Viviamo in un tempo in cui si parla molto, ma non sempre si agisce di conseguenza; e molte volte anche la nostra fede cristiana rischia di rimanere soltanto nelle parole, nei buoni propositi e nelle intenzioni.
Il Vangelo invece ci ricorda che non basta parlare, ma che bisogna vivere e mettere in pratica quello in cui crediamo.
Anche Gesù ci ricorda che l’amore vero si riconosce dai suoi frutti. Quindi per noi cristiani la fede non è soltanto una dichiarazione verbale, ma deve diventare una realtà viva e concreta ogni momento della nostra vita.
Se il verbo più importante del nostro cammino di fede è «amare», l’amore deve illuminare ogni momento della nostra giornata, rendendoci attenti a chi soffre, sempre pronti a perdonare, condividere e servire. A volte basta poco: una parola di incoraggiamento, visitare chi è solo, dare un aiuto senza aspettarci nulla in cambio…
Il vero amore non cerca applausi, non ha bisogno di essere esibito: è silenzioso, fedele e tante volte nascosto.
San Giacomo nelle sue catechesi sottolinea che «la fede senza le opere è morta»: questo non significa sostituire la fede con l’attivismo, ma lasciare che l’amore illumini e trasformi costantemente la nostra vita.
“Meno parole” vuol dire:
- meno promesse vuote e più responsabilità,
- coerenza tra quello che diciamo e quello che facciamo.
La testimonianza cristiana inizia proprio dal fare il bene anche quando nessuno ci vede; prima o poi saranno le stesse opere d’amore a rendere credibile la nostra fede.

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