A Mehar Town, quartiere periferico della città di Lahore, si è rinnovato un incontro profondo tra fedi diverse nel segno della fraternità e della speranza.
L’inaugurazione della nuova grotta mariana di Lourdes, dedicata alla Vergine Maria venerata come «Regina della Pace», ha radunato oltre tremila persone in un abbraccio comunitario che ha superato ogni barriera confessionale.
L’Arcivescovo di Lahore, monsignor Khalid Rehmat OFM Cap, ha benedetto il luogo sacro affidando alla custodia materna della Vergine il cammino e le aspirazioni dell’intera nazione.
La preghiera che supera ogni barriera
In un contesto sociale sovente segnato da vulnerabilità e polarizzazioni, questo nuovo santuario si offre come un'oasi di riconciliazione e di consolazione. In Pakistan, la venerazione verso Maria unisce da secoli cristiani e fedeli musulmani in una devozione sincera e capillare.
Come ha spiegato il parroco p. Qaiser Feroz, la figura di Maria, Maryam nella tradizione islamica, è profondamente amata e rispettata: è infatti l’unica donna menzionata con il proprio nome nel Corano, dove un’intera sura ne custodisce la memoria come modello insuperabile di purezza, dedizione e fede autentica.
Madri di famiglia, giovani e anziani musulmani si accostano quotidianamente a questi altari all’aperto accanto ai fratelli cristiani. Portano con sé invocazioni accorate per la salute dei figli, intenzioni intime e il bisogno condiviso di consolazione.
La preghiera silenziosa si trasforma così in un autentico dialogo della vita, dove non servono complesse dispute dottrinali, ma bastano la vicinanza reciproca e il riconoscimento del dolore e della speranza dell’altro. Pregare fianco a fianco davanti alla stessa Madre manifesta una grazia sociale capace di disarmare ogni pregiudizio.
Un cammino condiviso per la concordia
Durante la celebrazione liturgica, un gesto spontaneo ha toccato i cuori di tutti i presenti: il volo di alcune colombe liberate tra la folla, due delle quali hanno scelto di posarsi proprio sulla sommità della grotta in pietra. Questo segno visibile ha richiamato l’anelito profondo verso un futuro di armonia e serenità per l’intero Paese. Nell’omelia, padre Henry Paul OFM Cap ha esortato l’assemblea a farsi custode instancabile dell’amore fraterno e della comprensione attraverso gesti concreti di servizio.
La grotta di Mehar Town si conferma così come uno spazio fecondo in cui la preghiera comune diventa fermento di guarigione e di fraternità. In un mondo che alza steccati, l’incontro tra fedi diverse ai piedi di Maria testimonia che la via dell’ascolto e della preghiera condivisa è l’unico fondamento solido per edificare una pace duratura.
Immagine creata digitalmente da spazio + spadoni
Fonte: Agenzia Fides

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