non si è fermata al cibo. Grazie alla collaborazione con i volontari locali e ai sopralluoghi nelle zone colpite, sono stati inviati anche strumenti per la pulizia e la ricostruzione: motoseghe, pale, carriole, stivali da pioggia, impermeabili, torce, scope, ombrelli, coperte, acqua minerale e teloni.
Oggetti diversi, accomunati da una stessa finalità: aiutare le persone a riprendere, passo dopo passo, la vita quotidiana.
Una Chiesa che non aspetta
Fin dalle prime ore successive alla calamità, i vescovi cinesi hanno espresso preoccupazione per le popolazioni colpite e affidato a Jinde Charities il coordinamento degli interventi, in collaborazione con le autorità e le comunità locali. In alcune zone, anche molte famiglie cattoliche sono rimaste senza acqua corrente ed energia elettrica.
È qui che la misericordia diventa visibile. Non è soltanto una parola, né un sentimento generico di compassione. È presenza. È la capacità di ascoltare un bisogno e di trasformarlo in una risposta.
La misericordia passa anche da una pala e da una coperta
Una pala per liberare una strada, una coperta per affrontare la notte, una bottiglia d’acqua quando i rubinetti sono asciutti: anche attraverso questi gesti passa la dignità delle persone.
La storia della Cina raccontata da questa emergenza è anche la storia di una comunità che si lascia coinvolgere dal dolore degli altri. In mezzo alla devastazione, la Chiesa ha scelto di farsi vicina, con discrezione e concretezza.
Dopo la catastrofe, qualcuno deve arrivare
Perché dopo una catastrofe non servono soltanto grandi parole. Servono mani, strumenti, cibo, acqua. Serve qualcuno che arrivi. E, soprattutto, serve la certezza che nessuno debba affrontare da solo il momento più difficile.
La misericordia, ancora una volta, si mette in cammino. E arriva là dove il vento e l’acqua hanno portato via quasi tutto.
Immagine creata digitalmente da spazio + spadoni

Timor Est


