Dal 7 all’11 settembre 2026, la capitale del Ghana, Accra, ha ospitato un evento ecclesiale e sociale di portata storica: la prima edizione delle Giornate della gioventù dell’Africa occidentale.
Promossa con vigore dalla Riunione delle conferenze episcopali dell’Africa occidentale (RECOWA/CERAO), l’iniziativa ha radunato oltre quattromila ragazze e ragazzi provenienti da sedici Paesi diversi per vivere un’esperienza intensa di fede, dialogo fraterno e formazione comunitaria. Il filo conduttore delle giornate è stato scandito da un’esortazione evangelica colma di speranza e riscatto: «Fatevi coraggio».
Un appuntamento storico nel cuore del Ghana
L’idea di questo grande raduno regionale è nata dal desiderio spontaneo espresso dagli stessi giovani, trovando fin dal 2019 il sostegno convinto dei vescovi locali, pronti a mettere le nuove generazioni al centro della loro priorità pastorale. In una vasta area geografica attraversata da gravi disuguaglianze, disoccupazione, instabilità sociale e migrazioni forzate, l’evento ha rappresentato un autentico segno profetico.
I giovani convenuti in Ghana hanno testimoniato che le differenze linguistiche e culturali non costituiscono una barriera, bensì una straordinaria risorsa per edificare una società più equa e solidale.
Non una gioventù sacrificata, ma il presente vivo
Nel videomessaggio indirizzato all’assemblea, il Papa ha rivolto parole di profonda vicinanza a chi sperimenta quotidianamente l’incertezza del domani e il peso delle difficoltà economiche. Il messaggio ha smontato con vigore la narrazione pessimistica che guarda ai giovani africani come a vittime senza destino: «Non siete una gioventù sacrificata».
Al contrario, essi incarnano il presente vivo delle loro comunità, custodi di una ricchezza morale ed energetica essenziale per il mondo intero. Il Pontefice ha inoltre messo in guardia dall’alienazione degli schermi digitali, che catturano lo sguardo lasciando la mente stanca e il cuore vuoto, invitando a coltivare aspirazioni profonde e relazioni autentiche.
Costruire ponti e superare le sfide sociali
La sfida più grande affidata ai partecipanti di Accra è quella di farsi costruttori di ponti tra popoli, culture ed etnie differenti, sull’esempio di Gesù che non ha mai escluso alcuno dal proprio cammino.
Di fronte a guerre, povertà e ingiustizie che continuano a ferire il continente, le giovani generazioni sono chiamate a essere testimoni coraggiosi di riconciliazione e di pace duratura. Solo camminando uniti e contrastando ogni forma di esclusione sarà possibile favorire uno sviluppo umano integrale, capace di trasformare le sfide aperte in opportunità concrete di riscatto. Questo raduno segna così l’inizio di una nuova stagione di protagonismo per tutta l’Africa.
Foto di Sikwe Scarter su Unsplash
Fonte: Vatican News

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