Il Dicastero per la Comunicazione ha diffuso il 29 settembre, festa dell’arcangelo Gabriele, il tema scelto dal Papa per la 61ª Giornata mondiale delle comunicazioni sociali, che in molti Paesi, tra cui l’Italia, si celebra il 9 maggio 2027, solennità dell’Ascensione.
Il tema scelto è «Uno sguardo nuovo: prestare attenzione nell’era del clickbait», che richiama direttamente il pericolo, già evocato nell’Enciclica (MH, 146), delle comunicazioni sempre frammentarie e prive di un orizzonte di senso.
L’economia dell’attenzione e la sfida della profondità
Queste le parole del comunicato:
«L’economia dell’attenzione, con la sua lotta per pochi istanti di interesse nel flusso rapido e interminabile di contenuti, sta trasformando non solo le nostre capacità cognitive ma anche la profondità della nostra comunicazione interpersonale.
Siamo chiamati a una conversione dello sguardo, a guardare di nuovo, con attenzione e con amore. Solo così riusciremo a vedere il mondo, gli altri e anche noi stessi come ci vede Cristo: chiamati per nome e amati. La nostra comunicazione cambia quando il nostro sguardo sceglie di incontrare l’altro anziché giudicarlo».
Custodire la relazione come risorsa preziosa
«La mancanza di una vera attenzione, alimentata dalla cultura digitale, ci ha abituati a una routine di reazioni immediate, a una superficialità delle relazioni, a una facilità nell’etichettare e rifiutare gli altri.
L’attenzione è invece una preziosa forma di generosità: attenzione viene da ad-tendere, protendersi verso l’altro e verso il vero. La comunicazione cristiana può riscoprirla come dono e come sguardo — quello di Gesù che vide e si lasciò toccare.
Comunicare non è catturare l’attenzione, e neanche venderla, ma custodirla come risorsa preziosa di relazione. Per comunicare nell’era del “clickbait” siamo chiamati a “prestare attenzione”, a riscoprire un’igiene dell’attenzione (cf. MH 146). La comunicazione non è fatta soltanto di parole: coinvolge la persona intera e ci chiede di tornare a guardare, ascoltare e sentire, per poter rispondere alla chiamata che Cristo ci rivolge».

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