Italia, Piemonte | Festa civile dei nonni 2026

1 Ottobre 2026

Luciano Tosco
Una donna anziana avvolta in una coperta
Una donna anziana avvolta in una coperta, accudita con cura e affetto: un’immagine della fragilità e della prossimità agli anziani.

«Io invece non ti dimenticherò mai» (Isaia 49,15), tema della recente VI Giornata mondiale per la Chiesa dei Nonni e degli anziani, richiama la misericordia e consolazione di Dio a fronte della debolezza, fragilità e dipendenza nella vecchiaia.

Giovanni esprime con potente e plastica immagine questa condizione: «…quando sarai vecchio tenderai le tue mani, e un altro ti vestirà e ti porterà dove tu non vuoi» (Gv 21,18). E ci interroga oggi, nelle dimensioni spirituali/religiose e laiche/civili, verso chi tendere le mani, per che cosa e dove essere condotti, nel momento in cui viene meno l’autonomia, cioè in quella che oggi chiamano non autosufficienza.

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La prossima Festa civile, in Italia, dei nonni e direi anche degli anziani, stante che in grande maggioranza sono nonni (Appunto 1), in una generativa alleanza con quella omologa religiosa di fine luglio (Appunto 2) tratterà, almeno in una Regione, il Piemonte, il tema della fragilità e limitazioni dell’età, che impediscono l’autonomia, fino alla totale non autosufficienza.

Infatti il Presidente della Regione (La Stampa, 31 agosto), annuncia un confronto pubblico sul tema, proprio il 2 ottobre, anticipando anche l’avvio di un «nuovo Piano del Piemonte», apripista a livello nazionale, per «più anziani assistiti a casa» e azzardando, pur senza concrete indicazioni operative, «un posto in RSA e cinque a casa».

Gli fa eco Mons. Paglia, «padre fondatore» della legge 33/2023 (Appunto 3) di riforma delle politiche per gli anziani, provvedimento che già, tre anni prima e a livello nazionale, sanciva l’obiettivo prioritario del mantenimento dell’anziano, anche non autosufficiente, nel proprio luogo di vita. Dice Mons. Paglia:

«La vecchiaia non si affronta costruendo edifici… ma nella sua casa, nella sua parrocchia, nella sua comunità».

La comunità prima dei letti in ospedale, così si riforma il Welfare per gli anziani (La Stampa, 10 agosto), titolo dell’intervista.

Nell’esprimere apprezzamento, di seguito qualche osservazione/raccomandazione a commento dell’iniziativa e delle dichiarazioni di cui sopra fatto cenno.

Innanzitutto, nel rispetto della pluralità dei contributi, occorre prestare particolare attenzione agli sforzi, fatiche, sacrifici e a volte drammi e tragedie di chi, quasi sempre in solitudine, si occupa di fatto totalmente dei propri cari non autosufficienti.

In secondo luogo curare la documentazione e comunicazione sulla condizione in Italia di dieci milioni di cittadini: di quasi quattro milioni di anziani «non auto totali o parziali» e di sei milioni di loro familiari caregiver.

Terzo, illustrare, con il coraggio della verità, la drammatica irrilevanza degli interventi di sostegno da parte del sistema nazionale di welfare, in particolare quelli a domicilio con prestazioni medie nazionali di una sola ora settimanale per il Servizio di assistenza domiciliare e una mensile per quello sanitario per di più rivolti ad una platea molto limitata e selettiva di anziani rispetto a quelli che ne hanno necessità.

I dati indicano come tutto il peso diretto o economico indiretto della domiciliarità e dei ricoveri in Struttura pesi sulle famiglie, nel caso della domiciliarità supportate da 82.000 badanti.

Quarto: non offrire illusioni propagandistiche. È irrealistico attendersi finanziamenti ulteriori, oltre quelli già stanziati, per ridurre il gap bisogni-risorse. Infatti il fondo nazionale per le non autosufficienze cui afferisce il finanziamento statale per l’assistenza domiciliare anziani e disabili è di 935 milioni nel 2026 e 1.108 milioni nel 2027 come disposto dalla finanziaria del 2022. Nessuna speranza di risorse aggiuntive nella finanziaria 2027.

Certo ogni Amministrazione regionale e comunale può integrare il fondo nazionale con risorse proprie, peraltro sempre più contratte e risicate.

In ogni caso vorrei raccomandare trasparenza e verità, non propaganda; alleanza su obiettivi di bene comune e non contrapposizioni di parte; assunzione di responsabilità pur nei rispettivi ruoli istituzionali, civili e religiosi.

Questo il mio modesto augurio di nonno.

Appunto 1 – festa civile in Italia dei nonni

La Festa dei Nonni è stata istituita in Italia con legge dello Stato 159/2005.

Nel porre come obiettivi del 2 ottobre la celebrazione dell’«importanza del ruolo svolto dai nonni all’interno delle famiglie e della società in generale» e «la promozione di iniziative di valorizzazione del ruolo», la legge individua nell’«invecchiamento attivo» un aspetto certo importante della figura del nonno, ma tralascia completamente le dimensioni di limite e debolezza, anche spesso solitudine, della condizione esistenziale di moltissimi di loro, progressivamente acuita per fenomeni demografici e sociali, di composizione e struttura dei nuclei familiari, aumento degli anni di vita senza un automatico parallelo incremento della sua qualità, carenza spesso drammatica degli interventi sociali e sanitari necessari nel contesto della generale crisi del sistema di welfare universalistico verso una sicurezza sociale sempre più limitata e selettiva.

Nel contempo, negli anni si è acuita la tendenza alla riduzione di tale ricorrenza a semplice celebrazione rituale e formale senza occasioni di dibattito e confronto su temi di interesse per i nonni e anche gli anziani (che sono in gran parte anche nonni). Esempio il disinteresse per l’emanazione della legge 33/2023 di riforma delle politiche per gli anziani sia attivi che parzialmente o totalmente non autosufficienti.

Appunto 2 – celebrazione religiosa per nonni e anziani

Quest’anno è stata celebrata Domenica 26 Luglio la VI Giornata annuale dei Nonni e degli Anziani con tema: «Io invece non ti dimenticherò mai» (Is 49,15).

Il filo conduttore di tutte le Celebrazioni dei Nonni e degli Anziani è quello della «debolezza». «In verità io ti dico: quando eri giovane ti vestivi da solo e andavi dove volevi; ma quando sarai vecchio tenderai le tue mani, e un altro ti vestirà e ti porterà dove tu non vuoi» (Gv 21,18).

Una debolezza che genera l’accorata invocazione: «nella vecchiaia non abbandonarmi» (Sal 71,9) quarta giornata; cui Dio risponde: «Io invece non ti dimenticherò mai», VI giornata. Risposta assicurata dalla presenza divina nei legami umani: «Di generazione in generazione la sua misericordia» (Lc 1,50) – terza giornata e dalla vicinanza di Gesù «Io sono con te tutti i giorni» (Mt 28,20) – prima giornata, da cui la «Speranza che non delude» della quinta giornata e del Giubileo: «Beato chi non ha perduto la sua speranza» (Sir 14,2).

Ma nel limite della vecchiaia, con il conforto divino, si radica la ricchezza di «nella vecchiaia daranno ancora frutti» (Sal 92,15) – seconda giornata.

Questa «Fragilità feconda» richiama anziani e nonni alla loro «vocazione» autentica.

Appunto 3 – legge delega 33/2023 in materia di politiche in favore delle persone anziane

Questa legge delega, primo provvedimento quadro in Italia per gli anziani, si pone l’obiettivo del riordino, ma anche innovazione, delle politiche per gli anziani, nell’ambito di un contesto normativo e operativo molto articolato e complesso.

Il provvedimento si compone di 8 articoli attraverso cui individua e definisce i principali aspetti e dimensioni di una politica pubblica a favore della popolazione anziana, sia nell’ambito dell’«Invecchiamento attivo» che della «non autosufficienza».

Numerosi e significativi gli obiettivi. Innanzitutto il «riconoscimento del diritto alla continuità di vita e di cura presso il proprio domicilio», contrastando «i fenomeni della solitudine sociale e della deprivazione relazionale delle persone anziane».

A seguire quelli di semplificazione, riordino, coordinamento del sistema, efficacia ed efficienza degli interventi di assistenza sociale, sanitaria e socio-sanitaria, la trasformazione dell’indennità di accompagnamento in «Prestazione universale per la non autosufficienza».

Fondamentale limite della legge non aver disposto per la sua applicazione alcun nuovo o maggiore onere finanziario.

Immagine creata digitalmente da spazio + spadoni

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