Europa, Italia | Carta di Leuca 2026: il documento finale firmato dai giovani

9 Settembre 2026

Redazione
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Si è conclusa ad agosto a Santa Maria di Leuca (Lecce) l’undicesima edizione del meeting euromediterraneo “Carta di Leuca” che ha riunito decine di delegati tra i 18 e i 35 anni, provenienti dalle diverse sponde di Europa, Medio Oriente e Nord Africa per firmare un manifesto di pace e convivenza.

Promosso dalla Diocesi di Ugento-S. Maria di Leuca e dalla Fondazione Parco Culturale Ecclesiale “De Finibus Terrae”, l’evento ha visto protagonisti i giovani di Caritas Italiana, Young Caritas, Caritas Cipro, Focsiv e rete Comed, fianco a fianco con coetanei di fede cristiana, musulmana ed ebraica uniti dal rifiuto di ogni logica di scontro armato.

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Un vertice culminato nella firma di un manifesto congiunto contro indifferenza, conflitti e frammentazioni.

Il documento punta l’indice sulle logiche di scontro tra i popoli e sull’illusione securitaria dell’omologazione, indicando nella solidarietà attiva e nella cura delle vulnerabilità l’unica via d’uscita dalle crisi contemporanee.

Centrale l’appello a superare le narrazioni tossiche del passato: disinnescare i rancori della memoria storica diventa per i promotori la precondizione irrinunciabile per avviare reali percorsi di dialogo e riconciliazione.

Davanti al rischio di nuove chiusure e arretramenti identitari, le nuove generazioni rilanciano la cultura dell’accoglienza, trasformando il Mare Nostrum in una piattaforma di giustizia sociale, diplomazia dal basso e cooperazione transnazionale.

Una presa di posizione netta che dal Salento richiama la comunità internazionale alla costruzione di una pace duratura.

Documento finale di “Carta di Leuca 2026”

Noi, giovani del Mediterraneo, al termine di questi giorni di incontro e condivisione, dichiariamo quanto segue.

Ci impegniamo ad avere occhi aperti, capaci di riconoscere e accogliere le complessità del nostro tempo. Non vogliamo restare indifferenti davanti alle ferite tra i popoli, a quelle della nostra terra e del creato, né davanti alle difficoltà del passato che gravano sul presente e minacciano il futuro. Non passeremo oltre davanti alle relazioni spezzate che mettono uomo contro uomo, popolo contro popolo. Come il Buon Samaritano, vogliamo vedere le piaghe dell’umanità e prendercene cura con compassione, perché nessuno sia lasciato solo lungo la strada.

Ci siamo resi conto che l’omologazione può diventare una comoda zona di sicurezza, nella quale le differenze vengono percepite come minaccia. Eppure, riconosciamo che la diversità è inscritta nella nostra stessa umanità: non siamo chiamati a conformarci tra di noi, ma a vivere nella comunione. Il contributo unico di ciascuno possa concorrere a edificare un’umanità più fraterna, nella quale ciò che è diverso non divide, ma arricchisce.

Per costruire una nuova cultura di pace, sentiamo il bisogno di non lasciarci imprigionare dalle ferite del passato. Talvolta le nostre memorie diventano narrazioni immobili, alimentano divisioni e impediscono cammini di conversione e riconciliazione. Ci impegniamo a guarire le memorie personali e comunitarie, cosicché quella fede autentica, che apre al perdono reciproco, faccia emergere risorse rimaste nascoste e nuove possibilità di incontro. Riconciliati con la nostra storia, vogliamo percorrere strade di speranza, capaci di generare un futuro di pace.

Abbiamo scoperto che le culture dei nostri popoli custodiscono una comune disponibilità all’accoglienza del prossimo e all’apertura delle case e dei cuori. Riconosciamo, tuttavia, che le tensioni che attraversano il nostro mare rischiano di spingerci ad innalzare barriere, ad alimentare paure e ad approfondire le distanze. Noi scegliamo di credere che proprio dal Mediterraneo può levarsi un grido profetico di giustizia e di pace, che oltrepassi ogni confine e raggiunga ogni popolo. Vogliamo essere voce di questo grido, perché dal nostro mare sorga la speranza e il mondo intero conosca una nuova era di pace.

Santa Maria di Leuca, 14 agosto 2026

Foto Gruppo Carta di Leuca

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