Il 2 settembre 2026, la Commissione Teologica Internazionale (CTI) ha pubblicato il documento “Prendersi cura della nostra Casa comune: Risposta responsabile e fraterna al Dio trinitario”, approvato da Papa Leone XIV e dal Prefetto del Dicastero per la Dottrina della Fede, il cardinale Víctor Manuel Fernández. Il documento si propone come risposta dottrinale, antropologica ed etica all’attuale crisi planetaria.
Una triplice mutazione culturale
Il documento, nella sua Prefazione, introduce la riflessione sulla contemporanea presenza di una triplice mutazione culturale che ha alterato il rapporto armonioso dell’umanità con il creato: in primo luogo, è svanita la spontaneità nel considerare la natura come opera creata da Dio; in secondo luogo, la tecnica e l’uomo si sono imposti al centro dell’universo; infine, siamo caduti in una crisi ecologica e sociale senza precedenti.
L’impronta trinitaria e l’antropocentrismo situato
Nei capitoli successivi, la Commissione delinea alcune proposte: in primo luogo la riscoperta dell’impronta trinitaria nel creato.
La creazione è infatti l’opera congiunta dell’unico Dio uno e trino: il Padre (la causa), il Figlio-Logos (l’artefice attraverso cui tutto esiste) e lo Spirito Santo (colui che vivifica, abbellisce e perfeziona l’opera).
Ne consegue che il cosmo non possa essere visto come un insieme di oggetti inerti, ma un “intreccio di relazioni” di profonda interdipendenza. Aria, acqua, piante, animali e persone formano un’unica comunità di vita dove “tutto è connesso”.
Successivamente, ribadisce il concetto già espresso anche da Leone XIV nell’enciclica Magnifica Humanitas dell’“antropocentrismo situato”.
Rifiutando sia l’antropocentrismo predatorio sia l’ecocentrismo, l’uomo è ridefinito come saggio amministratore e servitore della creazione.
In questo orizzonte, l’Eucaristia si rivela come una vera “scuola ecologica”: in essa la materia, simboleggiata dal pane e dal vino frutti della terra e del lavoro, viene offerta al Padre e trasfigurata dallo Spirito, anticipando la lode cosmica e il compimento di tutta la creazione in Cristo.
Il peccato contro la casa comune
Infine, introduce la nuova categoria teologica del peccato contro la Casa comune utile per definire la responsabilità etica dell’umanità di fronte all’attuale crisi ecologica globale.
Secondo il documento della Commissione, questo peccato consiste nel rifiuto di seguire il disegno d’amore voluto da Dio per la creazione.
Infatti, dal punto di vista della fede, la “creazione” non è una mera somma di risorse materiali da sfruttare, ma l’insieme degli esseri in quanto riferiti a un’origine in Dio che continuamente li sostiene e li contiene.
Dio ha consegnato all’umanità il preciso mandato di custodire e perfezionare la Casa comune; di conseguenza, non farlo — sia attraverso azioni distruttive sia attraverso omissioni e indifferenza — costituisce una diretta disobbedienza a Dio.

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