Un grazie a tutti i maestri che hanno lasciato un segno nella mia vita
Ogni 6 luglio, si celebra in Perù il giorno del maestro e in questa occasione vorrei ricordare con gratitudine tutti i miei insegnanti: uomini e donne che con la loro testimonianza di vita e le loro parole mi hanno insegnato ad essere una persona migliore, perché in fondo, il compito principale del maestro è tirare fuori il meglio dai suoi alunni per costruire un mondo migliore!
E la cosa migliore sarebbe farlo avendo gli occhi fissi su Gesù, il Maestro per eccellenza, la Via, la Verità e la Vita, come ci ricordava anche papa San Paolo VI: «Il mondo ha bisogno di testimoni prima dei maestri; e se ascolta i maestri è perché prima sono testimoni».
Come essere maestri oggi in un tempo di grandi difficoltà
Come essere maestri oggi, in questi tempi drammaticamente difficili di insicurezza dei cittadini?
In questo folle e triste periodo di guerre, in mezzo a questa profonda e cronica incertezza politica, sociale ed economica?
In un Perù sempre più frammentato, diviso e bisognoso e, allo stesso tempo, pieno di speranza e di tante brave persone?
Agire come Gesù, il Maestro: costruire pace e fraternità
Beh, agendo come si comporterebbe Gesù, il Maestro!
Con empatia, rispetto, generosità, inclusione, tolleranza, “reinventando” il modo di comunicare con coraggio e passione i valori, forgiando nuovi artigiani di pace e tessitori di fraternità.
Chi sono i nostri maestri
I primi insegnanti sono i genitori, che nella loro “chiesa domestica” (la famiglia) insegnano con l’esempio, trasmettendo ai loro figli i valori.
E come dimenticarsi, poi, dei catechisti, che con pazienza, responsabilità e passione insegnano ai bambini, ai giovani, agli adolescenti e agli adulti ciò che Gesù ha fatto e ciò che la Chiesa crede e professa? Oggi, è anche il loro giorno!
Buona festa del maestro!
Foto di padre Alessio Geraci

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