Carissimi,
l’incarico della nuova parrocchia è un dono. Tutto nuovo, da inventare. Il mese scorso, abbiamo animato il Rosario nelle case dei nuovi battezzati, anche se la maggior parte dei cristiani di “S. Francesco Saverio” non sa cosa sia. Il fatto di girare le case è una cosa buona, missionaria.
Per la preghiera, non c’è bisogno di molto: un tappeto, la statua della madonna, una ciotola per l’acqua benedetta. I Masa amano pregare per terra. Spesso, come decorazione, abbiamo panni ad asciugare o galline, anatre a razzolare.
Si incontrano tante cose belle e tanta resilienza. Monique, vedova da 15 anni con tre figli di 6, 3 e 0 anni che all’epoca il marito le ha lasciato, si è rimboccata le maniche ed è andata al mercato per imparare il commercio. “Come hai fatto?”. “Il mio Dio è il Dio degli orfani!”.
Marisa, la nostra vicina di casa, a differenza di Monique, 2 anni fa è stata abbandonata dal marito. Ogni mattina alle 4 impasta la pasta dei bignè (piccole frittelle) e poi prepara i ‘tagna’ che vende davanti a casa per sfamare, vestire, curare e mandare a scuola Ines (8 anni), Avenita (6 anni) e Trinité (3 anni)… Cosa vuol dire vivere? Dio è il Dio degli orfani!
La vita della gente è su un altro pianeta. I due mondi di cui è composto il nostro Paese non si incontrano, nemmeno si sfiorano.
Per esempio, quando il Papa è andato in Camerun ad aprile, incontrando le autorità politiche ha fustigato la corruzione, l’attaccamento al denaro e al potere. Il Presidente di quel Paese è al comando da 44 anni ed ha 93 anni: praticamente, l’opposizione è stata azzerata, molti sono in prigione, altri non più tra noi.
Durante un’intervista, il Ministro della Giustizia ha commentato: “siamo in perfetta sintonia con le parole del sommo Pontefice, incoraggiamo i giovani a prendere esempio”.
“Il cane abbaia e la carovana passa”, ovvero l’inerzia del Sistema (cit. Roberto Saviano) che non cambia perché non vuole cambiare.
A noi è stata data la grazia di conoscere queste persone, di vedere la loro fede, di farci accogliere nelle loro case. Sono questi papà e queste mamme i nostri eroi, altro che i magnate della solidarietà. Ci sarebbe un lungo discorso da fare sul “business dell’aiuto”, come lo chiamava Annalena Tonelli.
Sere fa, sono andato a salutare una famiglia. Mi hanno obbligato a restare a cena, come si usa qui: per terra e mangiando con le mani. Ero attorniato da una nuvola di bambini (amici, vicini, parenti).
Il Dio degli orfani ha avuto pietà di me che orfano non sono, anzi, ho il di più.
Alla fine mi hanno regalato un uovo sodo e una caramella con dentro il peperoncino in polvere per il ritorno a casa. Perché l’amore ama i dettagli, i più piccoli dettagli.
Foto di padre Carlo Salvadori

Italia


