Salmo PENTECOSTE

22 Maggio 2026

salmo

1. Il Salmo 103 della liturgia di Pentecoste ci riempie di esultanza perché Dio non solo ha creato il mondo per amore, ma lo fa sussistere in ogni momento. Egli continuamente tutto mantiene in vita tramite la sua rùah, il suo Spirito d’Amore “Togli il loro spirito ed essi muoiono… Mandi il tuo spirito, sono creati, e rinnovi la faccia della terra” (Sl 103,29-30). La natura ha un valore in sé perché è il luogo della presenza dello Spirito di Dio (Sap 12,1): lo Spirito “riempie l’universo” (Sap 1,7). Lo Spirito è ubique diffusus, transfusus e circumfusus, come dicevano i Padri della Chiesa. È lo Spirito che fa sussistere il mondo animale, vegetale, minerale. Siamo di fronte a un “pan – en – teismo”, cioè alla presenza permanente dello Spirito in tutte le cose. Ecco il fondamento della teologia dell’ecologia!

2. Siamo quindi invitati dal Salmo a contemplare la bellezza del creato, e a benedire e glorificare il Signore. Il creato è un vero Evangelo, che ci svela il volto del creatore e architetto dell’universo.

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3. Anche nei momenti di tristezza e di dolore dobbiamo ricordare che la nostra gioia è nel Signore. La tristezza è il peggior nemico del credente, e tutto il Salterio altro non è che un invito alla meraviglia e allo stupore davanti alle opere di Dio, quindi all’allegria per la sua potenza e la sua gloria.

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