Europa, Italia | Coranica e Marracci: il dialogo con le Opere di Misericordia

14 Agosto 2026

Redazione
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Mons. Paolo Giulietti e la Prof. Luisa Locorotondo
Mons. Paolo Giulietti e la Prof. Luisa Locorotondo - Chiesa del Suffragio e delle Opere di Misericordia di Camaiore

Nella Chiesa del Suffragio e delle Opere di Misericordia di Camaiore, la conferenza dedicata alla mostra “Coranica. Dal Marracci di Lucca ad Abu Dhabi” ha intrecciato storia, dialogo interreligioso, territorio e misericordia.
Una figura del Seicento, Ludovico Marracci, torna così a interrogare il nostro presente e a ricordarci che conoscere l’altro è il primo passo per incontrarlo.

Un luogo che parla già di misericordia

Non poteva essere una sede indifferente. La conferenza si è svolta nella Chiesa del Suffragio e delle Opere di Misericordia di Camaiore, recentemente ristrutturata grazie all’impegno della Misericordia di Camaiore e Lido e oggi impreziosita dalle 14 Opere di Misericordia realizzate dal maestro Lorenzo Luigi D’Andrea.

Un luogo che, ancora prima dell’inizio degli interventi, sembrava suggerire il significato più profondo della giornata. Sulle pareti le Opere di Misericordia raccontano infatti un linguaggio fatto di gesti prima ancora che di parole: accogliere, nutrire, vestire, visitare, consolare, perdonare, accompagnare.

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Proprio mentre la conferenza invitava a riflettere sull’incontro tra cristianesimo e Islam, quelle opere ricordavano che esiste un terreno sul quale uomini e donne appartenenti a tradizioni differenti possono già riconoscersi: la cura dell’altro.

È in questo particolare contesto che ha assunto ancora maggiore significato la presenza a Camaiore della mostra itinerante “Coranica. Dal Marracci di Lucca ad Abu Dhabi”.

Marracci: conoscere prima di giudicare

Al centro dell’incontro la figura di Ludovico Marracci, nato a Torcigliano nel 1612, religioso, orientalista e profondo conoscitore della lingua araba, autore nel XVII secolo di una delle prime grandi traduzioni integrali del Corano in latino.

Marracci si avvicinò al testo coranico con intenzioni legate inevitabilmente al contesto religioso e culturale della propria epoca. Ma il rigore linguistico e filologico con cui studiò la lingua, le fonti e il pensiero islamico produsse anche qualcosa che andava oltre la controversia: uno strumento di conoscenza dell’altro.

Ed è proprio qui che una vicenda apparentemente lontana diventa sorprendentemente contemporanea.

Cristianesimo e Islam si incontrano e si confrontano da oltre tredici secoli, eppure il processo della reciproca conoscenza è tutt’altro che concluso.

Non possiamo incontrare veramente qualcuno che abbiamo deciso di non conoscere.

La conferenza si è aperta con i saluti di S.E. Mons. Paolo Giulietti, Arcivescovo di Lucca, del Presidente della Provincia di Lucca e Sindaco di Camaiore, Marcello Pierucci, del prof. Giovanni Belletti, che ha portato il saluto del Presidente della Misericordia di Camaiore e Lido, Aldo Intaschi, e del fondatore di spazio + spadoni, Luigi Spadoni.

Mons. Paolo Giulietti ha richiamato il valore della conoscenza come condizione necessaria per un autentico dialogo tra religioni e culture. In un tempo nel quale stereotipi e contrapposizioni rischiano di determinare anche le relazioni quotidiane, Marracci suggerisce un metodo ancora valido: avvicinarsi all’altro con serietà e profondità.

Marcello Pierucci ha sottolineato il valore dell’iniziativa per Camaiore e per il territorio, che attraverso Marracci riscopre una propria storia capace di assumere, dopo quattro secoli, una sorprendente dimensione internazionale.

Attraverso il prof. Giovanni Belletti è giunto il saluto del Presidente della Misericordia di Camaiore e Lido, Aldo Intaschi. Una presenza particolarmente significativa perché proprio la Misericordia ha contribuito alla rinascita della chiesa che ospita la mostra, restituendo alla città un luogo nel quale le Opere di Misericordia sono oggi nuovamente visibili.

Nel suo intervento, Luigi Spadoni ha confessato di avere scoperto più profondamente proprio in questi giorni la figura di Marracci e di avervi riconosciuto un’intuizione antica e nello stesso tempo straordinariamente attuale: conoscere l’altro con serietà, rispetto e profondità è il primo passo per incontrarlo.

Da qui una domanda affidata alla giornata:

possono le Opere di Misericordia diventare uno strumento comune capace di favorire il dialogo interreligioso?

⁠Il saluto di Luigi Spadoni durante la conferenza

Luisa Locorotondo: una mostra nata per far conoscere

La prof.ssa Luisa Locorotondo, responsabile del progetto e incaricata per l’Ecumenismo e il Dialogo Interreligioso dell’Arcidiocesi di Lucca e della Conferenza Episcopale Toscana, ha ricostruito la nascita e il significato di Coranica.

La sfida è stata quella di portare fuori dall’ambito esclusivamente accademico una materia complessa, costruendo un percorso scientificamente rigoroso ma comprensibile a tutti.

Dalla figura di Marracci la mostra attraversa la storia dell’incontro tra cristianesimo e Islam fino alle sfide contemporanee del dialogo. Significativa anche la collaborazione con studiosi di università italiane e pontificie e rappresentanti nazionali delle comunità islamiche italiane coinvolti nella costruzione stessa del progetto grazie al lavoro di rete svolto dalla Fondazione Metamorfosi che nasce per avviare e accompagnare processi di conoscenza e dialogo che permettono di passare dal sospetto alla fiducia nell’altro.

Non semplicemente, quindi, una mostra sull’altro, ma un tentativo di costruire qualcosa insieme all’altro.

Paolo Trianni: il dialogo è una necessità

Il prof. Paolo Trianni, docente della Pontificia Università Gregoriana, ha riportato la riflessione alle grandi questioni del presente.

La presenza ormai strutturale delle comunità musulmane in Europa rende la conoscenza reciproca una necessità non soltanto religiosa, ma sociale e culturale.

Il dialogo non significa cancellare le differenze o ignorare i problemi. Significa scegliere di affrontarli attraverso la conoscenza anziché attraverso il pregiudizio.

Trianni ha richiamato il cammino della Chiesa cattolica, dalla dichiarazione conciliare Nostra Aetate fino al Documento sulla Fratellanza Umana sottoscritto ad Abu Dhabi da Papa Francesco e dal Grande Imam di al-Azhar Ahmad al-Tayyeb.

Le religioni, è emerso, non possono rinunciare alla responsabilità di costruire ponti tra gli uomini.

Luca Santini: Marracci, figlio di questa terra

Con lo storico Luca Santini la conferenza è tornata alle radici di Marracci.

Attraverso la storia della famiglia, del piccolo borgo di Torcigliano e del contesto nel quale Ludovico crebbe, Santini ha mostrato quanto sia significativo che una personalità di tale rilievo internazionale sia nata proprio in questo territorio.

Particolare attenzione è stata dedicata alla formazione e all’importanza dello studio: dalla piccola realtà della Lucchesia, attraverso la curiosità intellettuale e la conoscenza delle lingue, Marracci arrivò a diventare uno dei maggiori orientalisti del proprio tempo.

Riscoprirlo significa quindi anche restituire al territorio una parte importante della propria memoria.

John Gabriele Gattai: storie che attraversano i secoli

L’avv. John Gabriele Gattai ha intrecciato alla storia di Marracci quella della propria famiglia, che ha recuperato e restaurato l’antica dimora legata ai Marracci a Torcigliano.

Il racconto dei suoi antenati britannici, diplomatici, studiosi ed esploratori che tra XVIII e XIX secolo vissero e operarono in Medio Oriente, ha fatto emergere una fitta trama di rapporti tra Europa, mondo arabo, Persia e Mesopotamia.

Viaggi, lingue, manoscritti e importanti scoperte archeologiche testimoniano quanto Oriente e Occidente siano stati, nei secoli, molto meno lontani di quanto talvolta immaginiamo.

La casa di Torcigliano potrà oggi diventare anche luogo di nuove iniziative di studio: quasi un nuovo capitolo di una storia che continua a generare incontri.

Dalle parole alle opere

È proprio qui che il luogo della conferenza acquista un significato particolare.

Tutto intorno ai relatori, le 14 Opere di Misericordia realizzate dal maestro Lorenzo Luigi D’Andrea rendevano visibile una possibilità.

La misericordia non chiede di cancellare le rispettive identità. Non elimina le differenze teologiche e culturali. Può però offrire uno spazio comune nel quale incontrarsi prendendosi cura dell’uomo.

Le Opere di Misericordia spirituali sono azioni che possono coinvolgere cristiani, musulmani, ebrei, credenti appartenenti ad altre tradizioni e anche persone che non professano alcuna religione.

Forse il dialogo interreligioso può allora compiere un ulteriore passo: accanto al necessario dialogo delle parole, sviluppare anche un dialogo delle opere.

Quando persone differenti si trovano insieme davanti alla stessa fragilità e scelgono di prendersene cura, l’altro comincia a essere meno lontano.

Per questo la Chiesa del Suffragio e delle Opere di Misericordia non è stata soltanto il luogo che ha ospitato la conferenza. È diventata parte del suo messaggio.

Coranica continua il suo cammino

La mostra è nata con una vocazione itinerante e continuerà il proprio percorso incontrando università, istituzioni culturali e comunità religiose in altre città italiane.

È significativo quanto già osservato nelle precedenti tappe: davanti ai numerosi pannelli le persone si fermano, leggono, fanno domande.

La storia di Marracci incuriosisce. E la curiosità può essere il primo passo per uscire dall’ignoranza reciproca.

Forse è proprio questa la domanda che Coranica porta con sé viaggiando: quanto conosciamo davvero l’altro?

La conferenza di Camaiore ci lascia così non soltanto il racconto di una figura del passato, ma una responsabilità per il presente.

Ascoltare prima di giudicare. Conoscere prima di avere paura. Incontrare prima di contrapporsi. E provare a fare un passo verso l’altro perché anche l’altro possa fare un passo verso di noi.

Poi, magari, mettersi insieme all’opera.

Perché anche attraverso le Opere di Misericordia può cominciare a crescere una nuova cultura dell’incontro e della pace.

La misericordia di Dio è all’opera. SEMPRE.

Foto di spazio + spadoni

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