Certamente “curare la propria interiorità” non significa isolarsi dal mondo, ma costruire uno spazio sicuro dentro di noi, dove tornare ogni volta che la realtà esterna diventa troppo chiassosa e invadente.
E questo perché in una società che premia la velocità, la produttività, l’apparenza e il vuoto, dedicarsi al nostro mondo interiore diventa veramente un atto rivoluzionario.
Infatti significa smettere di essere sempre di corsa per imparare ad ascoltarsi, cercando di portare la nostra attenzione su ciò che si muove sotto la superficie, come le emozioni, i desideri, la paura e i tanti bisogni molte volte ignorati.
Chiaramente è un percorso che prima di tutto richiede silenzio e pazienza. Non si tratta di eliminare i pensieri negativi o di raggiungere uno stato di continua felicità artificiale, ma di sviluppare una presenza consapevole verso tutto ciò che siamo e facciamo.
Per questo vedo il “curare la nostra interiorità” come un imparare a convivere e stare con le nostre fragilità senza giudicare, trattandole con la stessa gentilezza che riserviamo al nostro positivo.
E tutto questo sapendo usare strumenti come lo scrivere, il meditare, il contatto con la natura e anche con momenti di solitudine nei quali ogni tanto iniziare a fare un po’ di pulizia nella nostra mente, lasciando così perdere cose e pesi inutili per lasciare spazio a quello che conta veramente per noi.
Deve essere per questo che da più di sei anni, dopo tanti anni di corsa a perdifiato, Dio mi ha donato di venire a vivere in una località come Osidda, in Sardegna, con la sua piccolezza, i suoi ritmi, i suoi profumi e i suoi silenzi, dove ho trovato più tempo per stare veramente accanto alle persone.
Quando la nostra intimità è solida e curata il fuori-di-noi sembra smettere di fare paura ed ogni scelta nasce nella serenità del nostro camminare, più che dalla fretta e dal giudizio degli altri.
Sprazzi di sapienza nella storia
Guardate a questo riguardo qualche sprazzo di sapienza qua e là nella storia:
1- “C’è un pozzo molto profondo in me ed in quel pozzo c’è Dio. A volte non riusciamo a raggiungerlo perché pietre, sassi e sabbia lo coprono e Dio sembra sia sepolto. Dobbiamo dissotterrarlo di nuovo!” (Etty Hillesum).
2- “La pace interiore non è assenza di tempeste, ma la calma all’interno delle tempeste. Curare il proprio giardino interiore è il primo passo per fiorire nel mondo” (Thich Nhat Hanh).
3- “La nostra task-force non è cercare l’amore, ma semplicemente cercare e trovare tutte le barriere che abbiamo costruito dentro di noi contro di esso” (Sant’Agostino).

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