Il duomo di Milano si prepara ad accogliere una serata carica di spiritualità, speranza e respiro universale.
Sabato 24 ottobre, alle ore 20.45, l’arcivescovo monsignor Mario Delpini presiederà la veglia missionaria e la Redditio Symboli, due momenti cardine della tradizione ambrosiana che, per il quinto anno consecutivo, vengono celebrati all’interno di un’unica liturgia. È un appuntamento che rinnova l’impegno verso il mondo e riscopre la forza feconda della corresponsabilità ecclesiale.
Un crocevia di vocazioni, partenze e accoglienza
La cattedrale diventerà il punto d’incontro di una geografia umana e spirituale senza confini, dove il dono ricevuto si trasforma immediatamente in testimonianza condivisa. Nel corso della celebrazione, monsignor Delpini consegnerà il Crocifisso a otto missionari in partenza, quale segno visibile di un mandato evangelico che invita a varcare ogni barriera culturale e geografica.
Allo stesso tempo, la Chiesa ambrosiana aprirà le braccia all’accoglienza di ventitré sacerdoti provenienti da numerosi Paesi dell’Africa, dell’Asia, dell’America Latina e dell’Europa, affiancati da otto suore e cinque Carmelitani Scalzi.
Giunti a Milano per motivi di studio accademico o per collaborare all’azione pastorale, i sacerdoti risiederanno nelle parrocchie mentre i religiosi troveranno alloggio nelle rispettive comunità, arricchendo il territorio diocesano con la ricchezza viva delle loro Chiese d’origine. Questo scambio manifesta quanto la comunione viva di una costante reciprocità di presenze ed energie spirituali.
La promessa di duecento giovani: la «regola di vita»
Il cuore della veglia vedrà come protagonisti assoluti circa duecento giovani, in gran parte diciannovenni, giunti a un passaggio fondamentale di maturità personale. Dinanzi al proprio pastore e all’intera assemblea, i ragazzi consegneranno la loro «regola di vita»: una lettera intima e meditata in cui delineano le scelte concrete, i valori e le consuetudini quotidiane con cui intendono radicare il loro cammino evangelico nella società contemporanea.
A commentare il valore dell’evento è don Marco Fusi, responsabile del Servizio per i giovani e l’università: «Tutta la comunità diocesana, nel contesto significativo della veglia missionaria, accompagna e incoraggia i giovani nel loro desiderio di restituire e condividere con gli altri l’esperienza di fede che hanno vissuto nelle loro comunità di appartenenza. Consegnando la regola di vita, i giovani scelgono di esercitarsi in uno stile che nasce dall’aver conosciuto Gesù».
Semi di speranza e servizio per il bene comune
In un tempo spesso segnato da individualismo e incertezze, il passo compiuto da questi ragazzi rappresenta una testimonianza luminosa. Non si tratta di aderire a precetti formali, ma di tradurre la fede in percorsi di solidarietà attiva, cura dell’altro e dedizione quotidiana. L’incontro corale tra chi parte per terre lontane, chi viene accolto da altri continenti e le nuove generazioni che scelgono la responsabilità dimostra che la missione non è una realtà lontana, ma una vocazione viva che trasforma le comunità dall’interno.
Foto di Piero Taroppio su Unsplash
Fonte: Agenzia Sir
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