Europa, Italia | Giovani ad Assisi con san Francesco e le Opere di misericordia

8 Agosto 2026

L'incontro dei giovani francescani
Una folla di giovani in ascolto, in occasione dell'incontro di Assisi “Go! Franciscan Youth Meet 2026”

Con san Francesco, prossimi nella misericordia

Circa tremila giovani – provenienti da tutta Europa, credenti e non – si sono dati appuntamento negli scorsi giorni, precipuamente dal 3 al 6 agosto, ad Assisi, per vivere incontri e condivisioni; per accogliere testimonianze e formazione; per confermare e intraprendere nuovi cammini, all’insegna della cura e del dono.

Stiamo parlando di “Go! Franciscan Youth Meet 2026”, il quale ha coinvolto – dal 3 al 6 agosto scorsi – migliaia di giovani europei nella Città umbra.

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Sono stati giorni di ascolto e di lavoro laboratoriale condiviso; sugli attuali scenari mondiali, le speranze e la progettualità, i valori e i limiti, la fraternità e la gioia di seminare il bene e la pace.

Sono emersi nei giovani l’entusiasmo e il desiderio – benedetti e confermati dal Vescovo di Roma Leone XIV che li ha visitati nella mattinata del giorno della Trasfigurazione del Signore – di continuare a divenire promotori di misericordia, di prossimità verso ogni tipo di povertà, di luce per nuovi sentieri da percorrere.

Promotori di fraternità e testimoni di pace

Essere promotori di fraternità, di rinascita e di risurrezione: è la linfa che ha animato i laboratori dei giorni scorsi e rinsaldato i passi dei giovani. Essi sono consapevoli di quanta vita può essere donata – anche per mezzo loro – attraverso le Opere di misericordia, la vicinanza, il camminare insieme, l’incoraggiare i più fragili, il tendere la mano agli sfiduciati.

I giovani attingono forza per la propria missione dalla testimonianza sanfrancescana. Anche il Papa ha indicato loro Francesco per continuare a seminare il Vangelo e la salvezza nella nostra storia:

«Noi ci de-figuriamo separandoci da Lui e dagli altri; ci trasfiguriamo, invece, nei legami che nutrono e chiamano alla vita. La spiritualità francescana, nella quale siete stati formati, è tra le più attente a riparare i rapporti fondamentali con Dio e con tutte le sue creature: un’armonia da custodire e coltivare, oggi più che mai» (Leone XIV, Omelia nella Trasfigurazione del Signore, 6 agosto 2026);

«Ai cristiani sarà sempre più chiesto di diventare operatori di pace all’interno di società tentate di strumentalizzare la religione nella contrapposizione delle identità. Essere testimoni di Cristo rimane quindi affascinante e impegnativo, perché allarga la mente e il cuore oltre confini artificiali, cioè al di là di paure indotte dalla cattiva informazione e dai muri del pregiudizio. Sottrarsi alla cultura della potenza e costruire la civiltà dell’amore non è subito compreso e accettato. Da San Francesco, però, imparate la radicalità evangelica, che è l’opposto del fondamentalismo: non rende ciechi e violenti, ma sensibili, attenti, sempre alla sequela di Gesù e quindi umili, accoglienti verso tutti. Non è facile, ma dà molta gioia» (Dialogo con i giovani).

Anche noi possiamo custodire il prezioso tesoro maturato in questa esperienza e negli itinerari a essa legati. La misericordia interpella ciascuno a operare, quotidianamente, nella redenzione e nella promozione umana; lasciamoci contagiare dalla gioia del dono!

Foto di fra Piero Sirianni

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