La recente celebrazione della Giornata mondiale del migrante e del rifugiato ha rinnovato l’urgenza di guardare con occhi limpidi ai drammi del nostro tempo.
In uno scenario globale segnato da conflitti, respingimenti e diffusa indifferenza, risuonano con forza le riflessioni offerte da mons. Corrado Lorefice, presidente della Fondazione Migrantes.
Nel suo editoriale su “Migranti Press” , il presule rammenta che «in un tempo abituato a contare i morti e a considerare un nulla la vita di ogni creatura», il tema scelto dal Papa proclama con vigore che ogni singola vita brilla preziosa agli occhi del Padre.
Oltre i pregiudizi: l’accoglienza come Vangelo
Troppo spesso chi offre soccorso viene bersagliato da critiche superficiali, accusato di cedimenti ideologici o ingenuità. Mons. Lorefice respinge con nettezza queste etichette.
«La Chiesa non anima sentimentalismi e non fa politica: fa Vangelo».
Da questa fedeltà sorgiva scaturisce una visione di convivenza autenticamente umana. Di conseguenza, «di fronte al povero, al sofferente, al bambino, non ha senso cercare spiegazioni o retropensieri. Vanno accolti, e basta».
L’altro non rappresenta una minaccia né un semplice beneficiario passivo, bensì una persona portatrice di dignità e valore. Riconoscere questa reciprocità è il cardine che trasforma l’incontro in un cammino di pienezza condivisa.
Alloggiare i pellegrini: la custodia dei più piccoli
In questa prospettiva si inserisce la riscoperta contemporanea delle opere di misericordia, cuore pulsante dell’animazione promossa da spazio + spadoni. Il richiamo ad alloggiare i pellegrini cessa di essere una pia memoria del passato per farsi imperativo sociale e spirituale.
I migranti in fuga da violenze e miseria incarnano oggi i viandanti che bussano alle nostre comunità. Tra loro, i minori pagano il prezzo più lacerante.
Come evidenzia mons. Lorefice, «oggi i migranti e i rifugiati sono i piccoli del Vangelo». La Sacra Famiglia costretta all’esilio in Egitto ci rammenta che la fuga dagli oppressori è talora l’unica via per salvare l’avvenire dei figli. Pertanto, «custodire i bambini è forse, oggi, il compito più urgente che ci sia dato». Alloggiare il pellegrino significa anzitutto spalancare le braccia ai fanciulli, offrendo loro rifugio sicuro, istruzione e serenità.
Una risposta comunitaria all’appello dell’amore
Rispondere a questo grido richiede di superare la logica della delega burocratica per riscoprire la dimensione comunitaria della carità. Quando una parrocchia, un’associazione o una famiglia apre la porta a un nucleo sradicato dalla propria terra, compie un atto di giustizia rigenerativa.
L’impegno condiviso nei territori e nelle missioni sostenute da spazio + spadoni dimostra che la misericordia è un cantiere aperto. Alloggiare i pellegrini e proteggere l’infanzia fragile non è una concessione pietistica, ma il fondamento di un mondo fraterno. Come ci ricorda la testimonianza evangelica, custodire anche un solo bambino equivale a custodire il futuro dell’intera umanità.
Immagine adattata della locandina GMRM – Sito web Fondazione Migrantes
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