Da Cuore Amico, una riflessione sulla Giornata mondiale dell’Africa: sfide alimentari ed economiche, ma anche percorsi di crescita e speranza
(Redazione Cuore Amico)
Il 25 maggio, si celebra la Giornata mondiale dell’Africa. Una data che ricorda la fondazione dell’Organizzazione dell’Unità Africana, avvenuta il 25 maggio 1963. Dopo 40 anni dalla sua creazione nel 2002, a Durban (Sudafrica), venne ufficialmente fondata l’Unione Africana che riunisce 55 Paesi del continente.
Oggi, l’Africa è il continente con la più alta percentuale di popolazione che non ha cibo a sufficienza: circa il 20 percento, a fronte dell’8 percento in Asia e del 6 percento in America Latina. In Africa la percentuale si traduce in ben 298 milioni di persone che affrontano tale condizione.
E ancora: un terzo della popolazione africana vive oggi al di sotto della soglia di povertà, mentre più della metà non ha accesso all’elettricità.
Ci sono quindi molte isole di miseria che ci ricordano quanto è lungo il processo di crescita e di trasformazione di un continente dove più del 50% percento della popolazione è giovane, un terzo della popolazione adulta è ancora analfabeta e, soprattutto, sussistono ancora barriere sociali e culturali all’educazione di base, specialmente per le ragazze.
Non mancano però motivi di speranza.
Oggi, secondo un rapporto del 2024 della Banca Africana di Sviluppo, l’Africa è la seconda regione a più rapida crescita mondiale dopo l’Asia, con ben 41 Paesi in forte ascesa.
Inoltre, 54 Paesi, con il consenso dei loro popoli, hanno adottato una visione panafricana comune, chiamata “Agenda 2063 – L’Africa che vogliamo!”. L’ambizione è costruire “un’Africa integrata, prospera e pacifica, guidata dai propri cittadini e che rappresenta una forza dinamica nell’arena internazionale”.
Per agevolare percorsi di crescita occorre puntare sulle giovani generazioni e Cuore Amico, come sempre, si adempie nel dare a studenti e giovani una chance per completare gli studi o per avviare un’attività lavorativa sotto la supervisione di sacerdoti e missionari.
La ricorrenza voluta dall’Unione africana coincide con l’anniversario della costituzione dell’Organizzazione per l’unità africana poi sostituita dall’Unione africana, avvenuta nel 1963, per celebrare l’indipendenza appena conquistata da molti paesi.
Obiettivo della giornata è quello di ricordare al mondo i diversi problemi che ancora gravano su molti Paesi del continente africano come, per esempio, la povertà e l’esclusione sociale. L’obiettivo è quello di stimolare la crescita delle comunità e delle istituzioni locali, invitando inoltre a riflettere sulla necessità di preservare l’eccezionale varietà degli ecosistemi africani, fattori necessari non solo allo sviluppo locale, ma importanti anche per la comunità mondiale.


