Giornata Mondiale dei popoli indigeni | Una missionaria in Papua Nuova Guinea

9 Agosto 2026

Giornata mondiale dei popoli indigeni
Una foto della missionaria suor Anna Pigozzo ritrae popoli indigeni in festa della Papua Nuova Guinea

La missione di suor Anna tra speranza e sfide

Non ci sono strade, in Papua Nuova Guinea. E se qualcuna c’è, è impervia, sterrata, pericolosa. Eppure, “i papuani, almeno in questa zona, camminano tantissimo. Spesso a piedi nudi”. È una delle prime immagini che ci presenta suor Anna Pigozzo, missionaria della Fraternità della Trasfigurazione, 38 anni, originaria di Noale, della diocesi di Treviso.

L’altra immagine è quella dai colori sgargianti di una natura primordiale, che scoppia di vita tra foreste inesplorate e molte varietà di volatili, tra cui l’uccello del Paradiso, uno dei simboli della bandiera. E, ancora, tradizioni millenarie e culture ancestrali, con 800 gruppi etnici e altrettante lingue, in un Paese che sta per celebrare i 50 anni della sua indipendenza.

Resta in contatto con spazio + spadoni

Iscriviti alla newsletter

La diocesi di Bereina e le sfide del territorio

Dopo i primi quattro anni nel Sud delle Filippine, suor Anna vive dal 2013 con altre cinque consorelle nella diocesi di Bereina, che si estende nella regione centrale per 20mila metri quadrati con una popolazione di 86mila abitanti.

“In realtà, nessuno sa precisamente quanti siamo qui”, ammette la missionaria, che ci descrive “un territorio caratterizzato da una zona montuosa, raggiungibile dopo giorni di cammino, con sette parrocchie prive da anni di un sacerdote stabile”.

I grandi fiumi, poi, durante la stagione delle piogge fanno il resto, con allagamenti e inondazioni che rendono difficile l’inizio dell’anno scolastico.

Così, il paradiso della Papua Nuova Guinea mostra via via anche le sue difficoltà e contraddizioni. E franano, come le sue rocce, gli stereotipi del turista che vede solo bellezza e folklore.

Una Chiesa giovane e il seme della speranza

È una Chiesa giovane, con poco più di 130 anni che “sta cercando di fare un salto importante: dalla prima evangelizzazione alla seconda, dove il messaggio evangelico entra più profondamente nella cultura, convertendola”.

Il fatto di essere donna e bianca spesso ostacola l’approccio iniziale. Tuttavia, “basta poco per riconoscersi fratelli quando l’altro si sente accolto.

Così succede con i papuani, che hanno nel sangue l’energia dei guerrieri, ma sono anche anime pure ed innocenti, capaci di riconoscere il bene grazie allo Spirito che è in loro”.

E in quella che loro chiamano the land of the unexpected, la terra dell’inatteso, la vita delle Sorelle della Trasfigurazione scorre senza troppi programmi.

Anche se in ambiti diversi, ogni volta si apre la porta a qualcuno che reca con sé una ferita e un seme di speranza.

Quella speranza – buabeni – che si legge “nei volti dei piccoli e dei più vulnerabili, sfigurati dalla violenza, che con umili lacrime si rialzano quando sperimentano di essere figli amati”.

Foto di suor Anna Pigozzo

Fonte: Popoli e Missione, aprile 2025 (Estratto articolo di Loredana Brigante)

Condividi questo articolo

Le parole possono ispirare, la condivisione può farle arrivare più lontano.

Home » News » Giornata Mondiale dei popoli indigeni | Una missionaria in Papua Nuova Guinea
Opera M Collabora con noi