Il 22 luglio 2026 il giornalista messicano Francisco Alejandro Leyva Aguilar, 60 anni, è stato assassinato a colpi di arma da fuoco nello Stato di Oaxaca. È stato colpito mentre faceva colazione in un chiosco di San Pablo Etla, senza avere alcuna possibilità di difendersi.
Francisco Leyva era noto per le sue inchieste sulla corruzione, sulla criminalità organizzata e sulle responsabilità della politica locale. Con i suoi articoli dava voce alle preoccupazioni dei cittadini e denunciava situazioni di illegalità, diventando un punto di riferimento per l’informazione indipendente nello Stato di Oaxaca.
La sua morte rappresenta l’ennesimo attacco alla libertà di stampa. Con l’assassinio di Francisco Leyva salgono a sette i giornalisti uccisi in Messico dall’inizio del 2026, una cifra che conferma quanto sia pericoloso esercitare questa professione nel Paese.
Il dato è ancora più drammatico se si guarda al lungo periodo: dal 2000 sono stati assassinati almeno 181 giornalisti, secondo le organizzazioni internazionali che monitorano la libertà di informazione. Un bilancio impressionante, aggravato dal fatto che molti di questi delitti restano impuniti e che le vittime avevano spesso denunciato minacce e intimidazioni senza ricevere un’adeguata protezione.
La Chiesa: lo Stato garantisca la vita e la libertà di espressione
Di fronte a questa nuova tragedia, il Dialogo Nazionale per la Pace, promosso dalla Chiesa cattolica messicana, ha rivolto un forte appello alle autorità affinché garantiscano il diritto alla vita e alla libertà di espressione di tutti i cittadini.
La richiesta va oltre l’individuazione dei responsabili dell’omicidio. La Chiesa chiede un impegno concreto per spezzare il circolo dell’impunità, rafforzare i meccanismi di protezione dei giornalisti e creare le condizioni affinché chi informa possa svolgere il proprio lavoro senza vivere sotto la costante minaccia della violenza.
La solidarietà di spazio + spadoni
Di fronte a questa ennesima tragedia, spazio + spadoni desidera esprimere la propria vicinanza al popolo messicano, alla famiglia di Francisco Leyva e a tutti i giornalisti che continuano a raccontare la verità mettendo a rischio la propria vita.
La solidarietà di spazio + spadoni si estende anche a tutte le donne e gli uomini che, in qualsiasi parte del mondo, non possono esercitare liberamente il diritto di pensare, di esprimersi e di informare. Difendere la libertà di stampa significa difendere la dignità della persona, il diritto dei cittadini a conoscere la verità e la possibilità di costruire una società più giusta.
Ogni giornalista assassinato è una ferita inferta all’intera comunità internazionale. Per questo il sacrificio di Francisco Leyva non può essere dimenticato: la sua voce, come quella di tanti altri cronisti uccisi, continua a ricordarci che senza libertà di stampa non può esistere una vera democrazia.
Immagine creata digitalmente da spazio + spadoni



